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Siamo in un epoca in cui la stanchezza fisica è stata sostituita dalla stanchezza dell’anima: stress, senso di vuoto e di inutilità, apatia, mal di vivere. L’uomo è sicuramente più malato dentro che fuori. In questo tempo di grazia e di conversione qual è la Quaresima, può esserci utile la lettura di un libro sul tema delle malattie dell’anima e della guarigione interiore. Gilles Jeanguenin, nel libro edito dalle Paoline, Guarire le ferite dell’anima, condivide con il lettore un po’ dell’esperienza acquisita nel suo ministero sacerdotale soprattutto tra i sofferenti. Egli propone un cammino di guarigione partendo dai sette vizi capitali sui quali si innestano poi tutti i mali e i peccati dell’uomo. Per questo cammino l’autore sceglie una guida: San Francesco di Sales, che non solo conosceva in profondità i meandri della mente e del cuore umano, ma aveva anche il dono di dare sollievo a ogni miseria con il balsamo della dolcezza e dell’amore.
A questo scopo è stato scritto il libro: proporre questo miele salesiano, nutriente e lenitivo, efficace per coloro che soffrono nell’anima; svegliare il cristiano assopito dalla stanchezza e dallo scoraggiamento; sollevare chi è rinchiuso nel suo malessere interiore; incoraggiare e rassicurare i passi di coloro che camminano sulla Via della fede. Tutto questo richiede come prima mossa il fare verità su se stessi, tentando di misurare il livello dell’orgoglio e dell’invidia, della golosità e dell’ira, fino a cogliere nei segnali di pigrizia la possibilità che si tratti di accidia, cioè di tristezza spirituale. I rimedi proposti dal santo Vescovo di Ginevra, che trovano diversi riscontri con quanto la moderna psicologia propone, non mancano di senso pratico: “Provare a correggere un |