![]() |
LA MIA VITA CON TE
|
Venticinque anni! Un quarto di secolo della mia vita trascorsa con Te, Signore. Il motore di un essere umano, il centro di comando di tutte le sue scelte e azioni è il suo cervello in stretto collegamento con il suo cuore. Se dunque cuore e cervello conoscono Dio, azioni e scelte prendono direzioni diverse da chi vive pensando di essere pienamente padrone di se stesso (e degli altri). Questo era il pensiero dominante nella mia mente circa trenta anni fa quando, completato il percorso che mi aveva portato alle prime esperienze lavorative a scuola, la vincita del concorso e l’inizio del “secondo” periodo della mia vita, avrei dovuto capire cosa altro fare. Matrimonio? Importantissimo! Sacrosanto… ma non per me. Cominciavo a scoraggiarmi nella confusione delle mie idee. Mi facevo domande che non trovavano risposta. Un giorno una mia amica, già in cammino di formazione nelle Volontarie di don Bosco, mi invitò a frequentare degli incontri tenuti da un giovane sacerdote, da me conosciuto il giorno della sua ordinazione perché ero stata invitata a suonare l’organo per la celebrazione eucaristica. Fui reticente le prime volte: “La solita chiacchierata di ben pensanti intorno ad un tavolino che lasciano le cose così come stanno”, pensavo. Ma Dio sorrideva e aspettava. Dopo i primi incontri qualcosa cominciava a muoversi, |
soprattutto trovavo risposte senza formulare domande. Finché un giorno, contemplando nel vano di una finestra un meraviglioso cielo azzurro, mi balenò alla mente un pensiero: “Signore, cosa vado cercando? Sei Tu la persona più importante della mia vita! Perché non appartenere a Te per sempre?”. Fu tutto immediatamente chiaro, ma avrei avuto difficoltà con i miei. Subito mi venne incontro S. Paolo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31). Davvero il Signore mi avrebbe sostenuto in ogni difficoltà. Ed era anche in me chiaro il modo di appartenergli: Gesù camminava per le vie della Palestina per annunciare la Verità agli uomini e sosteneva la sua attività pastorale con la preghiera al Padre. Stessa cosa avrebbe fatto qualche anno dopo l’Apostolo delle genti. Fiorella S. |