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NELLA CASETTA DI MARIA

 

Da quasi un anno ormai ci troviamo ad essere testimoni in Potenza di un vero e proprio “miracolo” di Grazia che la Madonna ha voluto compiere innanzitutto per noi sorelle di Potenza che abbiamo la gioia di goderne più direttamente, ma anche per ciascun membro del nostro Istituto. Mi riferisco all’iniziativa di un’Adorazione Eucaristica che, in una cappella del centro della città dedicata alla Vergine Annunziata, vede impegnate ogni giorno noi sei per circa due ore e ogni primo sabato del mese per tutta la notte. Questa iniziativa di apostolato trova origine nel fatto che, già da diversi anni e più volte, una di noi, Caterina, aveva spesso avvertito nel cuore il desiderio di far qualcosa per questa cappella. oltre al fatto che fosse dedicata proprio all’Annunziata, l’attirava lì la speranza di poterla tenere aperta più a lungo e non solamente per il tempo utile alla S. Messa quotidiana come invece avveniva. Fino all’anno scorso, fino cioè al momento in cui la Madonna non è intervenuta a spalancarcene le porte, vivevamo la povertà, comune alla maggior parte di noi, di trovare a volte tra mille difficoltà e ostacoli una chiesa aperta e sedere ai piedi del Maestro per adorarLo quotidianamente come prevede il nostro statuto. Sicuramente al suddetto desiderio che si faceva sempre più vivo, venivano però ad opporsi anche remore tipicamente umane, quali: la difficoltà oggettiva di entrare improvvisamente in una comunità avviata, la paura di non riuscire ad inserire nella nostra giornata già abbastanza piena anche la responsabilità di una cappella, il timore di non farcela a garantire una presenza assidua, ecc.. Di fronte a sollecitazioni interiori fattesi crescenti e insistenti, decidiamo ad un certo punto di ascoltare quello che poteva anche essere, prima che di Caterina, un desiderio di Maria. Ci rechiamo dunque un pomeriggio dal nostro Vescovo Mons. Agostino Superbo (che tra l’altro non ci conosceva da molto visto che il suo incarico in diocesi risaliva a non tanto tempo prima…). Quasi sicure di una risposta negativa, sottoponiamo alla sua attenzione l’iniziativa che nel frattempo Caterina aveva ideato e insieme a noi concordato: un’Adorazione quotidiana nella Cappella dell’Annunziata pensata espressamente per i bisogni della nostra città e della nostra diocesi, organizzata secondo il metodo paolino e strutturata su 6 giorni settimanali secondo le seguenti intenzioni:

* Lunedì: preghiera per i bisogni di tutta la Chiesa
* Martedì: preghiera per i bisogni delle famiglie
* Mercoledì: preghiera per i bisogni dei giovani
* Giovedì: preghiera per i bisogni dei sacerdoti e dei seminaristi
* Venerdì: preghiera secondo intenzioni varie che cambiano ogni settimana
* Sabato: preghiera per le vocazioni

