![]() |
OPERA CATECHISTICA
![]() |
In questo brano, tratto dal testo L’Apostolato delle Edizioni, pp. 202-208, don Alberione parla dell’opera catechistica e di come si debba svolgere nei metodi e nei contenuti. Emerge la necessità – per quell’apostolo che si dedichi a questa forma di evangelizzazione – di grande passione, ingegno e robusta formazione. Un invito ancora valido anche per noi ad approfondire la nostra fede e a mantenerci sempre aggiornate. L’opera catechistica abbraccia tutto quel complesso di attività e di industrie che, sotto la guida sapiente della Chiesa, hanno di mira l’evangelizzazione delle masse. Costituisce la forma genuina di apostolato e ne supera ogni altra perché continua l’opera del divin Maestro che fu il primo e il più grande catechista. |
Nei secoli di ferro dell’Alto medioevo si riscontra una notevole povertà del programma catechistico, finché questo non ebbe un nuovo impulso dal Concilio di Trento, che a base della riforma cattolica, della disciplina e della legge ecclesiastica, pose l’istruzione religiosa. Da allora il catechismo ebbe una vera e propria organizzazione, sotto la guida di eminenti Dottori e Pastori: San Roberto Bellarmino a Roma, San Carlo Borromeo a Milano e il Beato Gregorio Barbarigo a Padova. Si aggiunsero i primi testi, fra i quali molto pratici quelli di San Pietro Canisio in Germania e di San Roberto Bellarmino in Italia. Ma la causa del catechismo, pur guadagnando terreno, non determinò un vero orientamento universale della coscienza cattolica finché Pio X con l’enciclica Acerbo nimis (1905) non risvegliò gli animi e non diede norme severe e precise per un lavoro organico. L’apostolo della stampa contribuisce all’opera catechistica mediante tutte le sue iniziative. Per convincersene basta ricordare il suo fine specifico. Tuttavia egli può contribuire in modo diretto a quest’opera – nel senso in cui è intesa comunemente – sia col prestare la sua cooperazione diretta di catechista sia, specialmente, col coadiuvare a tre grandi attività: l’istruzione catechistica, la formazione catechistica, l’organizzazione catechistica. Istruzione catechistica La dottrina catechistica può essere rivolta ai catechisti e ai catechizzandi. Catechista per ufficio è essenzialmente il sacerdote. Ed è noto che per essere un bravo catechista non è sufficiente ch’egli sia un bravo teologo. […] Maggior bisogno ne avranno tuttavia quei laici che sono chiamati a collaborare con la gerarchia ecclesiastica nell’opera dell’evangelizzazione. Oltrechè ai catechisti la dottrina potrà essere rivolta ai catechizzandi. Testi ufficiali sono i due di Pio X: Catechismo della dottrina cristiana e I primi elementi della dottrina cristiana. A questi hanno fatto seguito e possono seguire altri che, volendo corrispondere a bisogni o intenti particolari, ne comprendono parte o tutta la materia, ampliandola o arricchendola di fatti, spiegazioni, preghiere, illustrazioni, applicazioni pratiche. La dottrina rivolta ai catechisti deve generalmente servire loro di guida per la scuola. Quella rivolta ai catechizzandi forma il loro testo di studio. Entrambe devono essere adatte, complete, metodiche. Adatte alle persone e all’ambiente, […] altra sarà la forma richiesta per adulti e altra per fanciulli, altra quella per le persone analfabete o ignoranti e altra quella per studenti e persone colte. La dottrina catechistica dev’essere completa, cioè non limitata ad una sola parte della dottrina cattolica, ma estesa a tutte e tre: fede, morale e grazia, dando ad ognuna lo svolgimento conveniente. Dev’essere metodica, ossia esposta con metodo. L’apostolo scrittore, pur non trascurando ciò che presentano di buono tutti i metodi, preferirà quello ciclico progressivo, al quale unirà il così detto attivismo, in tutti i suoi aspetti: intellettuale, organizzativo, collaborativo e vitale. Formazione catechistica Il catechismo, secondo gli intenti della Chiesa, dev’essere una scuola nella quale il catechizzando si forma alla vita cristiana. Si comprende facilmente che tale formazione dipende dal catechista. Ciò tanto più ai tempi nostri, in cui essere “maestri di dottrina” non significa più come un tempo essere dei ripetitori sotto il controllo del sacerdote. Oggi il catechista deve sapere far da sé e, se non completamente certo in buona parte, dove il catechismo è organizzato in forma di scuola, il catechista supplisce il sacerdote. Egli quindi, per compiere degnamente la sua missione, deve avere una vocazione ed una formazione particolare. Vocazione che esige: un’anima docile a Dio, alla Chiesa, al sacerdote suo superiore; un’anima apostola che senta e viva nel suo cuore il grido di Gesù: Misereor super turbam [Sento compassione di questa folla]; un’anima virile che possieda un certo spirito di comando, non mai disgiunto però dalla dolcezza e dalla carità. Formazione completa che comprende: formazione dottrinale, formazione pedagogica e formazione interiore. La formazione dottrinale è sempre necessaria, anche nelle scuole rurali, perché si tratta di esporre alle anime la dottrina più difficile e più delicata. Dalla scuola di catechismo dipende assai spesso l’orientamento della vita e la salvezza di tante anime. Beato Giacomo Alberione
|