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IL PRIMO VIAGGIO IN ORIENTE

 

Il testo Considerate la vostra vocazione, Circolare 154, pagg. 333-337, riporta il racconto del viaggio compiuto dal Primo Maestro da Roma all’India. Gli scali nei vari paesi suscitano in lui riflessioni sempre apostoliche. Descrive con particolare calore l’incontro con i Paolini, non rivisti da molti anni a motivo della guerra. È il primo viaggio in Oriente di don Alberione ed è fatto in compagnia di Maestra Tecla: partiti da Roma il 3 aprile 1949, vi rientreranno il 24 luglio.

Ogni cattolico ama l’Oriente. Questo Oriente che contiene più di metà del genere umano, 1.200.000.000 circa; questo Oriente, intendo, che comprende la Turchia, l’Iraq, l’Iran, l’India, la Cina, le Isole Filippine, Giava, Borneo, Birmania, Mongolia, Corea, Manciuria, Giappone ecc. ecc. Questo Oriente così lontano da Gesù Cristo, abitato da Mussulmani, Buddisti, Taoisti, Scintoisti, Induisti, pagani di tante specie.
Questo Oriente così buono, sano, pacifico, promettente. Questo Oriente mèta di conquistatori, di commercianti, dei comunisti e di tanti abili sfruttatori. Questo Oriente a cui si sono rivolti i cercatori di anime, come S. Tommaso apostolo e S. Francesco Saverio, bagnato dal sangue di tanti Martiri. Questo Oriente a cui la Chiesa tende le braccia. Fermatevi e considerate: È forse ancora inutile il Sangue sparso da Gesù Cristo? E per sempre distrutta la primavera di anime e il lavoro di S. Francesco Saverio? Partiti regolarmente da Roma il 3 aprile. […] Ore 11.30 commemorato il discorso all’Areopago e il soggiorno di S. Paolo ad Atene. Ad Istanbul si arriva in anticipo. La città all’esterno appare quale una delle migliori d’Italia. Buon clima, popolazione gentile. Vi sono cinque chiese cattoliche, di cui due molto ben officiate e frequentate. Venti giornali quotidiani; molti cinematografi. Il presidente dello stato ha ordinato il riposo settimanale in Domenica per uniformarsi agli occidentali. Nell’attraversare la città si cammina fra moschee e moschee; e quante bellissime e ricchissime! Ci dicono però che sono poco frequentate.

