Home | Chi siamo | Cosa facciamo | Perché siamo nate | Spiritualità | La nostra storia | Libreria | Fondatore | Famiglia Paolina | Preghiere | Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata | Webmail | Mappa del sito

 

L’ORO INTERIORE
DESIDERATO E RICERCATO

 

Oggi posso finalmente dire con grande gioia di aver trovato “l’oro interiore” che per anni ho segretamente desiderato e ricercato. Mi riferisco all’oro dell’anima, della mia anima che oggi ha uno splendore aureo perché ha pienamente realizzato di aver trovato il vero tesoro che ha un nome, un volto: Cristo. Il “tesoro” per molto tempo è stato sepolto profondamente nel campo della mia anima, ma quando sono riuscita a trovarlo ho realizzato di avere tutto quello che volevo e che desideravo. Il racconto della mia vocazione, del mio incontro con il Signore, della nostra “storia d’amore” può essere riassunto in due parole: fedeltà e amore!
Sì, il Signore nella mia vita è stato sempre fedele, non è venuto mai meno, mi ha sempre cercata, amata, inseguita, corteggiata come nessuno mai… e pazientemente mi ha aspettata, ha atteso i miei tempi senza mai forzare nulla. In qualsiasi situazione il Signore si è fatto sentire nell’intimo del cuore, con modalità diverse, ma anche e soprattutto facendomi avvertire la sua mancanza! Il mio cammino nell’Istituto Maria Santissima Annunziata è iniziato molti anni fa grazie ad un invito fattomi da una sorella di Potenza nella quale ho incontrato lo sguardo di Dio, il Suo amore, la Sua delicatezza che mi ha fatto decidere e provare a scommettere su una “Persona” che pareva riempisse di gioia tutti coloro i quali si abbandonavano a Lui. Decisi così di percorrere una strada ignota e molto lontana dal mio modo di vedere e di vivere, anche sapendo nel profondo che quella strada mi avrebbe dato la gioia e la pienezza che andavo cercando. Entrai così in noviziato, due anni ricchi di amore e di gioia, ma anche pieni della paura di non essere pronta a donare totalmente la mia vita a Dio! Il cammino si faceva sempre più difficile, ed io non ero pronta e zoppicavo a tal punto che decisi di abbandonare tutto e di tornare alla mia vita “apparentemente” bella, spensierata, felice e indossare il vestito di sempre… quello di una persona che ama il Signore, che lo prega e che chiede al Signore ogni benedizione per la sua vita. La decisione di lasciare il cammino fu dolorosa e causò in me una sofferenza lenta e duratura, anche se cercavo di dare una spiegazione logica a questa scelta; ma di

logico non vi era nulla! Dopo poco tempo incontrai un ragazzo con il quale avevamo iniziato a progettare una vita insieme, un matrimonio, una famiglia, dei figli. Durante i cinque anni di fidanzamento avvertivo di “stare bene” ma non ero felice, mancava qualcosa, un pezzo per completare il puzzle della mia felicità… Il pensiero tornava al Signore, alla preghiera, alla cappella dell’Annunziata di Potenza, al Tabernacolo, all’esperienza di Dio che soddisfaceva il mio anelito più profondo, alla Sua presenza amorevole e risanatrice. Il Signore per ben cinque anni dopo aver lasciato il cammino nell’Istituto mi pedinava come un’amante nella mia relazione solida con il mio ragazzo, era divenuto un chiodo fisso dalla mattina alla sera… Il pensiero andava a Lui spesso, troppo spesso, facendomi avvertire che il tassello mancante del puzzle era Lui!!! Posso dire che il Signore ha lavorato talmente bene che alla fine ho dovuto cedere non per sfinimento, ma per amore! Eccomi dunque ad oggi “novizia nuova” felice, gioiosa, sicura che la strada della felicità e della pienezza è questa, in questo Istituto! Il Signore mi ha reso una persona nuova perdonando tutte le mie mancanze, le mie infedeltà. Posso veramente dire “dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia”. Una meravigliosa storia d’amore unica ed irripetibile, un dono gratuito che nessun amore umano può donarti e che mi ha permesso di sintonizzarmi sulle frequenze d’onda di Dio per essere in armonia con la Sua volontà! P ossa il Signore concedermi di imparare dall’Amore per poter corrispondere pienamente alla mia vocazione, perché comprenda fino in fondo di essere destinataria di un eterno sguardo d’amore da parte di Dio, uno sguardo che accompagna ogni attimo della mia vita, della mia giornata… un Dio che mi ama di un amore infinito. La santità, come dice Don Alberione, dipende da quel donare tutto di noi stessi a Dio. L’augurio che faccio a me e a tutte le sorelle è quello di poterci perdere completamente in Gesù, lasciandoci avvolgere da questo amore che sgorga dal Suo cuore e come Maria docilmente abbandonarci alla Sua volontà!

Paola G.

 

torna su