Ora: è proprio questa fede viva, profonda, sentita che possedeva San Paolo. Egli scriveva che il giusto vive di fede, ed egli fu giusto: e la fede la provava così profonda che sentiva il bisogno di comunicarla agli altri; e nell’epistola agli Ebrei sentiva il bisogno di farne l’elogio più sublime. Piena l’anima della sua fede viva, sentiva di poter avere la testimonianza della coscienza anche pensando al giudizio di Dio ed esclamava soddisfatto: «Nella mia vita ho sempre conservato la fede: fidem servavi [Ho conservato la fede (2Tm 4,7)] e per essa sperava il premio eterno: “Noi che abbiamo creduto entreremo alla felicità” (Eb 10,22)». Hai tu fede viva? Ferma? Credi a tutte le parole del Vangelo? Hai gran rispetto per la Chiesa e per il Papa che l’insegnano?
È necessario considerare anche che la fede di San Paolo fu costante innanzi alle più grandi difficoltà. Dopo la sua conversione egli non ebbe più un momento di dubbio, non un momento di esitazione, anche in gravi d+ifficoltà. Gli Ebrei gli mossero ogni sorta di difficoltà ed obiezioni; non fu smosso, non dubitò; ebbe persecuzioni dai connazionali perché credeva a Gesù Cristo, non ebbe mai un’esitazione; gli fu minacciata la morte, non si intimorì neppure innanzi al carnefice. Anzi man mano che passavano i giorni della sua vita, la fede diveniva sempre più ferma nel cuore innanzi ai prodigi che si moltiplicavano fra le sue stesse mani. Tu caccia via ogni dubbio: non prestar fede ai giornali ed agli scrittorelli stolti: la Chiesa sola, dice San Paolo, è colonna e fondamento di verità (cfr. 1Tm 3,15).
La fede deve anche essere operosa; perché senza le opere la fede è morta (cfr. Gc 2,17.26). Anche i demoni hanno la fede, ma non le opere (cfr. Gc 2,19). Colui che crede a Dio, osserva i comandamenti. E si salva soltanto chi fa la volontà del Signore. E San Paolo? Non solo credette fermamente, ma ascoltò la voce di Dio che lo chiamava a portare il nome di Gesù Cristo a tutto il mondo. Sulla via di Damasco, colpito dalla grazia del Signore, egli chiede: che debbo fare? Il Signore gli ordina, gli comanda ciò che in quel momento era più arduo: umiliarsi a chiedere il battesimo e cominciare una vita opposta a quella tenuta. E chiede il battesimo a coloro che prima cercava a morte. Lo spirito del Signore aveva detto: “Segregate Paolo e Barnaba per l’apostolato fra i pagani” (cfr. At 13,2). E Paolo obbediente vi lavorò fino alla morte. Ricordati: non basta credere, ma pensare davvero che un giudizio ti attende, che Dio ti vede ovunque, che la vita tua deve essere veramente cristiana (cfr. Rm 2,13: “Non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati”).
Esempio. San Paolo si trovava in Listri (Listri, o Listra, è la patria di Timoteo, At 16,1. Si può leggere il racconto di questa guarigione in At 14,8ss) a predicare. Vi era colì un uomo storpio dalla nascita: non aveva mai camminato. Intervenne alla predica di San Paolo e lo guardava con certi occhi che volevano dire: se lo vuoi puoi guarirmi. San Paolo, vista la sua fede, disse ad alta voce: “Levati ritto sui tuoi piedi”. E quello cominciò a saltare pieno di gioia. Il popolo meravigliato credette che San Paolo fosse un dio e voleva offrirgli sacrifici. Ma San Paolo disse apertamente che solamente il Dio del cielo e della terra, il Creatore di tutto aveva operato questo miracolo. Era il premio della fede.
SALVAGUARDARE LA FEDE
“Guardate perciò, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura quest’oggi, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato. Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio... Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione” (Eb 3,12-15).
1° Molti sono i pericoli di perdere la fede o almeno di imbeversi di errori sulle verità religiose: conferenze, discorsi, radio. Pericolo maggiore è la stampa irreligiosa ed immorale. Una buona parte di libri, giornali, pubblicazioni di ogni genere contengono errori, assalti, eresie contrarie al cattolicesimo; ciò spesso si trova pure nei romanzi, opere teatrali, discorsi alla radio. Chi non vigila finirà col bere, poco a poco, il veleno dell’incredulità; o almeno col perdere la verginità della fede; cosicché questa, scossa da dubbi ed insinuazioni, finirà col non potersi più difendere. Il Balmes, (sacerdote spagnolo, politico e filosofo) ingegno profondo ed equilibrato, obbligato a leggere libri eretici per confutarli, diceva: “Voi sapete come i sentimenti e le dottrine cattoliche sono in me ben radicati; eppure non mi accade mai di adoperare un libro proibito senza sentire poi il bisogno di ritemperarmi nella lettura della Bibbia, dell’Imitazione di Cristo o di Luigi di Granata (scrittore spagnolo del 1500, membro dell’Ordine domenicano). Or che sarà di tanta gioventù insensata che ora legge di tutto senza protezione e senza esperienza? Ne sono atterrito al solo pensarvi”. 2° S. Alfonso de’ Liguori scrive: “Per l’ampia diffusione di fogli e di libri contrari alla Chiesa, oggi si compie un’immensa strage di anime. Se una parola che vola, serpeggia come cancro e ferisce a morte, quale rovina non verrà da un libro cattivo, che rimane come un continuato pericolo di perversione? Però la stessa legge naturale vieta di scrivere, stampare, ritenere, leggere, diffondere tali opere. I genitori, i sacerdoti, i principi, i governi, gli educatori sono strettamente tenuti ad una rigorosa vigilanza”. [...] 3° Il dono inestimabile della fede si deve salvaguardare con precauzioni e preghiere. Sia benedetto il Divino Maestro che ci ha dato la Chiesa maestra infallibile. Nessun ingegno o scuola o libro può essere guida sicura quanto la Chiesa: essa è Gesù Cristo che vive nei secoli.
Esame – L’umile diffida di sé; si fa devoto discepolo della Chiesa, ed evita ogni lettura, conversazione, conferenza pericolosa. Come mi comporto io?
Proposito – Considero la fede che vive nella carità come il più gran tesoro della terra.
Preghiera – Atto di fede: Mio Dio, credo fermamente...
Beato Giacomo Alberione
|