Grazie all’evoluzione tecnologica la radio ha adottato, nella sua pluridecennale storia, diverse forme tecniche: analogica (AM/FM), digitale, satellitare, web radio. Il progresso, ha permesso a questo mezzo una tale disponibilità di uso che consente in qualunque momento della nostra esistenza – in casa, a lavoro, in macchina, su una nave, al mare sotto l’ombrellone – di poterci collegare con altri o di poter ascoltare i più svariati programmi. Basti pensare alla vita di tutti i giorni: in un luogo pubblico, o su un qualsiasi mezzo di trasporto, ci capita d’incontrare persone giovani e non, che con delle cuffiette ascoltano il loro programma radiofonico preferito. La radio non ha solo un enorme potere di informare e divertire ma anche di influenzare, dirigere e, volendo, manipolare l’opinione pubblica veicolando messaggi ideologicamente orientati. È per questo che il potere politico e i grandi gruppi economici hanno sempre cercato direttamente o indirettamente di mantenere un rigoroso controllo su questo mezzo. Sappiamo, purtroppo l’uso autoritario che i regimi dittatoriali ne hanno fatto e ne fanno.
In paesi a struttura democratica, il controllo sulla radio è più discreto, si gioca a turbare il meno possibile gli equilibri esistenti attraverso un’abile selezione e un calcolato filtraggio della notizia, come d’altronde operano la stampa e la televisione. Nel 1976 la Corte Costituzionale italiana dichiarava che il monopolio radiotelevisivo di Stato era incostituzionale, legittimando così la libertà d’antenna e l’installazione di radio-televisioni private, cioè “libere” dal monopolio. Oggi, in Italia e in molti Paesi democratici, le stesse radio di Stato, oltre le radio “libere” presentano una pluralità e spesso una conflittualità di informazione che consente uno spazio diverso e alternativo per la formazione della pubblica opinione. La canzone del cantautore Eugenio Finardi sintetizza, in modo saggio, l’importanza e le potenzialità di questo straordinario mezzo di comunicazione. Spiega il perché ancora oggi, nell’era di internet, è uno dei media che non conosce tramonto, anzi aumenta sempre più il suo indice di gradimento.
La radio è il mezzo ideale con cui trascorrere il tempo libero e non solo, in quanto non necessita come la televisione di essere guardata, ma lascia piena autonomia all’ascoltatore che può svolgere, contemporaneamente, le proprie attività. Oltre a questo, bisogna dire che la radio è realmente fatta da chi l’ascolta. Mentre un programma tv ha degli schemi ben precisi e la partecipazione del telespettatore è ridotta al minimo, un programma radiofonico difficilmente può esistere senza l’apporto di sms, mail o telefonate fatte dagli ascoltatori. Non esistono barriere tra chi fa radio e chi l’ascolta: è come far parte di una grande famiglia! Chiunque può proporre un tema o dire la sua, sfogarsi in diretta o ridere di qualcosa che gli è accaduto, chiedere un consiglio, suggerire un libro da leggere o una canzone da ascoltare, dire una preghiera e perché no, esternare i suoi sentimenti. Infine, ed è questo forse l’elemento più importante, la radio possiede quell’alchimia e quell’atmosfera “magica” che né internet, né la televisione possono dare.
Tutto è affidato all’immaginazione, alla fantasia, alle emozioni utilizzando la formidabile potenza evocativa della parola orale, dei suoni musicali e dei rumori ambientali. Da qualche anno, la tecnologia ha introdotto un nuovo mezzo di comunicazione, che sfrutta le potenzialità della radio, superando il limite della irripetibilità del linguaggio radiofonico per cui l’ascoltatore non può, come un libro, fermarsi e tornare indietro su quanto ha letto. Si tratta del “Podcast”. Per capire cos’è un podcast può essere utile partire dal nome stesso. Podcast, infatti, è l’unione di due termini significativi: ipod e broadcasting: il primo, ormai di uso comune, è il nome dato da Apple ai suoi lettori mp3 portatili, il secondo, invece, è un termine più tecnico che appartiene al mondo della radio/tv e significa diffusione di programmi radiotelevisivi Il fatto che i due termini siano stati sintetizzati tra loro ci aiuta a comprendere questa nuova parola. Potremmo dire che un podcast è una trasmissione radio o video registrata digitalmente (programma o contenuto), resa disponibile su Internet con un codice che la rende scaricabile e riproducibile in un secondo momento, anche su un lettore portatile.
In pratica, se vi siete persi una puntata del vostro programma radio preferito, potete andare sul sito della radio, se fa uso di podcast, individuare la registrazione della puntata e ascoltarvela sul pc, oppure trasferire la trasmissione sul vostro lettore mp3 portatile e ascoltarvela in metropolitana, sul pullman o durante un momento di relax, ovunque vi troviate. Ma dove possiamo trovare i podcast? Un podcast è un contenuto audio o video scaricabile direttamente da un sito web o tramite un apposito software detto aggregatore o (client=componente). Il client più utilizzato è iTunes, la libreria multimediale creata dalla Apple. Un client, svolge un compito molto utile, anzitutto rende disponibile una lista di servizi a cui abbonarsi (gratuitamente), possibilmente suddivisa per argomento; inoltre, avvisa l’abbonato circa gli aggiornamenti e le novità da scaricare.
Un esempio pratico per far maggior chiarezza: se una trasmissione radio va in onda in orari in cui non possiamo ascoltarla, fa comodo scaricare il podcast e ascoltarlo quando è possibile. Ma se la trasmissione è a puntate, è fondamentale che ogni volta che la nuova puntata viene aggiunta tra i contenuti scaricabili il software ci avvisi. È comunque sufficiente digitare “podcast” in qualsiasi motore di ricerca per visualizzare centinaia di risultati. Due maggiori siti di riferimento sono www.podcast.net e www ipodder.org. Il primo è il principale elenco di podcast attualmente presente su Web. Vi è la possibilità di selezionare, in ordine alfabetico, migliaia di podcast suddivisi in base alla tematica trattata.
Nel secondo si possono trovare anche le principali nozioni per chi volesse lanciarsi nel fai-da-te del podcasting. La tecnologia che permette la creazione di podcast non solo permette di ricevere e ascoltare programmi radio ovunque, ma consente anche a chiunque di condurre e proporre sul Web la propria trasmissione, basata su contenuti ideati e prodotti in casa. Per poterlo fare servono solo un pc, un paio di programmi distribuiti in modo gratuito specifici per la creazione del podcast, una buona connessione a Internet e soprattutto… le idee chiare su cosa dire. La cosa più importante è quella di non compiacere l’eventuale pubblico, essere se stessi e mettersi in gioco! Al pubblico infatti interessa la verità più che la perfezione della comunicazione.
Gonaria D.