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MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

 

In questa meditazione alla Comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro di Roma tratta dal volume del 1962 (pp. 85-92), il Primo Maestro invita a diffondere la devozione a Maria con il titolo di Regina degli Apostoli perché “bisogna che noi assecondiamo i desideri di Maria, assecondiamo i desideri di Gesù, assecondiamo i desideri della Chiesa”.

La redenzione del mondo si compie sempre con un duplice ufficio: ufficio di riparazione, soddisfazione al Signore per i mali, per i peccati; e poi ufficio positivo e cioè... meritar la grazia e che questa grazia va distribuita, si viva in grazia... Quindi, entrando nello spirito del Maestro Divino, il primo ufficio è imitare il suo ufficio, cioè, la riparazione. E, secondo ufficio, preghiera, parte positiva; preghiera e azione perché le anime possano vivere in grazia del Signore e così arrivare alla salvezza che ha portato il Maestro Divino agli uomini. Riparazione, che consiste nel far l’opposto di quello che è il peccato. Allora riparare le offese che si fanno al Signore, le offese che si fanno a Gesù, le offese che si fanno alle cose di Gesù: alla Chiesa, ai ministri di Dio, ai religiosi; e poi tutti gli scandali, ecc. Ma i nostri Istituti [si intendono le 5 Congregazioni ed i 3 Istituti secolari che formano la Famiglia Paolina nel 1962] hanno da compiere ciascheduno un ufficio di riparazione. Così i Discepoli, per i peccati che procedono dai mezzi e l’abuso dei mezzi tecnici, cioè la stampa, il cinema, la radio, televisione e simili. In modo speciale per questo; in generale, per tutti i peccati, in modo speciale, per questo. Le Annunziatine, i Gabrielini, per il peccato di ateismo che è il peccato che si diffonde così... ed è il peccato fondamentale perché nega tutto il soprannaturale; e riparazione anche alla Vergine perché, negando Dio si nega Gesù Cristo, quindi riparazione alla Madre di Dio, considerando Maria come una donna comune. La vostra parte di riparazione è triplice. [...] Oggi dobbiamo diffondere, perché è il tempo della Regina Apostolorum. Ritorniamo, sì, ai princìpi, alla volontà di Gesù.

