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OPERA CATECHISTICA

 

In questo brano, tratto dal testo L’Apostolato delle Edizioni, pp. 202-208, don Alberione parla dell’opera catechistica e di come si debba svolgere nei metodi e nei contenuti. Emerge la necessità – per quell’apostolo che si dedichi a questa forma di evangelizzazione – di grande passione, ingegno e robusta formazione. Un invito ancora valido anche per noi ad approfondire la nostra fede e a mantenerci sempre aggiornate.

L’opera catechistica abbraccia tutto quel complesso di attività e di industrie che, sotto la guida sapiente della Chiesa, hanno di mira l’evangelizzazione delle masse. Costituisce la forma genuina di apostolato e ne supera ogni altra perché continua l’opera del divin Maestro che fu il primo e il più grande catechista.
Nella Chiesa è fondamentale perché è diretta a tutti gli uomini, fedeli ed infedeli, per farci conoscere Dio, nostro ultimo fine, e indicare i mezzi per raggiungerlo. Pur sotto forme varie, l’opera catechistica è sempre esistita. Gesù Cristo nell’insegnamento dato agli Apostoli e alle turbe, ne costituì il tema centrale e tracciò, in forma plastica e vivente, le principali norme pedagogiche e didattiche. A lui seguirono gli Apostoli ai quali aveva detto: “Andate dunque ad ammaestrare tutte le genti, battezzandole...” (Mt 28,19). La loro fu catechesi battesimale, basata sulla dottrina del Maestro, inquadrata nel racconto della sua vita. Gli Apostoli si associarono i diaconi ed anche alcuni laici. Alla catechizzazione [da parte] degli Apostoli seguì il catecumenato che aveva lo scopo di raccogliere i convertiti alla nuova fede cristiana, istruirli convenientemente nella religione e prepararli al battesimo. Sorsero poi importanti scuole di catechismo ad Antiochia, a Gerusalemme, a Roma, e fiorirono nella Chiesa catechisti insigni, quali: San Clemente Alessandrino, Tertulliano, San Cirillo di Gerusalemme, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino.

Nei secoli di ferro dell’Alto medioevo si riscontra una notevole povertà del programma catechistico, finché questo non ebbe un nuovo impulso dal Concilio di Trento, che a base della riforma cattolica, della disciplina e della legge ecclesiastica, pose l’istruzione religiosa. Da allora il catechismo ebbe una vera e propria organizzazione, sotto la guida di eminenti Dottori e Pastori: San Roberto Bellarmino a Roma, San Carlo Borromeo a Milano e il Beato Gregorio Barbarigo a Padova. Si aggiunsero i primi testi, fra i quali molto pratici quelli di San Pietro Canisio in Germania e di San Roberto Bellarmino in Italia. Ma la causa del catechismo, pur guadagnando terreno, non determinò un vero orientamento universale della coscienza cattolica finché Pio X con l’enciclica Acerbo nimis (1905) non risvegliò gli animi e non diede norme severe e precise per un lavoro organico. L’apostolo della stampa contribuisce all’opera catechistica mediante tutte le sue iniziative. Per convincersene basta ricordare il suo fine specifico. Tuttavia egli può contribuire in modo diretto a quest’opera – nel senso in cui è intesa comunemente – sia col prestare la sua cooperazione diretta di catechista sia, specialmente, col coadiuvare a tre grandi attività: l’istruzione catechistica, la formazione catechistica, l’organizzazione catechistica.

Istruzione catechistica

La dottrina catechistica può essere rivolta ai catechisti e ai catechizzandi. Catechista per ufficio è essenzialmente il sacerdote. Ed è noto che per essere un bravo catechista non è sufficiente ch’egli sia un bravo teologo. […] Maggior bisogno ne avranno tuttavia quei laici che sono chiamati a collaborare con la gerarchia ecclesiastica nell’opera dell’evangelizzazione. Oltrechè ai catechisti la dottrina potrà essere rivolta ai catechizzandi. Testi ufficiali sono i due di Pio X: Catechismo della dottrina cristiana e I primi elementi della dottrina cristiana. A questi hanno fatto seguito e possono seguire altri che, volendo corrispondere a bisogni o intenti particolari, ne comprendono parte o tutta la materia, ampliandola o arricchendola di fatti, spiegazioni, preghiere, illustrazioni, applicazioni pratiche. La dottrina rivolta ai catechisti deve generalmente servire loro di guida per la scuola. Quella rivolta ai catechizzandi forma il loro testo di studio. Entrambe devono essere adatte, complete, metodiche. Adatte alle persone e all’ambiente, […] altra sarà la forma richiesta per adulti e altra per fanciulli, altra quella per le persone analfabete o ignoranti e altra quella per studenti e persone colte. La dottrina catechistica dev’essere completa, cioè non limitata ad una sola parte della dottrina cattolica, ma estesa a tutte e tre: fede, morale e grazia, dando ad ognuna lo svolgimento conveniente. Dev’essere metodica, ossia esposta con metodo. L’apostolo scrittore, pur non trascurando ciò che presentano di buono tutti i metodi, preferirà quello ciclico progressivo, al quale unirà il così detto attivismo, in tutti i suoi aspetti: intellettuale, organizzativo, collaborativo e vitale.

