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IL PRODIGIO
E I NOVE MESI DELLA MADRE
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Quando “l’angelo partì da lei” (Lc 1,38) ebbe inizio il prodigio. Lo Spirito Santo, depositario della potenza del Padre, discese e inondò la Vergine. Il giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo risplendette con fiamme e fuoco e scosse la terra, nonostante non si trattasse della sua presenza “personale”, bensì della forza dei suoi effetti. Su Maria, invece, avvenne una discesa “personale” della terza persona della Trinità. Che cosa provò Maria? Sarà rimasta come paralizzata? Ci furono sensazioni straordinarie, segni spettacolari? Mancando indicazioni bibliche a questo riguardo, si potrebbe stabilire un’indagine su due punti fondamentali: lo stile di Dio e lo stile di Maria. Quanto all’azione normale di Dio, sappiamo che egli fin dall’eternità si esprime nel silenzio. Dio è silenzio. Abita le profondità delle anime in silenzio. Opera nell’universo e nella storia come uno sconosciuto. Per alcuni Dio dorme; per altri, Dio è morto; per molti, Dio è un nulla. Dio cerca la notte, ama la pace. La Bibbia ci ricorda più volte che Dio non è nel turbamento, non si manifesta nel frastuono. Quanto a Maria, conosciamo bene il suo modo di agire, sempre dietro le quinte, umile, modesta... Una combinazione dei due stili ci darà l’idea di come debbono essersi svolte le cose quando l’angelo partì da lei: il mondo non rimase sospeso, non si paralizzò l’ordine universale, né la storia trattenne il respiro. |
Al contrario, tutto avvenne naturalmente, silenziosamente. Mai come in quel momento ebbero il loro perfetto compimento le solenni parole della Sapienza: “Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso, la tua parola onnipotente, dal cielo, dal tuo trono regale... si lanciò in mezzo alla terra... (Sap 18,14-15)”. Il contesto evangelico ci fa intendere che né i nazaretani, né i parenti più prossimi, eccezion fatta per l’illuminata Elisabetta, scorsero in Maria qualcosa di straordinario. Il gran mistero non trapelò affatto. Poiché la verginità è silenzio e solitudine, il prodigio si consumò nel silenzioso grembo di una vergine solitaria, senza clamore né ostentazione. Anche se esteriormente non ci furono manifestazioni, nel suo intimo si realizzò la sublime “novità” di Dio, e la Madre dovette esserne oltremodo illuminata e arricchita. Francesca V. |