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LE INQUIETUDINI DELLA FEDE

 


L’immagine del viaggio è spesso abbinata all’esperienza di fede e alla ricerca del senso della vita: dalle interminabili avventure di Ulisse a sant’Agostino che rilegge tutta l’esistenza come un ritorno alla casa del Padre, da Ungaretti con il suo “Qui la mèta è partire” fino al cinema americano che ha fatto dell’«on the road» [= sulla strada] uno dei suoi temi preferiti. Il regista Salvatore Nocita nel film, ora anche in DVD, La Strada di Paolo, ci propone una via mediana tra la mitologia e il viaggiatore europeo. Nel protagonista, un camionista in viaggio per le strade della Terra Santa, ritroviamo l’homo-viator universale, alla ricerca di un senso altro da quel che i luoghi rappresentano. Un viandante con la vocazione del pellegrino. Il viandante è una figura intemedia tra il pellegrino – che sa sempre dove vuole arrivare – e il vagabondo che non vuole arrivare da nessuna parte. Il viandante sa che giungerà da qualche parte, ma di preciso non sa dove, né come. Piedi a terra dunque, e sguardo al cielo con una grande disponibilità all’incontro/confronto. Un viaggio con l’altro, verso l’altro. A seguito del film lo stesso regista, nel libro Le inquietudini della fede, edito dalla Marcianum Press, ha pubblicato una serie di interviste ad alcune personalità del nostro paese, rappresentanti ciascuna una certa figura di viaggiatore: c’è l’uomo di Fede (Ravasi e Scola) e il non credente (Salvatore Natoli), c’è l’insegnante di storia contemporanea (Lucetta Scaraffia) e l’artista e cantautore (Roberto Vecchioni). A tutti loro viene chiesto di esprimersi sugli stessi temi, di percorrere le medesime tappe: la trascendenza, il rapporto tra fede e ragione, il problema del male, la Misericordia. Storie, esperienze e direzioni diverse che convergono sulla stessa strada. La strada di Paolo, la strada della ricerca della verità, la via dell’incontro. Ed è anche la nostra, soprattutto in questo anno della Fede.

Rosaria G.