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AL CENTRO C’E’ GESU’ MAESTRO,
VIA VERITA’ E VITA

 

Don Alberione scrisse questo testo come introduzione al libro di Don Lamera: Gesù Maestro Via, Verità e Vita (1949). E’ il cuore della spiritualità paolina. Gesù Maestro è il centro di tutto, il cuore del mondo. Tutto il Cristo Via, Verità e Vita per tutto l’uomo mente,volontà e cuore. Non ci sono compromessi. Pena lo ” spezzettare” il Cristo.

(…) La principale devozione dell’ Istituto nostro è questa: “ Gesù Maestro Via,Verità e Vita” . Si deve guardare a Lui e contemplarLo in tutta la sua figura. Gesù diede varie definizioni di sé: “Ego sum lux mundi… Ego sum vitis… Ego sum Pastor Bonus, ecc”. Questi sono aspetti particolari della missione e dell’opera di Gesù. Quando Egli volle dare una definizione completa di sé, disse: “Ego sum Via, Veritas et Vita”. Non ognuno comprende; occorrono studi; lo Spirito Santo può però illuminare con la sua luce. Vi sono delle Costituzioni nostre tre articoli che danno lo spirito proprio dell’Istituto. In essi è detto: “ Tutta la pietà e la formazione interiore si componga e si sostanzi di Gesù Maestro Via, Verità e Vita. Tutto lo studio si volga e si completi con la conoscenza di Gesù Maestro Via, Verità e Vita”. “La mia vita è Cristo”, disse San Paolo: ed ancora: “Vivo ego iam, vivit vero in me Christus”.Viva dunque in noi Cristo Via, Verità e Vita. Allora non sarà più l’uomo che pensa che vuole, che ama; ma sarà Gesù Cristo che penserà in Lui, che amerà in Lui, che avrà in Lui ogni volere. Il grande male è sezionare e quasi spezzettare Gesù Cristo. Vi fu chi ne ammirò le mirabili verità come Rousseau, ma senza accettarne la morale e senza vivere uniti a Gesù Cristo; vi è chi ammira le altre virtù; e vi è chi riduce il cristianesimo a una sentimentalità. Occorre invece che insieme si accolga con fede la sua parola e se ne imitano i suoi esempi, e si abbia in noi la vita sopranaturale della grazia. (…) Consideriamo l’educazione del cristiano come la formazione di un alter Christus. (…) Non si tratta di formare il buon cittadino di una nazione; ma di formare il cristiano, l’alter Christus, il futuro cittadino del cielo. Solo Gesù Cristo è il vero Maestro; solo la Chiesa è la vera Maestra, trattandosi di tale altissima formazione. La formazione del cristiano non è una cognizione, ma una vera costituzione; è un nuovo essere che risulta. (…) Il Signore Iddio è Uno nella Natura e Trino nelle Persone. Come nel medesimo frutto vi è il colore, il sapore, il profumo, così in Dio vi sono tre Persone. Quando il Signore creò l’uomo, non fece