Con nostra somma gioia riceviamo dal vescovo, al posto di un diniego, il suo entusiasta ed accorato beneplacito insieme a sentiti ringraziamenti. Dopo neanche qualche mese, siamo poi di nuovo in curia a chiedere a Mons. Superbo di concederci un’ulteriore possibilità: quella dell’Adorazione notturna il primo sabato di ogni mese con l’intenzione di impetrare da Dio Padre tante e sante vocazioni alla sua Chiesa. Ancora una volta e anche in questa occasione il suo “sì” subitaneo e caloroso è per noi la conferma della benedizione di Dio e dell’intervento della Mamma Celeste. Ella era la vera promotrice dell’apostolato che ci accingevamo ad intraprendere e in tale occasione aggiungeva forse anche un “finalmente”, visto il tempo che L’avevamo fatta attendere in questi anni prima di vincere noi stesse e le nostre remore. Entriamo dunque nella casetta di Maria (la cappella tra l’altro ricorda molto nelle dimensioni la piccola dimora di Loreto…) il 30 novembre dello scorso anno, prima Domenica d’Avvento e secondo giorno della novena all’Immacolata, e lì ci ritroviamo da quel momento ogni sera dalle 19:00 alle 21: 00. Descrivere le sensazioni che proviamo quando, disperse durante il giorno qua e là nelle varie attività in cui siamo impegnate, ci ritroviamo la sera unite nel silenzio di una cappella per essere a servizio dei fratelli con la nostra preghiera, non è cosa semplice. Sicuramente tra le disposizioni dell’animo non mancano mai la dimensione del ringraziamento al Signore per averci volute lì, unitamente al pensiero e al ricordo per tutto l’Istituto nella consapevolezza che il dono di una cappella non è concesso a tutte le sorelle e che noi per questo abbiamo una responsabilità maggiore. L’Adorazione normalmente la impostiamo nel modo seguente: recita dei Vespri – lettura del Vangelo del giorno con brevi spunti di riflessione preparati a turno da ciascuna di noi – spazio di silenzio – recita del S. Rosario con intenzioni di preghiera espresse ad alta voce.
Ad essa partecipano un buon numero di giovani piuttosto assidui, qualche persona adulta e qualche vecchietta, insieme poi a tutti i “visitatori occasionali” che entrano in diversi in cappella anche solo per un fulmineo saluto al Signore. Sicuramente non possiamo parlare per ora in termini di “grandi numeri”, ma quel che conta a nostro avviso è la fedeltà con la quale innanzitutto noi sorelle viviamo questo impegno, riuscendolo a sentire come un vero e proprio appuntamento che Gesù e Maria ci danno nella propria casa perché hanno bisogno che parliamo loro degli altri fratelli. Se prima il nostro apostolato consisteva essenzialmente nel dedicarci a un gruppo di preghiera per giovani con carattere e finalità vocazionali, ora il Signore ci ha affidato una missione ancora più grande senza estrometterci dalla precedente: il provvedere, come diceva Don Alberione, ai bisogni di tutto l’uomo abbracciando il mondo intero con la nostra preghiera e nello stesso tempo dando la possibilità a chiunque lo voglia (bambini, adulti, giovani, anziani) di trattenersi con noi e di imparare a stare ai piedi del Signore in compagnia di Maria.
Molte sono le grazie di cui già abbiamo potuto godere: innanzitutto tre ragazzi del nostro gruppo che hanno scelto di seguire il Signore nella via dei consigli evangelici. Prima fra gli altri, Debora, la nostra novizia entrata a tignale quest’estate che ha maturato la sua scelta proprio grazie al suo sostare quotidiano innanzi al tabernacolo. Insieme a lei c’è stata anche la scelta di un ragazzo che pare orientato per i cappuccini e di una giovane entrata in postulandato tra le suore di clausura di S. Veronica Giuliani a Città di Castello (PG). A tali doni eccelsi si è aggiunto anche quello di due signore che, in seguito alle Adorazioni, si sono innamorate del carisma paolino a tal punto da aver cominciato a prendere contatto con l’Istituto S. Famiglia e l’associazione dei Cooperatori Paolini e poi ancora quello di varie persone che hanno scoperto il valore e l’importanza della preghiera reimpostando tutta la propria giornata in vista dell’appuntamento serale con Dio nella chiesetta dell’Annunziata. Dono sublime tra gli altri è stato poi quanto abbiamo appreso da un comunicato trasmessoci da parte del vescovo a qualche tempo dal nostro inizio: l’emanazione di un decreto in nostro favore in cui egli ratifica che nella cappella SS. Annunziata di Potenza venga tenuta ogni giorno un’adorazione eucaristica serale e una volta al mese una notturna e che questo apostolato venga affidato all’Istituto Maria SS. Annunziata (Don Antonio ha fatto menzione di ciò nella circolare del mese di ottobre nella sezione “notiziario”). La Madonna che ci aveva sorriso fin dall’inizio e che aveva guidato dapprima il cuore di Caterina e poi quello del vescovo era dunque arrivata addirittura ad apporre la sua firma in favore di un’opera che in questo modo non era più solo nostra ma dell’intero nostro amato Istituto. Come non continuare dunque a cantare con Don Alberione le abundantes divitiae Gratiae Suae? Come non chiedere a ciascuna sorella di unirsi a noi nel canto di lode?

Maria Teresa

P.S: Dimenticavo di comunicare anche un altro particolare: i ceri che bruciano davanti al Santissimo Sacramento sono da noi offerti per la fedeltà di ciascuna sorella del nostro Istituto.

 

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