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UNO SGUARDO SUL MONDO

 

In questo scritto del 1949 preso dalle Prediche alle suore Pastorelle, serie Libri grigi, Vol. IV, pp. 66-74, don Alberione ci descrive uno dei suoi viaggi: Istanbul, Siria, India Giappone, Messico, ecc. In questo meraviglioso sguardo sul mondo, solo uno è l’anelito che muove il Primo Maestro e che trasmette ai suoi figli: mirare a queste immense Regioni e domandare con fede la conversione di tutti.

Vi parlerò del mio viaggio. Mi ero proposto principalmente di visitare l’Oriente. Di questo vi voglio dare alcune notizie sebbene sia passato prima per l’Asia Minore e abbia terminato il viaggio visitando l’America del Nord e quindi il Portogallo. Ad Istanbul (Costantinopoli), città di due milioni di abitanti, vi sono solo sessanta cattolici, tutti gli altri sono musulmani o di altre religioni scismatiche, eretiche, idolatre. Vi sono dei templi meravigliosi e grandi, e un’infinità di piccole moschee cariche d’oro. Chiesette splendide, a poca distanza le une dalle altre, ricche, ma abbandonate e sole. In una strada, che sarà lunga come da qui a Massa, [il Fondatore scrive da Massa Martana, PG] ne ho contate centocinquanta. In Siria, sono andato a Damasco, ove ferve la guerra e la città è divisa. Lungo le vie si vedono carri armati e macerie, lo spettacolo cui assistemmo in Italia qualche anno fa.
Per questo motivo ci fu soltanto possibile visitare e pregare nella chiesa ove sorgeva la casa di Anania, il sacerdote che battezzò s. Paolo. Eccoci in India. A Nuova Delhi, la capitale, le opere parrocchiali s’imperniano sulla scuola e perciò sono curate da istituti insegnanti, come quello dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che compiono un gran bene fra la gioventù. L’India ha circa la stessa popolazione dell’Europa: quattrocento milioni di abitanti, di cui quattordici milioni sono cattolici. La diocesi di Allahabad conta otto milioni di abitanti di cui solo quattromila sono cattolici. La più grande pagoda indiana è incredibilmente vasta e ricca d’oro.

L’India è la nazione dei grandi contrasti: immense ricchezze vicine a immensa povertà, e ciò a motivo delle caste. […] Dall’India sono passato nelle Filippine, il paese più cattolico dell’Oriente. Su venticinque milioni di abitanti, diciotto milioni sono cattolici. Vi sono molti protestanti, ma presso i cattolici vi è splendore di funzioni ed un’ottima organizzazione. […] Ed ecco il grande Giappone: dei settantacinque milioni di abitanti, solo centoventimila sono cattolici e questi così dispersi che nemmeno si trovano! La capitale è Tokio, con otto milioni di abitanti, città immensa ove non si vede che un campanile. La cattedrale cattolica è bassa e vale poco, mentre numerosissime e ricche sono le chiese indigene. Le religioni sono due: lo scintoismo e il buddismo. Gli scintoisti sono gli antichi adoratori dell’imperatore e i buddisti i figli di Budda. In pratica sono tutti dei materialisti e cioè si dedicano ai propri comodi e a godere la vita. Questo è avvenuto specialmente dopo l’entrata degli americani che hanno dato al paese la libertà di culto. […] Oggi un bel numero di giapponesi chiede di essere istruito nella religione cattolica. […] Tutti i paesi dell’Oriente danno tante vocazioni femminili. I motivi sono due: la giovane è monda e docile, e in genere sente la pietà. Questo in India, Cina e Giappone. La Cina è immensa e conta circa cinquecento milioni di abitanti. Nonostante ogni tentativo non ho potuto recarmi laggiù a causa della guerra in atto. […] Dal Giappone, attraverso il Pacifico ho raggiunto la città di san Francesco in California.
Lì è tutta ricchezza e gran progresso. E poi via verso il Messico. Nello stato del Messico l’ottantanove per cento degli abitanti sono cattolici, gli altri in maggioranza sono protestanti. Ma nonostante il popolo sia profondamente cattolico, il governo è ostile alla religione; è massonico. Quindi nulla appare di ciò che è religioso; non abiti ecclesiastici, non processioni, né sepoltura. Bisogna starsene da parte se non si vuol suscitare, alla prima occasione, una persecuzione forse crudele come l’altra. […] Fui poi negli Stati Uniti, che per più di metà non sono cattolici, e cioè ventisei milioni di cattolici e ventisei milioni no. Le suore negli Stati Uniti hanno molte scuole. Sono attivissime le Compagnie, ad esempio quella del Santissimo Sacramento e la Legione di Maria, che compiono opere nascoste, ma utilissime alla Chiesa cattolica. Come sono fervorosi quei fedeli che vi si iscrivono! Ed ecco il Canada che, su otto milioni di abitanti, ne ha cinque di cattolici. Lì si è ferventi e organizzati assai bene.
La diocesi di Sherbrooke, ove sono i nostri, sembrerebbe la nostra Bergamo per fervore di opere. Vi sono delle scuole magnifiche in cui si prodigano molte Congregazioni insegnanti, specialmente non clericali quali: i Fratelli delle Scuole Cristiane, i Fratelli Maristi, i Fratelli di san Gabriele e quelli di san Francesco di Sales. Finalmente arriviamo nel Portogallo ove ho avuto la grazia di celebrare a Fatima. Il santuario è una cappelletta piccolissima, simile a questa cappella della Madonna, ma ora stanno eseguendo dei lavori grandiosi per un santuario immenso e splendido. Quel giorno c’erano un pellegrinaggio francese ed uno italiano. Il Portogallo ha come religione principale la cattolica, però il governo anche lì è anticlericale, e ciò spiega la grande scarsità di preti i quali, poi, sono vestiti in borghese, e la scarsità anche di suore, quindi una grande ignoranza.
Pregate per le vocazioni. Mirate a tutte queste immense Regioni e domandate con fede la conversione dei peccatori. Dite spesso: “Venga il tuo regno o Gesù! Si faccia finalmente un solo ovile sotto un solo pastore!”. Parlandovi dell’Oriente che tanto mi sta a cuore, non vi ho detto che esso conta un miliardo e duecento milioni di abitanti e cioè più di mezza umanità. Di questa enorme folla, solo trentacinque milioni sono i cattolici. E andando in giro non si trova un sacerdote, perché quei pochi che vi sono si perdono in territori senza fine. È difficile la conversione dei musulmani, ma più ancora quella dei disonesti. Preparatevi alla vostra bella e grande missione: come Gesù, andrete di borgo in borgo. Imparate di tutto. In alcuni luoghi la gente si prende con la musica, in altri con l’arte, la scuola, il ricamo. Chi sa molte cose, ha la rete più grande per pescare. Imparate tanto, di tutto. E vi benedica il Signore.

Beato Giacomo Alberione

 

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