Se i nostri Cooperatori per il Santuario “Regina Apostolorum” facessero un quinto di quanto qui viene offerto per le moschee... avremmo presto una chiesa tutta dorata. […] All’albergo siamo messi al corrente del bene e della possibilità di una libreria internazionale paolina fra le tante e varie; e di un certo lavoro per il cinema. Ci parlano pure della Radio. L’opera catechistica, il Digest di intonazione cattolica, il giornalino, appaiono fra le iniziative più necessarie. Questa popolazione si fa amare, pure nelle difficoltà materiali e morali. La luce del Vangelo potesse acquistare la velocità della luce materiale! E il calore dello Spirito riscaldare tanto quanto si fa sentire il calore solare in questa regione! Istanbul, centro di smistamento fra l’Oriente e l’Occidente come via aerea per viaggiatori e merci, potrebbe servire di travaso fra l’Occidente e il più lontano Oriente per il pensiero cristiano e per quanto costituisce la vita degli Occidentali, specialmente delle Nazioni latine cattoliche. [...] Sorvolando la Palestina ringraziamo il Maestro Divino e la SS.
Vergine che l’hanno santificate: O Oriens: Betlemme, Nazareth, Cafarnao, il Getsemani, il Calvario, il Cenacolo, il Monte dell’Ascensione. I viaggi di Gesù Cristo docente, che precede, che patisce, muore, redime, sale in cielo ove ci attende. […] La Chiesa dell’Apparizione di Gesù Cristo è a quattro chilometri dal nuovo centro della città. La Strada Diritta, “vicolo retto”, oggi in pieno movimento – come le migliori vie di Roma – ci avvicina alla casa detta di S. Anania. La costruzione, come una catacomba, è quella del tempo; ma divota ed officiata. L’icona rappresenta il Battesimo di S. Paolo. Recitiamo a nome di tutti i Paolini tre Gloria per la grande conversione (il tempo è brevissimo). “Vi benedico, Gesù, per la grande misericordia concessa a San Paolo nel mutarlo da fiero persecutore in ardente apostolo...”. La S. Messa a Damasco è ringraziamento per il nostro Padre “Convertito”; è invocazione per la conversione nostra; è supplica per la santificazione e l’apostolato di tutti. Il mondo manca in gran parte della sua vera ricchezza: “il Cristo”.
Assenza del soprannaturale, della Chiesa, del Papa, nel gran mondo, dove vi è la parte dirigente e la moltitudine: omnes quaerunt quae sua sunt, non quae Jesu Christi [Tutti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo, cfr. Fil 2,21]. Per i due miliardi e duecento milioni di uomini occorrono ancora un milione e seicentomila Sacerdoti e Religiosi, sale e luce; 4.600.000 Suore che siano delle “Marie”. Così fu stampato. Il Santuario “Regina Apostolorum” dev’essere centro orante per tutte le vocazioni: dei portatori di Cristo, come la Vergine dopo l’annunciazione alla casa di Zaccaria; come i dodici trasformati in Apostoli. Per la Chiesa, con la Chiesa e nella Chiesa. La devozione a Maria Regina degli Apostoli e di ogni apostolato appare sempre più necessaria e fruttuosa. Il problema e il lavoro fondamentale nella Chiesa e tra i cattolici è il vocazionario, “opera delle opere”, secondo l’esempio e la parola di Gesù Cristo. Benediciamo l’Iraq e l’Iran nelle rispettive soste. Recitiamo un rosario per queste anime, suffragando i defunti e riparando i peccati contro Gesù Cristo Via, Verità e Vita, invocando i protettori ed i santi di questa regione.
Il mondo va rapidamente evolvendosi: i centri abitati, la cultura, il commercio si spostano. Rivoluzioni pacifiche e rapide avvengono attraverso la stampa, la radio, il cine, la televisione, l’aviazione, i movimenti politici, sociali, industriali, l’energia atomica... Occorre che la religione sia sempre presente; si valga di ogni mezzo nuovo come difesa e come conquista. Tutto di Dio, tutto per un migliore tenore di vita in terra e la gloria in cielo. Chi si ferma o rallenta è sorpassato; lavorerà un campo ove il nemico ha già raccolto.
Le librerie internazionali rendono presente in ogni nazione il Vangelo, il pensiero cattolico, la cattedra di Pietro, la Società S. Paolo. La Chiesa è Cattolica Romana. Le cattedre alzate contro il Maestro Divino sono innumerevoli. Ma quella di Gesù Cristo e del Suo Vicario ha virtù speciali. Attingere sempre più dal centro per portare sempre meglio alla periferia.
India. La statistica ci dà queste cifre: dei 400.000.000 di abitanti, soltanto 15.000.000 sanno leggere e scrivere. I cattolici sono 4.000.000. È divisa in Stati dopo l’indipendenza: ma la comprendiamo tutta nelle preghiere scendendo a Karachi.
Occorre fare cattolico il Cristianesimo non solo di diritto e con insignificanti gruppi, ma in realtà e di fatto. I buoni e vari operai sono degli eroi. È tuttavia necessario aggiungere agli antichi e sempre ottimi sistemi di evangelizzazione anche i moderni, efficaci, veloci: si completerà l’opera di conquista. Così come disgraziatamente avviene nelle guerre moderne. Grande consolazione a Delhi nel rivedere dopo 12 anni D. Alfonso Ferrero e Fra Bernardino, i quali risentono ancora un po’ le conseguenze della malattia e del filo spinato in cui trascorsero oltre sei anni. Sono dei veri ed integri Paolini. [...] All’aeroporto di Allahabad (città di Dio) l’incontro con S. E. il Vescovo ed i Nostri è quanto mai affettuoso; più caldo della temperatura di 42 gradi. Si entra subito a parlare di ciò che forma lo scopo del viaggio. Casa paolina, letizia santa, vita nostra, apostolato intenso. [...] Occorrono buoni operai per la vasta messe: essi sono veramente pochi…

Beato Giacomo Alberione

 

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