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PIETÀ
(Giovanni Bellini)
Il mese di aprile ci introduce nel grande mistero pasquale, che tutte siamo chiamate a vivere con profonda partecipazione. “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù, allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese con sé” (Gv 19, 25-27). Le parole di Gesù sono la rivelazione di una nuova maternità spirituale di Maria, mentre in Giovanni si vuole rappresentare il ritratto del perfetto discepolo. Sant’Ambrogio vedeva in Maria ai piedi della croce il mistero della Chiesa e nel discepolo amato il cristiano, figlio della Chiesa. La frase che chiude la scena del Calvario è carica di una ulteriore risonanza: Maria e il discepolo non solo avranno la stessa casa, ma saranno in comunione di fede e di amore proprio come il cristiano che accoglie e vive in comunione profonda con la Chiesa sua madre. Mariologia ed ecclesiologia si intrecciano, quindi, intimamente ai piedi della croce di Gesù Cristo. Ora, Maria e il discepolo lasciano il Calvario, dopo aver ascoltato quelle ultime parole del Cristo a loro riservate. Il corpo di Gesù viene posto nel sepolcro nuovo di un benestante di Arimatea, Giuseppe. Contempliamo questo momento facendoci aiutare dalla “Pietà” (1455-1460) |
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| di Giovanni Bellini, opera ricollocata nel dicembre 2013 alla Pinacoteca di Brera (Milano) con un nuovo allestimento ideato dal regista Ermanno Olmi. Nella rappresentazione della Pietà la Madonna e San Giovanni sorreggono Gesù senza apparentemente provare fatica. Le espressioni della Madonna e di San Giovanni contribuiscono in maniera sostanziale al pathos e alla drammaticità della scena; in particolare, la Madonna ricerca fino all’ultimo un soffio di vita nel corpo del figlio, sospinta dalla disperazione. I suoi tratti sono alterati dal dolore, e quindi non la troviamo “bella” e sacrale. La novità, nell’opera, consiste nel fatto che il Cristo è in piedi, nello stesso sarcofago in cui si trovano anche la Madre e Giovanni, sostenuto da loro senza uno sforzo apparente. Giovanni però ha la figura e il volto scostati dal gruppo Madre- Figlio, che sono invece indissolubilmente uniti a formare una figura unica. Sono soprattutto i profili a toccarsi e a denunciare la grande pena di lei e l’abbandono inerte di lui. Carla G. BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA: Maria – Le mani di Maria – Zaira Zuffetti |