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Con l’indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Francesco ricorda che la Misericordia è l’alternativa di Dio al nostro modo umano di ragionare, soprattutto che la Misericordia non è da capire ma da vivere; quindi tutto l’anno della Misericordia non è per gli altri, per i poveri peccatori, per chi si è allontanato dalla Chiesa ma è per me. Per me che non cerco e non voglio stare all’ultimo posto, per me che non accetto come fratello uno che ha dissipato i tesori della Grazia e tardivamente si pente. Per me che fatico e sudo fin dalle prime ore del mattino nella vigna del Signore, e mi aspetta la stessa ricompensa degli operai dell’ultima ora. Per non parlare di peccatori, ladri e prostitute che dovrebbero passare avanti a me che mi alleno ogni giorno ad essere come Lui mi vuole… In questo intreccio di domande e sentimenti sulla misericordia che a volte sembra così ingiusta, ci fa da modello e compagna di viaggio Maria di Nazaret. Lei si è lasciata sorprendere da Dio, divenendo grembo di Misericordia, divenendo la Madre dei figli che, proprio perché immersi nel perdono di Cristo, devono esserne testimoni con la vita, con la presenza, con la dolcezza. È quanto don Marco D’Agostino nel suo ultimo libro, Maria Grembo di Misericordia edito dalla San Paolo, ci propone con il suo linguaggio schietto e appassionato. Riflessioni che nascono dalla sua esperienza pastorale vissuta soprattutto tra gli adolescenti e i giovani. Esperienze, fatiche, drammi, come la malattia e la morte vissuti e riletti alla luce del Vangelo e di Maria Madre del Verbo Incarnato, donna del Magnificat, che ha saputo essere istruita, consolata, generata, inviata dalla Misericordia. Il compito dei discepoli e di ogni educatore in fondo è tutto qui: raccontare ai “piccoli” l’esperienza della misericordia che noi stessi abbiamo sperimentato. L’esperienza di chi è stato risollevato, strappato non senza dolori dalle tenebre, risuscitato, riportato alla vita. Liberati diciamo a tutti quanto erano pesanti quelle catene, quanto l’aria e la luce che Gesù ci regala nuovamente siano impagabili.
Rosaria G. |