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INCARNARE CRISTO
NELLA PROPRIA VITA

 

Arrivando al Convegno di zona svoltosi a Bari, dopo esserci salutate con tutte le sorelle presenti, abbiamo aperto il Convegno con l’adorazione a Gesù Sacramentato. Ciò che mi ha colpito dagli scritti del Beato Giacomo Alberione è stata questa frase: “La vita è preziosa: utilizzarla al massimo! Lamentarsi di questo o di quello, significa non capire niente, non capire che ciò che conta è la virtù, la privazione, il sacrificio. Dio è provvido, pensa a darci le occasioni di merito, le occasioni per offrire sacrifici, per praticare la virtù e acquistare il Paradiso: approfittiamone!”. Mi ha anche colpito quello che ci ha comunicato Maria Antonietta Blasi che ha partecipato al mese Paolino di Esercizi spirituali, sullo stile degli Esercizi ignaziani. Lì, ci ha riferito M. Antonietta, è stato detto e ripetuto in tutte le meditazioni di “incarnare Cristo nella propria vita”. Riflettendo su questo pensiero, mi son detta che incarnare Cristo nella propria vita, significa vivere come ha vissuto Lui, povero, mansueto, umile, nascosto (ma sempre presente), pieno di misericordia, di perdono, e significa anche stare in pace con tutti, pur dicendo sempre la verità. Costa incarnare Cristo nella propria vita (molti non lo capiscono), ma ne vale la pena. È preziosa a Dio la nostra vita! E ancora mi ha colpito la riflessione sul sogno di Don Alberione diventato realtà: “Non temete io sono con voi. Di qui voglio illuminare. Abbiate il dolore dei peccati”. Su questi tre pilastri ho sempre cercato di vivere la mia vocazione e la mia fede.
Grazie Signore per Don Alberione, per la Famiglia Paolina e per le Annunziatine. Grazie Signore! Io mi sento incapace in tutto, ma mi piace collaborare con te e tu intervieni sempre nella mia vita e nella vita di chi raccomando alla tua volontà. Tu sei la mia speranza e la mia fiducia, la mia certezza. Grazie ancora Signore!

Rosa P.