Gesù ha voluto nascer da Maria. Che cosa indica questo? Quello che lui ha fatto è quel che si deve fare. E cioè, quel che dice un santo Padre commentando: Quello che Gesù ha fatto diviene legge per noi in quanto dobbiamo seguire l’esempio, e vale di più il suo esempio che non la sua parola, il suo esempio mostra la volontà e mostra anche a noi il modo. Gesù, il Figlio di Dio, incarnandosi ha dato il massimo onore a Maria facendola sua madre, e il Padre celeste, facendola sua figlia diletta, e lo Spirito Santo, facendola sua sposa. Primi tempi. L’ha onorata l’Angelo Custode, sì. L’ha onorata, in modo speciale, s. Gabriele arcangelo che le ha dato il massimo onore: gratia plena, Dominus tecum. Benedetta fra le donne. Tu sarai la Madre del Figlio di Dio. Colui che nascerà da te sarà il Santo (cfr. Lc 1,28ss). Elisabetta: Beata te che hai creduto. E che cosa mi ha meritato che io ricevessi in casa mia la Madre del mio Dio? (cfr. Lc 1,43ss.). Quanto onore! La donna del Vangelo che esclama – dopo che ha sentito il Maestro Divino – tutta entusiasta: Beata colei che ti fu madre!” (cfr. Lc 11,27). Regina Apostolorum. Il Signore Gesù ha voluto espressamente che ella fosse onorata, ricevuta, e come protettrice degli Apostoli: “Giovanni, ecco tua madre” (cfr. Gv 19,27).
“Donna, ecco il tuo figlio” (cfr. Gv 19,26). Apostoli. Che poi Giovanni la prese con sé e la onorava come sua madre e lavorava per lei onde, anche come aveva fatto Gesù, così procurava il sostentamento a Maria in quel tempo in cui fu in casa sua. Quindi gli Apostoli, e specialmente Giovanni, come l’hanno onorata? E quando Gesù disse agli Apostoli: fermatevi in Gerusalemme, attendete la venuta dello Spirito Santo perché sarete battezzati in lui, non col battesimo di Giovanni, ma col battesimo dello Spirito Santo (cfr. At 1,4-5), ecco gli Apostoli come l’hanno onorata? E come sapevano pregare: si raccolsero cum Maria – dice il testo sacro – mulieribus et fratribus [donne e uomini] (cfr. At 1,14). Prima ricorda però gli Apostoli cum Maria, che stavano con Maria e Maria guidava la preghiera. E pregar con Maria. Sempre la nostra preghiera è accetta a Gesù quando la presentiamo per mezzo di Maria. E così gli Apostoli la onoravano, l’ascoltavano, si consigliavano con lei, andavano da lei per confortarsi nelle prime persecuzioni – quando essi han cominciato la predicazione – e con le preghiere. Maria aveva, in questa novena dello Spirito Santo, pregato con essi e la sua preghiera era stata gradita al Signore. E discese lo Spirito Santo e lei fu arricchita maggiormente dei doni, delle grazie dello Spirito Santo.
Così che la prima devozione a Maria è stata di Gesù che l’ha obbedita e l’ha onorata facendola sua Madre e ascoltandola: subditus illis [stava loro sottomesso] (Lc 2,51). E quindi, la seconda devozione, la principale, della Chiesa. La devozione, prima di tutte, che diede la Chiesa a Maria è onorarla come “Regina degli Apostoli”, come Madre – come ha voluto Gesù dalla croce – come consigliera, come conforto, come colei che era gradita a Dio, quindi che pregava. Cum Maria, quindi pregavano. E pregavano con Maria affinché la preghiera fosse gradita al Signore e ottenesse tutte le grazie. La prima devozione della Chiesa. Poi si è un po’ taciuto su questo ufficio di Maria, Regina degli Apostoli, e “Madre, Maestra e Regina degli Apostoli” – come dice Leone XIII (Lett. apost. Adiutricem populi christiani, 5 settembre 1895). Perché? Perché generalmente i Padri, i teologi insorgono contro gli errori e allora difendono una verità. E il primo assalto contro Maria fu contro il suo titolo fondamentale: Madre di Dio. E quindi illustrarono e difesero questo titolo di Maria. Oh, però adesso si è maturato il tempo, rispetto alla “Regina degli Apostoli”.
La devozione a Maria, sotto questo titolo, per due motivi: Primo, perché oggi si parla dovunque di apostolato, e l’apostolato sotto tutte le forme. E l’apostolato, che adesso si vuole valorizzare: l’apostolato dei laici. E allora bisogna che si onori Maria perché sorgano gli apostolati, si formino gli apostoli, rispondano alla vocazione i chiamati, e si santifichino gli apostoli, e si ripari il peccato delle anime consacrate a Dio che, quindi, non compiono santamente la loro missione di buon esempio e di vita interiore e di lavoro più efficace, perché spesso questo apostolato è un po’ esteriore, quando non si porta il contributo della grazia mediante la preghiera. E altro motivo è che Maria proprio in questo tempo ci insegna e vuole che la onoriamo così. Gli uomini sembrano anche un po’ perdersi non ascoltando Gesù, non ascoltando la Chiesa, non ascoltando i sacerdoti.