come quando creò la natura: allora specialmente si rivelò Uno nella natura: “In principio Deus creavit coelum et terram”, la terra, le piante, gli animali, ecc. Trattandosi invece dell’uomo si radunano come a consiglio le tre Divine Persone: “Facciamus dominus ad immagine e similitudinem nostram”: l’uomo a immagine e somiglianza di Dio. Nella creazione dell’uomo si rivelò specialmente Dio Trino: l’uomo riflette in se stesso la Trinità di Dio. Esso è uno; ma Dio Padre vi impresse l’orma della sua persona; il Figlio l’orma della sua persona; lo Spirito Santo l’orma della sua persona. E l’uomo ha nella sua volontà l’orma del Padre Onnipotente; nella mente l’orma del Figlio che è Sapienza; nel cuore l’orma dello Spirito Santo che è amore. (…) Ma l’uomo decadde per il peccato originale che si trasfuse in tutta l’umana specie. Tutto in lui fu deturpato, avvilito, sconvolto: “In detersi commutatum”: intelligenza, volontà e sentimentalità. S’incarnò il Figlio di Dio prendendo l’umana natura; Gesù Cristo nella vita pubblica si definì: “Io sono la Via ,la Verità e la Vita”. La deturpazione e lo sconvolgimento dell’intelligenza avevano portato gli uomini, anche migliori, a tutto quel complesso di errori di cui ci parla la storia antica. La deturpazione e lo sconvolgimento della volontà avevano portato a quei vizi di cui parla S. Paolo nella lettera ai Romani. La deturpazione e lo sconvolgimento del sentimento si mostrano in ogni specie di idolatria, quale anche oggi si incontra nei popoli pagani. Ecco Gesù Cristo Verità per la nostra intelligenza; Via per la nostra volontà; Vita per il nostro cuore e sentimento.. Quando più l’uomo vivrà in Gesù Cristo Via, Verità e Vita, tanto più sarà santo. Vi ha una solo via da seguire. Se nella creazione concorsero le Tre divine Persone e ne risultò l’immagine e somiglianza a Dio, la Redenzione ristora e fa rivivere nell’uomo, in una maniera superiore, l’immagine della SS. Trinità. Il peccato tutto sconvolse, ma in Cristo tutto l’uomo fu restaurato: “Instaurare omnia in Cristo”. Dio è l’offeso, l’uomo è l’offensore; distanza immensa! Ma interviene il Mediatore Gesù Cristo, che è Dio come Padre ed è uomo come il peccatore; però absque peccato (senza peccato). Dio e l’uomo e l’uomo si incontrano e rinnovano l’unione in Gesù Cristo; il quadro della SS. Trinità, prima deturpato nell’uomo, viene ripulito e rinnovato da mano divina, Gesù Cristo;Il Padre se ne compiace: “Reconcilians omnia in ipsum” (Col 1,20). Anzi è migliore di prima: “oh! Felix culpa quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem” (Oh! Felice colpa che meritò di avere un tale e così grande Redentore).Ove era stato grande il delitto, fu più grande la misericordia.
Il Battesimo si dà appunto nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. In quell’atto viene applicata la Redenzione alle singole anime; viene restaurato il quadro della SS. Trinità. La divina grazia produce una nuova vita nell’uomo; costituisce l’uomo in uno stato nuovo soprannaturale. Così si rinasce mediante l’ acqua e lo Spirito Santo. Ecco il Cristiano. La grazia riflettendosi sulle varie facoltà umane, vi conferisce una sopranaturalità; nella mente produce la fede; nella volontà le virtù sopranaturale; nel cuore l’amore a Dio e al prossimo. E questo è l’esercizio del cristiano; vivere sempre meglio in Cristo, crescere in grazia: con conseguente aumento di fede, di speranza e di carità. La grazia è la vita di Gesù Cristo in noi: per essa diveniamo sue membra, partecipi dei suoi meriti, figli adottivi di Dio, eredi del suo regno, e coeredi del Cristo. Cristo non è soltanto la via regale ma è la via unica per arrivare a Dio e al Paradiso. Come riprodurre tutto Gesù in noi? Credere alla sua parola, copiare i suoi esempi, vivere la sua vita.
Oggi Gesù Cristo continua il suo ufficio di Maestro Divino nella Chiesa, suo corpo mistico: “ Sicut misit me Pater ed Ego mitto vos” (Come il Padre ha mandato me, così io mando voi); Come Gesù venne al mondo Via, Verità e Vita così mandò gli apostoli perché fossero nella Chiesa Via, Verità e Vita.
Perciò la Chiesa ha l’infallibilità nell’insegnare, è Verità; la Chiesa ha l’autorità ne governo delle anime, è Via; la Chiesa ha potere di conferire con i Sacramenti, è Vita. Ogni educatore, ogni sacerdote, compie pienamente la sua missione quando, secondo il suo stato, diviene per le anime via, verità e vita. Niente quindi di più santo e vantaggioso che il farci figli devoti e discepoli docili di questa Chiesa divina; per tutto apprendere ciò cha essa insegna e lasciarci in tutto guidare secondo la sua direzione, per raccogliere tutti i mezzi di santificazione che offrono i Sacramenti, Sacramentali ed orazione.
La Chiesa è grande Maestra di fede, di morale e di culto. Gesù Cristo si è mostrato Via con i suoi santi esempi dall’Incarnazione all’Ascensione. L’Incarnazione è umiliazione: exinanivit semitipsum (annullò se stesso). Dice S. Paolo Esempi nel presepe, a Nazaret, nel ministero pubblico, nella Passione e Morte. Chi vuole imitare Gesù Cristo studi il Maestro e lo ricopi in ogni tratto della vita e virtù. “Qui exinanivit me non ambulat in tenebris” (Chi segue me non cammina nelle tenebre). Gesù – Via è lume che guida a vita eterna. Gesù Cristo si manifestò Verità ne meraviglioso Discorso della Montagna nel quale annunziò le Beatitudini e fece il riassunto della perfetta morale. Rivelò i misteri della Trinità, dell’Eucarestia, Redenzione, del suo Corpo mistico, della Risurrezione della Carne ecc. Oh, i bei Vangeli che abbiamo! I migliori libri dei più grandi autori non valgono un capitolo del Vangelo; i Dottori e gli Scrittori potrebbero dare tutte le loro opere per un solo versetto del Vangelo. “Beati pauperes spiritu”.
Gesù Cristo poi è la Vita: c’è la riconquistò con la sua Morte di Croce. Essa ci viene comunicata dalla Chiesa nel Battesimo, nell’Eucarestia ecc. In cielo questa vita produrrà la visione, il possesso, il gaudio di Dio. La vita dell’uomo sulla terra è una preparazione al Cielo, mediante la santificazione di tutto l’essere: mente, volontà e sentimento, appunto perché il cielo è visione di Dio, possesso di Dio e gaudio di Dio. La visione di Dio si merita con la fede cristiana, di chi aderisce a tutta la dottrina del Maestro Divino. Il possesso di Dio si merita con la pratica delle virtù che Gesù Cristo insegnò con la parola e con l’esempio. Il gaudio di Dio si merita con l’unione a Gesù Cristo mediante la Grazia e la partecipazione ai Meriti della Croce. Chi non crede è già condannato. Ognuno sarà rinumerato secondo le sue opere. Il gaudio è il frutto della vita soprannaturale, per la grazia di Gesù Cristo. Quando l’anima si presenterà a Gesù Giudice Egli scorgerà in essa come un altro Se stesso: “conformes fieri imagini Filii sui” (per diventare conformi all’immagine del Figlio); la presenterà a Dio e vi vedrà la somiglianza con l’augusta Trinità, somiglianza ristabilita da Gesù Cristo medesimo Se ne compiacerà e l’anima canterà in eterno: Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. (…)

Beato Giacomo Alberione

 

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