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LA CHIAMATA
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Nel Convegno Nazionale di quest’anno sono stata invitata da don Vito a scrivere una serie di articoli su tutto ciò che ho scoperto di bello sulla figura del nostro Fondatore durante il Corso del Carisma dello scorso anno. Sicuramente molte di voi lo conoscono più di me, quindi non so se riuscirò a dirvi qualcosa di nuovo, ma quando si scopre qualcosa di bello che l’obbedienza ci invita a trasmettere sicuramente lo Spirito Santo farà la sua parte. In questa prima parte vi parlo della chiamata. La parola “vocazione” deriva dal verbo latino “vocare” cioè “chiamare” ed ogni vocazione perciò, in qualsiasi stato di vita, ha al suo inizio una chiamata del Signore. Leggiamo nel Vangelo che un tale si avvicinò a Gesù e gli chiese: “Maestro, che cosa devo fare per salvarmi?”. E Gesù rispose: “Osserva i comandamenti”. Il giovane disse: “Ma questo l’ho sempre fatto”. Allora Gesù guardò quel giovane con amore e gli disse: “Se vuoi essere perfetto lascia tutto…” (Mt 19,16ss). Questo è un invito a vivere in castità, povertà ed obbedienza. Il Signore chiama ad uno stato di maggiore perfezione, a sentire questo desiderio di santificarsi di più, a vivere una vita spirituale regolata, a sentire tanto amore per le anime da volersi dedicare alla loro salvezza. La vita della persona consacrata è perciò un donarsi “totalmente a Dio amato al di sopra di tutto” (LG 14). La vita consacrata è, perciò, un dono particolare nel cuore stesso della Chiesa. Il 20 Luglio 1958, incontrando a Cinisello Balsamo (MI) il primo gruppo di aspiranti Annunziatine presentatogli da don Stella per una giornata di ritiro, il Primo Maestro, inizia la sua meditazione con queste parole: “Tutti noi siamo sulla terra perché abbiamo da guadagnare il paradiso. Il Signore crea l’anima e la manda sulla terra per dargli prova di fede, di amore e di obbedienza, cioè perché si osservino i comandamenti. Ma il Signore non vuole tutti sulla stessa strada. Alcuni, e sono la maggioranza, sono chiamati per una vita ordinaria, che è la via della famiglia. Formandosi una famiglia devono impegnarsi a preparare delle anime per il cielo. Altri invece hanno una chiamata migliore: ad essere interamente di Dio senza intermezzi, direttamente di Dio in una vita più perfetta, come per voi. |
Vi è una vita più perfetta, che si vive in una comunità religiosa; e vi è una vita invece che si conduce nel mondo, ma anche quest’ultima è nello stato di perfezione, cioè di santificazione. Ed è quella che avete abbracciato voi”. Nel documento che darà impulso alla nascita degli Istituti per consacrati secolari, la Provida Mater, il papa Pio XII scrive: “Il benignissimo Signore, il quale senza accettazione di persone più e più volte invitò i fedeli di ogni luogo a seguire e a praticare la perfezione, con ammirabile consiglio della Sua provvidenza, dispone che anche nel secolo, cioè nel mondo, pur depravato per tanti vizi, specialmente ai nostri giorni, fiorissero ed ancora fioriscano schiere di anime elette, le quali non solo brucino dal desiderio di santificarsi, ma, rimanendo nel mondo per speciale vocazione di Dio, possano trovare nuove ottime forme di associazioni perfettamente rispondenti alle necessità dei tempi, nelle quali possano condurre una vita particolarmente adatta all’acquisto della perfezione, e intanto lavorino per la salvezza delle anime”. L’Annunziatina è fra quelle persone che “bruciano” dal desiderio di santificazione e, sull’esempio del Fondatore, vogliono “portare il massimo bene a tutti… non trascurare alcuna occasione per esercitare la carità”. Giosianna F. |