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Il Convegno della Chiesa Italiana (Firenze 9- 13 novembre 2015) , ha avuto come tema: “Gesù Cristo nuovo umanesimo”. Così, le prime parole della Bolla di indizione dell’anno del Giubileo della Misericordia risuonano come l’appello dello shofar: “Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre”. Come per ogni Giubileo anche quest’anno siamo invitati ad un percorso di conversione, impreziosita da tenerezza e perdono da dare e ricevere. Siamo chiamati ad assumere il Vangelo come stile di vita fino a farcene volto incarnato e leggibile per quanti incontriamo. Ma dove possiamo attingere i tratti di questa nuova umanità? Non è difficile rispondere: bisogna ritornare al Vangelo, non solo alle parole di Gesù ma pure ai suoi gesti, in cui ci è dato di contemplare l’icona della nostra umanità in cammino verso se stessa per ritrovare l’immagine e la somiglianza con Dio. Per far questo Fratel Michael Davide nel libro Venite e Guarite, Edizioni Paoline, ritorna ai dieci segni che il Signore Gesù compie subito dopo aver ammaestrato le folle e i discepoli con il Discorso della montagna. I racconti dei gesti terapeutici di Gesù fanno da guida per comprendere come realizzare un umanesimo in ascolto, concreto, plurale e insieme trascendentale. Per guarire tutto ciò che offusca la nostra vera identità di credenti, ci sono offerti cinque verbi: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. Attraverso il metodo della Lectio Divina ripercorriamo con l’evangelista Matteo lo stile di Gesù. Se siamo soliti partire da noi mettendo la Chiesa al primo posto, il Signore inverte il percorso e parte dall’umanità. Nel capitolo 8 il primo gesto di guarigione è per il lebbroso, poi per il centurione, solo dopo arriva la casa di Pietro con la guarigione della suocera. Dalla casa di Pietro, il ministero del Signore si dilata ancor più verso gli altri: “Venuta la sera gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati”. Ciò che rende la Chiesa come la casa di Pietro è questa disponibilità a lasciarsi guarire per mettersi a servizio. Tutto questo lasciando la porta aperta perché chiunque possa accedere al Suo Cuore, sorgente di Grazia e di Vita.
Rosaria G. |