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PER CRISTO AL PADRE
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Nella meditazione tratta dal volume Alle Pie Discepole del Divin Maestro 1966 (pp. 171-176), Don Alberione ci invita ad amare Gesù Cristo e tramite lui a chiedere le grazie di cui abbiamo bisogno, stando attenti che non siano solo belle parole, ma che la nostra sia una vita bella, una santa vita. L’Epistola di san Giacomo (cfr. 1,22-27) è chiarissima, perché possiamo condurre la nostra vita [in modo] sempre migliore. “Carissimi, siate operatori della parola e non uditori soltanto ingannando voi stessi”. E cioè, vivere la parola di Dio e non soltanto far delle parole, perché sarebbe un ingannare noi stessi; e cioè, sapere quello che il Signore ha insegnato, e poi non metterlo in pratica. “Infatti, se uno ascolta la parola e non la mette in pratica assomiglia ad un uomo che osserva nello specchio la sua fisionomia, egli contempla se stesso, ma poi se ne va e subito dimentica [...] com’era”. Se, cioè, nella faccia c’è una macchia bisogna toglierla, non solamente vedere che c’è, ma poi... si toglie. [...] “In verità, in verità vi dico: ciò che voi chiederete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà”. E poi il Vangelo spiega. E cioè, il Padre celeste ama noi perché amiamo Gesù Cristo. E cioè, bisogna che noi viviamo in Gesù Cristo, e allora il Padre celeste amerà noi. Quindi, l’amore a Gesù Cristo. “Vi dissi queste cose in parabole. In quel giorno chiederete nel mio nome, e non dico che io pregherò il Padre per voi, poiché il Padre stesso vi ama. Infatti mi avete amato e avete creduto che io sono uscito da Dio”. |
perché sempre gli Oremus sono: “per Cristo”. Cioè domandiamo queste grazie per mezzo di Gesù Cristo. E allora, perché noi ci appoggiamo a Gesù Cristo, allora la preghiera sarà gradita al Padre celeste. E il Padre celeste ci ama se noi amiamo Gesù Cristo. Che cosa vuol dire? Qui parla della Parola, e cioè, capire bene il Vangelo e praticarlo; e poi pregare, e, attraverso Gesù Cristo, lodare il Padre celeste... in adorazione, ringraziamento, soddisfazione e supplica. Tutto: per Christum Dominum nostrum. Le nostre preghiere valgono in quanto sono appoggiate alla passione di Gesù Cristo, ai meriti di Gesù Cristo. E poi la Chiesa conchiude sempre i suoi Oremus con: per Christum Dominum nostrum. E sì bisogna che noi non ci appoggiamo alle nostre preghiere, alle nostre parole, ma ci appoggiamo ai meriti di Gesù Cristo, alla passione e morte di Gesù Cristo. Bisogna che noi, allora, mettiamo in attività, e cioè, facciamo quello che Gesù Cristo ha predicato, quello che Gesù Cristo ha portato attraverso la Parola di Dio. [Fare tutto] attraverso Gesù Cristo. Oh! “Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo, e di nuovo lascio il mondo e torno al Padre”. Ecco la vita che dobbiamo avere e che è la nostra vita. Il giorno in cui il Padre creò la nostra anima, siamo venuti nel mondo. Come è venuto nel mondo il Figlio di Dio incarnandosi: “Son venuto nel mondo”; e cioè, ho una missione, ho una vocazione da seguire. Beato Giacomo Alberione |