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ANNUNCIAZIONE
CON SAN PIETRO MARTIRE
(Beato Angelico)
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Guido di Pietro prese il nome di frate Giovanni da Fiesole quando, tra il 1420 e il 1422, entrò nel convento domenicano di Fiesole. È noto nella storia dell’arte, per la paradisiaca soavità della sua pittura, col nome di Beato Angelico (e fu dichiarato “beato” per il culto cattolico da papa Giovanni Paolo II nel 1984). Il famoso frate domenicano tornò spesso sul tema dell’Annunciazione, individuandolo come la chiave e l’inizio della salvezza dell’umanità. In tutte le sue Annunciazioni viene colta la Madonna nell’atto di accettare la volontà di Dio, nel momento in cui pronuncia le parole necessarie per la nostra redenzione: Ecce ancilla Domini… Sono le mani di Maria anche qui a parlare, quelle mani incrociate sul petto in segno di umiltà nei confronti del messaggero celeste e di sottomissione al messaggio che lui porta. Nessuno spavento, nessun turbamento, nessuna perplessità: l’animo limpido e la fede luminosa del Beato Angelico vedono solo una Vergine pronta a diventare madre per diventare, poi, Madre di tutti noi. Questo affresco si trova all’interno di una delle celle del convento di San Marco (Firenze). In ogni cella è presente una immagine diversa; un altro affresco dell’annunciazione è presente sul muro davanti alle scale che portano alle celle. In questo affresco si possono vedere tre personaggi: Maria è sulla destra, inginocchiata su uno sgabello di legno, ha le braccia incrociate sul petto, con un braccio sorregge un libro aperto e ha lo sguardo rivolto verso il basso; l’angelo è in piedi, ritto di fronte a Maria, anch’egli ha le braccia incrociate sul grembo; a sinistra, in disparte, è raffigurato un frate domenicano, le tre figure sono disposte all’interno di uno spazio simile a un chiostro di un monastero, sono sotto un portico con delle colonne e si può intravedere anche una parte di un giardino, proprio come i chiostri dei conventi, i quali al centro avevano un giardino. |
Osservando le posizioni dell’angelo Gabriele e di Maria si può intuire che il momento esatto in cui è raffigurato l’avvenimento non è quello in cui l’angelo è appena arrivato e Maria è turbata, bensì un momento successivo. Infatti l’angelo è raffigurato ritto in piedi, la sua veste è ferma, non è svolazzante e sembra aver già iniziato a parlare con Maria. Questa non è turbata, ha lo sguardo abbassato e le braccia incrociate sul petto. La raffigurazione si colloca quindi probabilmente nel momento precedente al “sì” pronunciato da Maria. Il luogo scelto dal Beato Angelico per ambientare questa Annunciazione è senza dubbio un elemento originale rispetto alle altre raffigurazioni anche di altri artisti. Il luogo, infatti, in questo caso non coincide con quello del testo del Vangelo, che sarebbe la stessa casa di Maria a Nazareth. L’evangelista Luca, infatti, dice che “l’angelo entrò da lei”. Questo invece non è uno luogo chiuso, bensì un portico, e sulla sinistra si vede anche un giardino. Questo ambiente sembra riconducibile a quello di un chiostro di un convento del periodo rinascimentale, un ambiente dove viveva lo stesso Beato Angelico. Il portico è di forma semplice, ha delle volte a crociera ed è sostenuto da alcune colonne sulla sinistra. La luce investe la scena, arriva da sinistra e sembra entrare insieme all’angelo. La figura più illuminata dalla luce è quella di Maria. La parete in fondo al portico è più illuminata sulla sinistra e sembra riflettere la luce reale proveniente dalla finestra della cella dove è presente l’affresco. Carla G. |