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QUANDO IL SOGNO DIVENTA REALTÀ

 

Una domanda che mi portavo dentro da molti anni era la seguente: È possibile sognare ancora? Il mondo di oggi è pervaso da “passioni tristi”, da un velo di tristezza che offusca l’incedere delle generazioni nella loro vita. È l’impotenza che guida le scelte, perché i valori sono tramontati e la mancanza di nuovi valori fondanti la vita degli uomini tarda a comparire all’orizzonte. Tutti siamo chiamati a diventare il più velocemente possibile “consumatori attivi” e i nostri desideri devono essere orientati al consumo attivo della “merce”! La nostra società è diventata esperta nel saper trattare il “desiderio”, nel canalizzarlo, nel guidarlo verso il consumo continuo di prodotti e servizi nuovi. Ho fatto questo preambolo, semplicemente per dire che il mio sogno, il sogno più bello, quello di appartenere totalmente a Cristo, si è realizzato ad Agosto 2013! Sì… il giorno della mia Prima Professione. Ricordo attimo dopo attimo i miei stati d’animo, i miei pensieri, prima di leggere con gli occhi del cuore la “formuletta magica” dei voti. Descrivere i miei stati d’animo di quel giorno mi viene un po’ difficile ma potrei spiegarli in questo modo: nella mia famiglia, grazie anche all’esempio dei miei genitori, il Signore è stato sempre una costante quasi matematica, con un valore ben definito nella mia

vita; sono sempre stata guidata dal desiderio di amare il Signore,di conoscerlo di pregarlo, di essere sua “amica intima”, di “guardarlo in volto” per guardare verso la stessa Sua mèta, di condividere con Lui tutto. Il desiderio di “appartenere a Lui” è sempre stato per me strettamente collegato alla capacità di saper sognare. Uno stare sotto la luce, in attesa che si dischiuda la promessa dell’arrivo del “compagno atteso”. È l’attesa, la promessa che è custodita dentro il sogno. L’attesa è la distanza che separa il sogno dalla sua piena realizzazione e l’attesa della realizzazione della promessa alimenta e sostiene il “desiderio”. Così percorrendo varie strade ho cercato di orientare la mia libertà aderendo al sogno che Dio aveva per me! In quel sogno, come epifania della mia vita, si nascondeva quel progetto che Dio mi ha proposto da sempre chiedendomi di seguirlo, desiderando la pienezza della mia felicità, che si è compiuta nel corso di Esercizi ad agosto a Camaldoli con la Prima Professione, dando finalmente forma alla mia vocazione, imparando a vedere la presenza di Dio nella quotidianità della mia “nuova vita”. Ne è scaturito che il sogno è stato più grande della dimensione materiale alla quale ero abituata, era ed è uno sguardo che punta in alto, che vuole scorgere le verità profonde di amore, di testimonianza, di accoglienza; quel giorno il Signore mi ha chiesto di rinnovare continuamente ciò che sono alla luce del cammino di fede che mi viene proposto dentro le strade della mia vita.
È un cammino nel quale il Signore mi vuole vedere protagonista di un cambiamento basato sulla Sua presenza nella mia storia. È alla luce di questo “Sposo” che si sono misurati e si misurano i miei sogni, è con la Sua compagnia che i desideri acquistano senso e costanza. Posso dire con gioia che il Signore mi ha dato la possibilità di poter incontrare il mio sogno/ vocazione… mi chiede di lasciarmi trasformare, di lasciarmi cambiare da una presenza, la Sua... che mi accompagnerà alla scoperta vera di me stessa. La misura del nuovo, l’orizzonte nuovo è proprio la presenza di Dio che mi rende una donna diversa. La vocazione si può scoprire e compiere seguendo e credendo nel sogno che Dio ha avuto per me; ora dal sogno deve partire un progetto… il progetto di Dio che mi chiede di amarlo, di annunciarlo alle anime. Io cercherò con tutto il cuore di lasciarlo come unico timoniere della mia vita, ricordandomi di affidarmi con determinazione alla presenza feconda di Maria; alla scuola di Maria, sotto la Sua guida posso crescere umile e forte; sarà Lei a mostrarmi la strada per arrivare agli “obiettivi del cielo” a cui sono chiamata. Il sogno di Dio, ed anche quello mio, è un sogno che punta verso un obiettivo alto, senza mai abbandonare la concretezza! Possa il Signore, per l’intercessione di San Paolo e lo sguardo premuroso della Regina degli Apostoli, concedermi un cuore che abita il cielo, ma con i piedi ben piantati a terra.

Paola G.