Formazione catechistica

Il catechismo, secondo gli intenti della Chiesa, dev’essere una scuola nella quale il catechizzando si forma alla vita cristiana. Si comprende facilmente che tale formazione dipende dal catechista. Ciò tanto più ai tempi nostri, in cui essere “maestri di dottrina” non significa più come un tempo essere dei ripetitori sotto il controllo del sacerdote. Oggi il catechista deve sapere far da sé e, se non completamente certo in buona parte, dove il catechismo è organizzato in forma di scuola, il catechista supplisce il sacerdote. Egli quindi, per compiere degnamente la sua missione, deve avere una vocazione ed una formazione particolare. Vocazione che esige: un’anima docile a Dio, alla Chiesa, al sacerdote suo superiore; un’anima apostola che senta e viva nel suo cuore il grido di Gesù: Misereor super turbam [Sento compassione di questa folla]; un’anima virile che possieda un certo spirito di comando, non mai disgiunto però dalla dolcezza e dalla carità. Formazione completa che comprende: formazione dottrinale, formazione pedagogica e formazione interiore. La formazione dottrinale è sempre necessaria, anche nelle scuole rurali, perché si tratta di esporre alle anime la dottrina più difficile e più delicata. Dalla scuola di catechismo dipende assai spesso l’orientamento della vita e la salvezza di tante anime.
Detta formazione richiede una duplice preparazione: remota e prossima. La prima dev’essere metodica ed esige un corso completo di istruzione religiosa, che abbracci: la dottrina cattolica nelle sue tre parti principali: fede, morale e grazia; la storia sacra del Vecchio e del Nuovo Testamento, la storia della Chiesa almeno nelle sue linee principali, la storia della Liturgia e la vita liturgica della Chiesa. La seconda è la preparazione immediata ad ogni lezione. Può essere aiutata dai libri di guida per i catechisti, dall’uso del diario e da uno studio continuo, aggiornato. La formazione pedagogica è necessaria per avviare i catechisti all’arte di educare le anime affidate alle loro cure. Comprende lo studio della psicologia e della didattica. La psicologia con i suoi principi generali e particolari insegnerà il modo di render adatta, proficua e completa l’educazione catechistica.
La didattica, se sarà saggia e aggiornata, aiuterà ad approfittare di tutti i mezzi naturali per collaborare all’azione divina a vantaggio delle anime. E poiché il catechismo è rivolto particolarmente ai fanciulli, il catechista deve conoscere in modo particolare la psicologia dei fanciulli, ossia com’è fatta la loro anima; conoscere la loro lingua (i fanciulli hanno lingua e vocaboli propri), e imparare a farsi bambino come loro, rifacendosi agli anni della sua fanciullezza per ricordare le cose e le parole che in quell’età gli hanno fatto più impressione. Alla formazione dottrinale e pedagogica non si può disunire la formazione interiore, perché da essa dipende l’efficacia soprannaturale. Questa mira a formare dei catechisti che siano cristiani perfetti, capaci di unire alla preghiera intensa un grande amore a Dio e alle anime. L’apostolo che si dedica all’opera catechistica (dopo aver procurato a se stesso una conveniente formazione secondo le norme su esposte), potrà contribuire alla formazione dei catechisti e, quando fosse necessario e possibile, anche direttamente dei catechizzandi. […] Sempre fedele alle direttive della Chiesa, l’apostolo studi, segua e divulghi le norme pratiche ch’essa propone.

Beato Giacomo Alberione

 

 

 

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