E Maria si è fatta apostola, in questi ultimi tempi. Lasciamo stare quello di cui si parla, di rivelazioni che non sempre sono approvate; ma noi crediamo a quelle che la Chiesa ha ammesso, ha giudicato vere apparizioni e ha giudicato santi gli insegnamenti che Maria ha dato. Si è fatta apostola. Che cosa ha fatto a Lourdes? Ha confermato il dogma della Immacolata Concezione, perché erano insorti, quando il Papa Pio IX nel 1854 aveva definito questo dogma. Maria, a Lourdes, si è fatta sentire: “Io sono l’Immacolata”. Ma soprattutto ha predicato il messaggio della salvezza: lasciare il peccato, pregare, far le penitenze. Così è stato l’insegnamento. Così è stato l’insegnamento alla Salette, di cui si parla un po’ meno. Ma abbiamo un eccellente libro scritto da don Barbero, il nostro sacerdote che sta ad Albano e che studia più volentieri i documenti, le prove delle cose. E così tutti i documenti, le prove della realtà di quelle apparizioni e dell’insegnamento che venivano da quelle apparizioni.
Così abbiamo l’apparizione: Medaglia miracolosa. Labouré che è santificata, canonizzata. E così a Fatima. L’insegnamento è stato sempre uguale: cessar di peccare, seguire Gesù. Si è fatta apostola di questi tempi. Si parla di altre apparizioni; ma queste sono le apparizioni di cui maggiormente abbiamo documenti. Oh, allora è Maria che oggi si fa apostola. E che cosa vuole? Che ci svegliamo, che la onoriamo come “Regina degli Apostoli” e che gli apostoli e tutti quei che predicano e scrivono, pensino sempre: prima, alla riparazione del peccato: confessarsi e correggersi, emendarsi; e secondo, seguire Gesù Cristo, vivere veramente la vita cristiana. È arrivato il tempo di questa devozione alla “Regina degli Apostoli”. Bisogna che noi assecondiamo i desideri di Maria, assecondiamo i desideri di Gesù, assecondiamo i desideri della Chiesa. Oh, se onorate Gesù eucaristico, onorar la sua Madre. E se Gesù ha espresso chiaramente il desiderio che Maria proteggesse gli apostoli, gli apostolati, e quindi: moltiplicarsi delle vocazioni, la formazione retta delle vocazioni, e la vita dei chiamati, la vita dei consacrati al Signore in santificazione, in attività apostoliche, ecco. Credo che vi sia caro d’intercedere che questa devozione sia larga e sia proprio nello spirito del Maestro, e che vi dia un po’ questo ufficio: riparare un po’ le dimenticanze riguardo a questo titolo e a questa devozione: al titolo e all’insegnamento del titolo. Basta leggere il libro che ha scritto il maestro Giaccardo: “Maria Regina degli Apostoli”.
E poi è stato pubblicato ultimamente il libro: “Maria Regina degli Apostoli”. E nel Con gresso che ci è stato tanti anni fa, qui a Roma, il Congresso Mariano, si è fatto una relazione molto ampia, documentata, del titolo Maria Regina degli Apostoli. Ora è venuto il tempo di illustrare questo titolo, e chi ha l’ufficio di farlo e chi, invece, ha l’ufficio, piuttosto, di pregare. Pregare, diffondere le sue medaglie, le sue immagini, le pitture Regina Apostolorum, tutte le immagini; si ornino i nostri ambienti, le case: “Maria Regina degli Apostoli”. E appena siano entrati i fanciulli, e appena siano entrate le giovani, subito orientarsi alla devozione a Maria sotto questo titolo, invocata su questo titolo, e [siano] istruite su questo titolo. E imitare Maria Regina degli Apostoli, sì. Se il Signore vi dà questa grazia, questo privilegio, siate riconoscenti perché avrete particolari benedizioni e grazie da Maria. E avrete anche la grazia di aver più vocazioni, [di] formar bene le vocazioni e [di] vedere che, le anime che si son consacrate, le anime che vivono già la consacrazione, si santifichino e siano zelanti nella Chiesa di Dio secondo gli apostolati che a ognuna il Signore ha riservato. È un onore e una grazia che [Egli] vi fa ed è un mezzo di ottenere più benedizioni sopra ciascheduna e sopra tutto l’Istituto delle Pie Discepole di Gesù, Divino Maestro. Sia lodato Gesù Cristo.

Beato Giacomo Alberione

 

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