| Oh! La Comunione. La Comunione al mattino per unire interamente il cuore a Dio, il cuore a Gesù, gli stessi sentimenti, i desideri. La Messa che fortifica l’anima, perché nella giornata certamente il demonio farà i suoi assalti e la carne nostra e lo spirito del mondo possono entrare a turbare quell’unione con Dio: abbiamo bisogno di essere forti. Dice san Giovanni Crisostomo: “Partire dall’altare forti come leoni”. E ogni giorno abbiamo bisogno di far provvista di pazienza, al mattino. Non sono grandi le nostre sofferenze in proporzione di quelle di tanti santi, ma certamente che delle rinunzie e dei sacrifici e delle mortificazioni e dei rinnegamenti della nostra volontà e dei sensi e della lingua, eccetera... se ne incontreranno: “Chi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso – prima parte – e prenda la sua croce” [Mt 16,24; Mc 8,34], ognuno ha la sua croce, o che viene dall’interno o che viene dall’esterno. Sì. E poi la meditazione illumina e fortifica ancora l’anima, perché nella meditazione si fa anche l’esame preventivo, si dispone l’anima per il cammino della giornata: prevede i pericoli, prende i mezzi, fa i suoi propositi, rinnova la professione o la consacrazione a Dio, eccetera... così. Prima dunque: “Chi vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso e prenda la sua croce” .
Poi, secondo: “E mi segua”. Poiché vi sono anche quelli che rinunciano a tante cose, per esempio per avere il corpo robusto e attendere ai giochi, come facevano gli antichi gladiatori e come fanno molti di quelli che attendono alle Olimpiadi, supponiamo, ai giochi olimpici. Oh! Ma Gesù ha detto: “Voi che avete lasciato tutto e mi avete seguito” [cf Mt 19,27-29]... ci vuole la seconda parte: le rinunzie per seguire Gesù! Non è che si rinunzia ad un amore perché il cuore sia sterile: vuol dire metterci un amore più intenso, più sapiente, un amore che non finisce con la morte, un amore eterno. Sì, l’unione continuata con Gesù fino all’ultimo sigillo del viatico, il quale poi viene confermato dal giudizio, comparendo al tribunale di Dio a ricevere il premio, e allora: Intra in gaudium Domini tui [Prendi parte alla gioia del tuo padrone] (Mt 25,21.23). Gesù dice dunque: “Avete lasciato tutto e mi avete seguito”. Sono questi [discepoli] che compiono le due parti: una rinunzia, un sacrificio, e abbracciare Gesù, amare Gesù, cioè donargli il cuore, volere ciò che egli vuole, desiderare ciò che egli desidera o detestare ciò che egli detesta, e desiderare l’unione eterna con Dio, sommo bene ed eterna felicità. Amare tanto il Signore. Sì. Al mattino cercare di eccitarsi a questo amore... ho detto, con la rinnovazione della consacrazione al Signore: può essere una consacrazione già religiosa e può essere una consacrazione privata, ma sempre la consacrazione al Signore. Sì, questo è il programma di vita che vi siete scelto e la vita nuova che vi siete scelte.
Allora c’è una grande consolazione, perché si guadagna molto di più con le opere che facciamo perché tutto il lavoro ha un premio doppio: perché è un esercizio di una virtù ed è anche l’esercizio della virtù di religione, l’impegno. Così l’obbedienza e così la continuazione della vita in amor di Dio, cioè in castità perfetta. Quanto è più ricca la giornata di chi è consacrato a Dio! Quanto è più ricca per l’eternità! E se una giornata si addiziona all’altra, oggi, domani, poi tutta la settimana, tutto il mese, tutto l’anno, tutta la vita, quale cumulo di ricchezze che qui non si vedono, ma di là si trovano! Quale cumulo di ricchezze, che proprio l’anima va radunando in sé; e quel bene che raduna, quel bene che fa, va sulla porta del paradiso e aspetta l’anima per il giudizio, per andare al premio, per accompagnare l’anima al premio. Vivere sempre di questi pensieri. Come siamo creati per Dio, così la giornata ci è data perché la spendiamo per Dio; e per raggiungere il fine, cercando di aumentare in noi la fede, la speranza e la carità. Raggiungere il fine e raggiungerlo, questo fine, più sicuramente, e un fine più santo, un fine poi glorioso per l’eternità intera. Dunque, quanto è diverso l’inizio della vostra giornata da coloro che invece la iniziano, in un modo molto diverso, che si riducono, forse, appena a fare un segno di croce. Che grazia che avete già in questo! Capire quanto è bene iniziare una giornata santamente, ai piedi di Gesù, con Gesù, portandovi via dalla chiesa Gesù, conservando Gesù in tutta la giornata nel cuore, sempre con Gesù! “Gesù è con noi e noi siamo con Gesù”: che consolazione questa, e che fortezza e che incoraggiamento e che serenità dà tutto questo alla giornata!
E se in qualche momento vi passa qualche nube, ecco, guardiamo di nuovo a Gesù; e se ci fosse anche stata qualche debolezza, subito rinnoviamo l’unione con Gesù con un atto brevissimo magari, di una comunione spirituale, per cui bastano pochi pensieri, senza interrompere l’occupazione... e può essere che basti mettere la mano sul petto e dire: “In questo cuore ci sta Gesù e il mio cuore è di Gesù”. Allora si ricomincia bene, in umiltà, in amore e in fortezza, sì, in fortezza: con il coraggio di nuovo, perché dobbiam sempre riconoscere che siamo deboli, ma Gesù è il tutto, è la nostra forza. Concludiamo. Chi vuole farsi santo ha da compiere due cose: la rinunzia e l’amore a Gesù. Rinunzia a cose che costituiscono il mondo presente e gli interessi per tutto quello che è umano, cioè che non è Dio; e l’amore interamente rivolto a Dio. “Voi che avete lasciato tutto – che è la rinunzia – e mi avete seguito – che mi avete amato [cfr. Mt 19,27-29], cioè – mi avete seguito come [vi] ho invitato: lascia tutto, vieni, seguimi... [cfr. Mt 19,21]”. E chi potrà capire questo? Le anime che sono ben illuminate da Dio, che hanno la luce interiore: Non omnes capiunt verbum istud [Non tutti capiscono questa parola] (cfr. Mt 19,11). Non arrivano molti a capire questo, ma arrivano a capire questo coloro ai quali il Signore dà una luce speciale. Sia lodato Gesù Cristo.
Beato Giacomo Alberione |