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In una cultura nella quale la velocità, l’attivismo e lo stress stanno avendo effetti distruttivi, molte persone gridano il loro bisogno di spazio libero, di silenzio e non vedono l’ora di rallentare. Certo non mancano proposte in tal senso e delle più variegate: sempre più spesso sentiamo parlare di yoga, buddhismo, aromaterapia, shiatsu, ecc. Il vescovo anglicano John Pritchard è convinto che in quel vecchio corpo del cristianesimo non solo c’è ancora tanta vita, ma anche un istinto profondo e irresistibile di pregare sconosciuto ad altre forme di spiritualità ora in voga. Ce ne parla nel suo libro edito dalla casa editrice Claudiana Piccola Guida alla Preghiera. Analizzando i ritmi delle giornate, gli spazi in cui ci muoviamo, con ironia e concretezza suggerisce momenti e occasioni utili per ritrovare se stessi, per sintonizzarsi con Dio che, non dimentichiamolo, è in ascolto 24 ore su 24!
Primo: è necessario rallentare per permettere alla meraviglia, allo stupore, alla gratitudine e al bisogno di aiuto di venire alla luce. Secondo: per esprimere tutto ciò non è necessario usare fiumi di parole, anche in questo la società non ci aiuta, stiamo affogando in un mare di parole: lettere, fax, email, internet, telefono senza contare le innumerevoli riviste e giornali. Eppure le parole sono gli strumenti migliori per comunicare, allora sarà cosa buona e giusta far bene attenzione alla quantità e alla qualità delle parole. L’autore prosegue poi illustrando alcuni metodi di preghiera propri del cristianesimo: pregare con la Bibbia, pregare secondo il modello ignaziano, benedettino, francescano, celtico... e, sopra tutto, con la prima condizione necessaria per l’incontro con il Signore che è l’apertura al suo Spirito Divino. |