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SE IL TEMPO SI METTE A DANZARE

 

Il tempo pasquale che stiamo vivendo è per eccellenza il tempo della gioia, un termine che è andato un po’ in disuso e sostituito da espressioni quali “benessere” e “felicità”. Eppure la gioia è un’emozione che caratterizza l’uomo fin dai suoi primi mesi di vita e cresce con il crescere della persona stessa. Il sorriso, la ricerca del volto materno o di un volto amato e amico, ci rivelano che siamo cercatori di un volto con cui comunicare, con cui metterci in relazione, un volto da amare e da cui invocare amore. Riconoscendo nelle relazioni una delle fonti della gioia. Nel libro Se il tempo si mette a danzare edito dalle Paoline, Anna Bissi con altri autori compie un viaggio attraverso le età della vita: l’infanzia, l’innamoramento, l’età adulta, la stagione del dolore, scoprendo di ciascuna le trame e gli intrecci della gioia. Sulle tracce di San Francesco, Giuseppe Di Mauro considera la fraternità e l’amicizia come fonti di gioia semplice, ben visibili nei legami luminosi e fecondi di Francesco con i primi fratelli. Nella seconda parte del libro, Beatrice Lauretta propone un’esplorazione panoramica sulla storia del pensiero in riferimento alla gioia, attraverso le prospettive filosofiche, poetiche e spirituali. Il pensiero è sostenuto da testimonianze alte della letteratura e della poesia, incominciando da quella scarna di Ungaretti, per continuare con nomi come Pascoli, Antonia Pozzi, Quasimodo, Rilke, Gibran, fino al poeta che da un senso di solitudine riesce a passare allo stupore: “...Allora mi ritrovo misteriosamente solo, come se avessi varcato l’universo; ma la tua improvvisa presenza mi fa cadere in ginocchio, o Sfolgorante. Senza parole né canto, perché – vittima di stupore – mi immola ai tuoi piedi la gioia” (D. M. Montagna). L’itinerario del libro giunge, nell’ultimo capitolo, ad un approccio spirituale e biblico dove gli autori del testo sacro accolgono, sperimentano e quindi annunciano al mondo e alle generazioni future la promessa del Verbo Incarnato: “Che la vostra gioia sia piena”.

Rosaria G.