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SAN PAOLO MODELLO DEL RELIGIOSO
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Ci accostiamo questa sera al nostro Padre San Paolo, per ascoltarlo sulla vita religiosa. La sua vita è modello di vita religiosa. Lo abbiamo già meditato, lo recitiamo nella coroncina. Il nostro Padre San Paolo, dal Paradiso ci sia abbondante di grazie; Egli, che è custode della nostra Casa, sia per noi l’esemplare, il Dottore del Divin Maestro, il Padre e Patrocinatore della [nostra] causa. |
1. San Paolo modello di vita religiosa? Sì. È modello di vita contemplativa, di vita attiva, di vita mista. 1° La vita contemplativa è costituita dall’orazione, dalla virtù, dai voti. San Paolo visse nello spirito di orazione; convertito, lo zelo lo portò subito a predicare, ma poi si ritirò e fece anni di ritiro nel deserto e a Tarso, dove si diede allo studio, ma più di tutto alla preghiera e alla contemplazione delle cose sante, come i religiosi di maggior austerità, come San Basilio e San Girolamo; [contemplazione] unita alla penitenza. Il Signore l’unì a sé così che gli rivelò le cose che egli apprese direttamente da Gesù Cristo. Si scrisse perciò che San Francesco nella contemplazione fa eco a San Paolo, tanto che la predicazione di San Francesco e di Sant’Ignazio fanno eco a quella di San Paolo: è l’intesa delle anime grandi. San Paolo continuò la vita contemplativa: nei viaggi, sui mari, nelle città, nelle sinagoghe, nelle carceri: la sua anima si espandeva e riguadagnava il tempo speso per i fratelli. E poi le virtù. La castità: egli era vergine, e voleva che tutti fossero come lui, e trascinò [altri] alla pratica di tale virtù. Non si parla mai di castità senza la sua autorità. Fu poverissimo: lavorava con le sue mani e così si guadagnava il pane; accettò solo in casi di necessità l’elemosina; viaggiò a piedi; soffrì ogni strettezza ed ogni indigenza, e anche il cibo del carcerato mangiò, e riposò nei ceppi e sulla terra della prigione... Eppure la sua salute avrebbe avuto bisogno di riguardo, poiché le malattie lo travagliavano... Il nostro cuore si commuove... Egli non aveva nulla fuorché la Scrittura ed un grande amore a Gesù Cristo. Così egli va e predica ai poveri, agli operai e ai soldati. La sua obbedienza a Gesù fu perfetta fin da principio: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. Non mosse più passo che nell’obbedienza a Gesù: la sua obbedienza fa eco a quella di Gesù: “Fattosi obbediente fino alla morte...”. Ed erano voti, come attesta San Tommaso: non solo quindi virtù perfetta, ma virtù religiosa, la quale è tanto religiosa in quanto è virtù apostolica, che è modello della vita religiosa. 2. Applicazioni La vita contemplativa e la vita attiva. Grande scoglio e difficoltà si trova nell’unire le due vite; si è tentati di squilibrio. Teniamo gli occhi su San Paolo, su Maria, sul Divin Maestro. Gli scogli sono: o vivere troppo per noi, o vivere troppo per gli altri. tiva ben regolata ed organizzata aiuta sempre ad adempiere ai doveri: chi ha giovani, prega; chi fa scuola, studia; chi scrive, si prepara; chi predica, prega; chi tratta con giovani poveri, s’eccita nella povertà; chi dirige il giornale, si fa bravo amministratore; chi prende amore a un’opera di zelo, assorbe qui le energie dello spirito e del corpo e del cuore. La vita contemplativa è l’anima dell’attiva; chi prega, infiamma; chi si prepara, è chiaro, breve ed efficace... [Pensiamo a] San Benedetto... San Girolamo... E tutt’e due le vite costituiscono l’optimum. Sia anche qui benedetto il Signore. Chi studia, illumina nella scuola; chi medita, scrive con potenza. Oh, i Santi Padri, che efficacia...! È il Maestro che ce l’ha svelato; San Paolo è il fedele discepolo, che dobbiamo imitare. Tanto più chi deve fare lo scrittore, molto bene può conciliare le due vite. Il lavoro non ci assorba troppo, da farci dimenticare la [parte] contemplativa: per es. il dover fare scuola costringe a studiare ciò che non si sa. Solo in cielo comprenderemo! Sia lodato Gesù Cristo! Beato Giacomo Alberione
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