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ANIMATORI DELLA COMUNICAZIONE
E DELLA CULTURA

 

Qualche tempo fa, don Vito inviò una mail, con la quale sollecitava tutte noi a spendere un po’ di tempo per approfondire le tematiche della comunicazione proponendoci diverse opportunità di formazione. Colsi l’invito come una occasione da non perdere e mi iscrissi al corso elearning per Animatori della Comunicazione e della Cultura. Si tratta di un corso di alta formazione a distanza, che si avvale del supporto accademico della Pontificia Università Lateranense ed è promosso dalla Fondazione Comunicazione e Cultura della Conferenza Episcopale Italiana.
Ho seguito le lezioni di docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani utilizzando la metodologia formativa e-learning che utilizza la rete Internet come canale di comunicazione, per accedere alla quale è necessario un pc multimediale e un collegamento internet veloce tipo ADSL. Tutto si è svolto a distanza: lezioni, esercitazioni e verifiche tramite la piattaforma dedicata Anicec. È stata tuttavia richiesta anche un’attività in presenza, un fine settimana che si è tenuto a fine corso, durante il quale ho potuto incontrare alcuni docenti, ma soprattutto scambiare opinioni ed esperienze con gli altri corsisti.
È stata la prima volta che ho partecipato ad un corso a distanza, pensavo che potesse essere poco coinvolgente ma non è stato così. Ho trovato molto vantaggioso poter ascoltare le lezioni quando mi faceva più comodo; una volta iscritti, infatti, si accede attraverso un login al portale Anicec e con una password si entra e si sceglie la disciplina da seguire.

È stato molto interessante per me in alcuni casi approfondire o semplicemente avvicinarmi a tante discipline che in vario modo sono connesse al mondo della comunicazione: dalla teologia della comunicazione alla semiotica dei media, dall’etica della comunicazione alla media education, alla sociologia della comunicazione, alla storia della comunicazione, ai linguaggi dell’audiovisivo… La complessità di queste discipline non deve spaventare. Esse sono trattate in modo accessibile a tutti anche se non si hanno competenze specifiche in questi ambiti. Forniscono strumenti per capire come funzionano i processi comunicativi, per educare ai media, imparare a muoversi con sicurezza nell’ambiente dei media, strumenti per pensare se stessi come membri della Chiesa, come cittadini in un mondo fortemente mediatizzato. Il corso, alla luce del Direttorio “Comunicazione e Missione” della Conferenza Episcopale italiana, si propone di formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative all’interno della propria comunità e della propria Diocesi, con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti culturali. Secondo il Direttorio delle Comunicazioni sociali, nella missione della Chiesa, l’animatore è una figura che “con il genio della fede, sa farsi interprete delle odierne istanze culturali, impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verità e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli”. Il Direttorio richiama i cattolici a non essere passivi, a trasformarsi da spettatori a protagonisti attivi, acquisendo una prospettiva critica che è proprio del cristiano capace di discernere le potenzialità dei media contemporanei. Il documento individua fra gli “imprescindibili impegni della comunità ecclesiale”, la formazione e la promozione di nuove figure di animatori nel campo della comunicazione e della cultura. Se tutti i cattolici sono chiamati a non sentirsi estranei al mondo dei cosiddetti digital media tanto più noi Annunziatine! Per chi desidera altre informazioni le trova sul sito www.anicec.it nel quale ci sono anche i link per seguirne gli sviluppi su facebook e twitter.

Anna Maria O.