scienza, anche la scienza medica, è un barlume della luce che è Dio, che è Gesù: “Erat lux vera, quae illuminat omnem hominem” (cfr. Gv 1,9), che illumina ogni uomo. Gesù ci ha dato la ragione e, come Dio, continua a illuminarci. Egli è il principale medico a cui dobbiamo rivolgerci. [...] Gesù è il medico spirituale e il medico corporale. “Non hanno bisogno del medico i sani, ma i malati”(cfr. Mt 9,12) . E chi non è malato? Chi non è malato? Quando diceva così, Gesù si riferiva ai peccatori, a quelli che erano profondamente ammalati, dei quali alcuni erano addirittura morti spiritualmente nella loro anima, perché chi vive in peccato mortale è privo della vita soprannaturale, quindi ha una morte spirituale. Gesù andava volentieri con i peccatori per guarirli. Lo accusavano: “Se la fa buona con i peccatori”. Ma con i peccatori si può andare o per accompagnarli nel peccato, nei vizi o [per] curare il loro spirito. E per che cosa andava Gesù? Murmurabant, dicentes, quod ad hominem peccatorem divertisset: Stavano mormorando, perché era andato in casa di un peccatore (cfr. Lc 19,7). Gli uomini facevano presto a giudicare chi era in peccato.
Gesù medicò tante infermità spirituali e diede i rimedi. Lasciò alla Chiesa i rimedi, perché la Chiesa deve medicare le anime. Il rimedio fondamentale è la Confessione che cancella tutti i peccati veniali ed è capace di risuscitare chi è morto alla grazia, cioè è in peccato grave. La Chiesa esercita una grande medicina, la medicina più sapiente. La Chiesa è un grande ospedale di anime, di malati spirituali. E le malattie sono tante quanti sono i vizi e quanti possono essere i peccati. Chi studia morale, ed è bene, vede che in quei trattati si vanno numerando i peccati delle più diverse forme. Chi legge libri ascetici, libri di mistica, libri dei santi vede subito come l’ascetica insegna a curare le malattie spirituali. Gesù è un medico, e dopo che ha risuscitato l’anima nella Confessione o l’ha guarita da malattie minori che sono i peccati veniali, ha un ricostituente che non è paragonabile a nessun ricostituente: è il Pane eucaristico che si viene a ricevere qui, il Pane eucaristico. Se leggiamo il Vangelo, sembra che Gesù in quei tre anni più di tutto si sia curato di guarire infermi, e più di tutto guarire quelli che erano malati spiritualmente.
Ecco, guarire infermi e quanti ne ha risanati! Egli aveva un potere che non hanno i medici e non hanno le infermiere. Il potere, per esempio, con il paralitico che era vicino alla piscina probatica, e da trentotto anni era così. “Ma vuoi guarire?” domanda Gesù. “Sì, soltanto che quando l’acqua della piscina è agitata dall’angelo io non ho una persona che mi aiuti, non ho un aiuto”. Allora Gesù gli dice: “Prendi il tuo lettuccio, va’ a casa” (cfr. Gv 5,5-8). Che voleva dire: Sei risanato. Come ha guarito l’emorroissa che soffriva da tanti anni e che aveva speso tutto in medici e in medicine (cfr. Lc 8,43-48). Quasi come prima guarigione annotata nel Vangelo, non è proprio la prima ma quasi, la guarigione della suocera di Pietro dalla febbre (cfr. Lc 4,38-39), poi tutte le infermità. Quando sapevano che doveva passare da un certo punto gli portavano gli infermi da tutte le parti e li mettevano davanti a lui perché li guarisse. Così guariva i ciechi, guariva i sordi, ecc. Medico corporale, ma è venuto appositamente per la medicazione spirituale. Egli ha questo potere che nessun uomo ha: risuscitare spiritualmente e risuscitare corporalmente. Nel Vangelo si leggono tre fatti di risurrezione corporale, ma quanti saranno stati gli altri che non sono notati nel Vangelo! E d’altra parte la risurrezione spirituale risulta da ogni pagina del Vangelo. Ma è eccezionale che un medico morto risusciti se stesso. Ecco la sua potenza.
Quando si viene in casa di cura, in primo luogo andare dal medico Gesù in chiesa e mettersi in cura da lui: Guarisci le mie ferite spirituali, guarisci, se ti piace, anche le mie infermità corporali. Egli è il medico onnipotente, però noi dobbiamo sempre ricordarci che la nostra preghiera deve essere fatta bene e cioè nell’ordine della volontà di Dio: “Se ti piace”. Perché il Signore ha i suoi disegni santissimi, tutti disegni di amore, e può essere che una persona non la risani sebbene abbia le cure più amorose, più sapienti dei medici e delle infermiere, perché, se il Signore guarisse tutti, chi andrebbe in Paradiso? La maggior parte degli uomini vorrebbe ancora stare un po’ sulla terra, a volte anche i buoni. Il Signore ha i suoi disegni sapientissimi, a volte vuole accettare le sofferenze solo perché le anime collaborino con lui nella redenzione, nella salvezza degli uomini.
Noi dobbiamo soffrire in tante maniere e unire i nostri patimenti, le nostre sofferenze alle sue. Le sue sofferenze sulla croce hanno redento il mondo, e noi adesso diamo aiuto con l’offerta delle nostre sofferenze, diamo aiuto a Gesù perché la redenzione venga applicata. Questa sembra una parola esagerata. Sì, Dio ha bisogno degli uomini e infatti se il sacerdote non celebra, chi riceve la Comunione? Dio ha bisogno degli uomini. Il Signore a volte permette che una persona santissima viva anni e anni, magari un’intera vita in un letto, perché compia l’apostolato della sofferenza. Ma noi domandiamo la grazia della guarigione in quanto è di gradimento a Dio, in quanto è nella linea dei suoi disegni. Dobbiamo pregare e pregare mettendo sempre il Fiat voluntas tua (cfr. Mt 6,10: “Sia fatta la tua volontà”). Cioè avere la disposizione dell’animo, questa disposizione santissima: “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (cfr. Lc 22,42). Tuttavia dobbiamo domandare la guarigione e usare i mezzi che il Signore ci dà, perché sono mezzi di Provvidenza, e bisogna usare i mezzi della Provvidenza. Mezzi di Provvidenza sono prima di tutto le persone che devono curarsi, poi vi sono gli elementi che vengono applicati e la cooperazione della persona, perché la persona deve cooperare con il medico e con coloro che assistono e accompagnano l’opera del medico. La persona deve cooperare, perché la medicina aiuta la natura, non crea le forze della natura, ma le sviluppa, mette in attività quelle che ci sono. Quindi onorare oggi Gesù, il medico divino; pensare un poco alle malattie spirituali che abbiamo. Ci sono tante malattie spirituali, non è vero? Alcune malattie spirituali sono più nella testa, altre più nel cuore, altre più nella volontà. Quante volte c’è debolezza di volontà, fiacchezza di spirito. Malattie spirituali nelle quali si può sempre trovare un pericolo e in questi pericoli anche cadere. Poi chiedere la salute corporale a questo medico divino.
Beato Giacomo Alberione |