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UN DIO UMANO
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Umano, troppo umano! Questo titolo celebre di Nietzsche potrebbe definire benissimo l’evento Gesù Cristo. Ci scandalizza ancora oggi la sua Kènosis, il suo abbassamento. È scandaloso l’Eterno che abbraccia il limite, la Parola che riveste il silenzio, lo Spirito che diventa carne. È umano, troppo umano! Sono passati 2000 anni, ma le nostre pupille non si sono ancora adattate per raccogliere tutto il chiarore della sua luce. Eppure è quanto ci apprestiamo a contemplare, lodare, accogliere ogni anno nel mistero del Natale. Dio si fa conoscere, si affaccia al nostro orizzonte non come esperienza estranea, ma come il desiderio, la possibilità, la risposta più intima e necessaria alla nostra vita. Robert Cheaib docente di teologia, nel libro Un Dio umano, Edizioni San Paolo, ci propone un percorso – nutrito dal confronto con teologi, letterati, mistici – per scoprire l’umanità del Vangelo. Prendendo sul serio la sfida dell’umanità di Dio, il testo guarda ai vari aspetti della fede cristiana suscitando domande e il desiderio dell’incontro con il Divino. Una appassionata e appassionante raccolta di riflessioni sulla preghiera è quanto troviamo in Nostro Signore del Deserto, scritto oltre trent’anni fa da Adriana Zarri rieditato da Rubettino. Scrittrice, teologa, eremita è stata una delle voci più originali e speciali del cattolicesimo italiano. Donna di cultura, di fede, di preghiera, dalle molteplici esperienze e scelte di vita, ci consegna un testo carico di passione e argomentazione, di vita quotidiana e di mistica, di festa e di ferialità. L’autrice non ha certo parole dolci nei confronti di certa pratica diffusa di preghiera o meglio delle preghiere, povere di calore e di colore, di innamoramento e di cosciente smarrimento nel Suo oceano di luce. Perché pregare è essere Dio, vivere e venire vissuti da Lui che, fattosi carne, ha posto la sua dimora in mezzo a noi. Rosaria G. |