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GRAZIE DON AMORTH!
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16 settembre 2016, ore 21:00, un brevissimo sms: “È morto don Amorth. Preghiamo!” Dal mio cuore, però, non sgorga una preghiera, bensì un pensiero: “Chissà la sua gioia nell’incontrare Maria Santissima, che amava tanto!”. Poi la preghiera: un grande “Grazie!” al Signore per averlo messo sulla mia strada, per il dono di aver percorso con la sua guida il primo tratto (18 anni!) del mio cammino di Annunziatina. E poi “Grazie!” per la sua paternità, la sua ampiezza di vedute, la sua intelligenza nel condurre il dialogo. “Grazie!” per il suo brio, il suo amore a Maria, l’affetto delicato e filiale al Primo Maestro, quasi una devozione… “sbarazzina”. Soprattutto “Grazie!” per la testimonianza di una santità ordinaria, semplice, possibile, quasi fanciullesca, ma solida. La santità di chi vive la comunione con Dio e la dimensione soprannaturale come dimensione “normale” della propria vita. I ricordi sono affiorati sempre più nitidi e mi sono rivista a Foggia, in casa delle Figlie di San Paolo, quel sabato 14 maggio 1960, emozionatissima nel mio primo incontro con lui, incontro che avrebbe segnato la mia vita e mi avrebbe resa Annunziatina grata e felice. Don Amorth mi chiese di me, della mia famiglia, dei miei studi, dei miei desideri, dell’apostolato che svolgevo. Mi chiese anche se avrei saputo suonargli un famoso “pezzo” di Bach, e me lo chiese tante volte anche negli anni seguenti. La sua accoglienza affabile e attenta sciolse la mia tensione ed ascoltai con interesse e curiosità quanto mi spiegava della consacrazione secolare, all’epoca forma di vita ancora poco conosciuta. Mi parlò di don Alberione, dell’Istituto, e della santità apostolica che esso mi proponeva. Alla fine del colloquio mi invitò ad un corso di Esercizi Spirituali che si sarebbe svolto ad Ariccia nell’agosto successivo, e che fu per me il primo di una lunghissima serie. A questo primo incontro seguì uno scambio epistolare piuttosto intenso: gli esponevo le mie difficoltà, le perplessità, i dubbi che affioravano nel mio animo e, sempre a stretto giro di posta (allora sì che il servizio postale funzionava!), la sua parola chiara e rassicurante mi teneva ferma e sicura nel cammino intrapreso. Anche nei momenti di maggiore turbolenza bastavano poche sue parole a |
rasserenarmi. E quando il dubbio di aver sbagliato strada mi ha tormentata non ha cercato di trattenermi, ma solo mi ha invitata a pregare Maria e lo Spirito Santo, perché fossero loro ad indicarmi la via. A tale accompagnamento epistolare è stato fedele, con me e con tutte le sorelle dell’Istituto fino alla fine del suo servizio di Delegato. I suoi scritti, talvolta solo pochissime righe, hanno sostenuto e incoraggiato me e tante Annunziatine a perseverare nel cammino, ed anche per questo: “Grazie Don Amorth!”. Marcella M. |