ringraziarlo di essere venuto fra noi fatto così piccolo, per chiedergli perdono di tanti peccati e presentargli le nostre domande, domande che già gli abbiamo presentato appena nato, ma che ripetiamo ora per confermarle, per noi, per tutte le persone care, per tutti coloro che ci hanno raccomandato i loro bisogni. [...]
2. Vangelo di S. Luca: “In quel tempo i pastori presero a dire fra loro: Andiamo fino a Betlemme a vedere quel che è accaduto e che il Signore ci ha fatto sapere...”. Ecco, noi contempliamo insieme ai pastori questo Bambino giacente in una mangiatoia: egli è Dio e ci ammaestra, ma prima per mezzo dell’esempio. Vedete, egli viene a segnare la strada del paradiso e passa innanzi e lascia le sue orme, perché noi da esse riconosciamo la strada divina del cielo. Lo troviamo in una greppia, su un po’ di paglia, in una stalla fra Maria e Giuseppe poveri, e lo troviamo mentre dà la lezione dell’esempio a chi è capace di intenderla, ai pastori, povera gente semplice: “in quo non est corse” [In cui non c’è falsità], gente che non cercava che Dio. Non crediamo che perché ci troviamo davanti a un bambino, egli non sappia insegnarci; prendiamo le sue divine lezioni: la semplicità, la debolezza, la povertà. Facciamoci piccoli, chiunque vuole apprendere le cose spirituali si faccia piccolo perché solo i bambini entreranno nel regno di Dio. E noi, siamo piccoli o siamo alteri? Le anime piccole sono quelle che credono di aver sempre bisogno di aiuto, chiedono sempre consiglio, si rivolgono umilmente a Dio, cercano il nascondimento, mentre le anime altere non sanno neppure chiedere preghiere. Le anime piccole godono di non esser conosciute né notate, non sanno ingannare e, mentre le anime altere passando davanti al presepio gonfie ricevono poco o nulla, le anime piccole se ne vanno con le tasche, le mani e il cuore pieni di doni, perché vanno al Bambino con umiltà. Ci sono tanti che vogliono farsi santi, ma non sanno farsi bambini e non trovano la via giusta.
La strada è questa, se non si passa di lì non si arriva e, finché non diremo che non siamo buoni a nulla, che abbiamo bisogno di aiuto, di consiglio, che non siamo degni di uno sguardo di Dio, non diventeremo piccoli né atti al regno dei cieli. Non cerchiamo di mettere il rossetto all’esterno per comparire sani, se abbiamo il cuore malato; che importa la faccia colorita se di dentro c’è il marcio? Cerchiamo di guarire l’interno e poi il colorito verrà da sé.
3. Vangelo di S. Matteo (La domenica d’Epifania): “Essendo nato Gesù in Betlemme di Giuda, ai dì del re Erode, i Magi ecco videro la stella...”. I Magi come i pastori vennero ad offrire al Bambino i loro doni: oro, incenso e mirra, per riconoscerlo come Dio, come uomo, come re. Ed ecco le tre grazie che in cambio riceveremo da Gesù Bambino. O Bambino celeste, noi lo sappiamo: chi prega si salva, tu stesso ce l’hai insegnato. Ed ecco: quel Bambino che sulla paglia sembra inerte, incapace, ha un cuore che vive una vita di preghiera. Cosa fa quel Bambino sulla paglia, in una fredda grotta, mentre gli angeli gli passano davanti silenziosamente adorando? Cosa fa Gesù nel Tabernacolo, silenzioso, in tanta solitudine? A Betlemme come nel Tabernacolo quel cuore ardentissimo prega ed eleva palpiti infuocati al Padre per noi, gemiti incessanti per le anime da lui redente, e tutto nel silenzio, nella solitudine. Le anime raccolte e silenziose pregano imitando i divini silenzi di Gesù, le sue tacite e silenziose preghiere, mentre le anime chiacchierone muovono molto le labbra, ma non sanno pregare, chiacchierano. Amate il silenzio divino di Gesù, siate riservate nel vostro parlare, e le vostre preghiere saranno molto più calde, otterranno più grazie, perché più intime e più profumate. Amate, amate e imitate i divini silenzi di Gesù! [...]
GESU' CRISTO RE
[...] I re della terra regnano per un po’ di tempo e poi possono venire deposti, ma Gesù non si può deporre, perché egli solo è colui che ha tutto creato e per questo è padrone e re. Ha creato le cose invisibili cioè angeli, arcangeli, demoni, ecc., ha creato le cose visibili: terra, sole, stelle, cielo: “visibilium et invisibilium”. Tutto è suo, unicamente suo perché tutto ha creato. È re di creazione come Dio e come natura di Dio, è Re di creazione come uomo perché ha redento l’uomo e l’ha amato. Egli sarà ancora re di giustizia, perché giudicherà ciascun uomo. È re per tre motivi: 1) perché ha tutto creato;
2) perché ha tutto conquistato;
3) perché tutti giudicherà. Egli non è un re che si impone con la forza, ma con l’amore, l’amore più squisito e solo con questo si è guadagnato il [vostro] cuore. E voi siate gelose che qualcosa del vostro cuore non sia suo! Egli non si impone con fucili e cannoni, ma con spine, con patimenti, con la croce. Egli è ancora re della mente perché bisogna accettare la sua dottrina, i suoi insegnamenti e credere solo in lui. Egli è re della volontà perché bisogna osservare i suoi comandamenti. Egli è re dei cuori, dunque bisogna amarlo, con tutta l’anima, con tutto il cuore. Amare Gesù, amarlo, amarlo! Egli giudicherà alla fine ciò che abbiamo fatto e così si adempiranno le Scritture: “Ogni giudizio venne dato al Figlio di Dio”. Bisogna che pensiamo quindi che Gesù Cristo è re, noi dobbiamo essere i suoi sudditi e per essere tali dobbiamo fare tre cose: credere; mettere in pratica la sua dottrina; amarlo. Egli vuole regnare, egli regnerà, egli vincerà! Credete a Gesù? Credete?
1. Sulla terra c’è poco amore e per questo poche virtù. Ci vuole più fede e aver fede vuol dire credere alle cose soprannaturali. Aver fede vuol dire capire chi sono i nostri superiori, le nostre maestre, essi rappresentano Dio. Non ubbidire per timore, no. Se le considerate come persone ordinarie, voi non avrete mai virtù. Non ubbidire per timore, ma perché si ha fede, perché è Dio stesso che comanda. Aver fede vuol dire che bisogna pensare ogni momento a Dio. Se uno ha fede soffre di più, se uno non ha fede dorme di più. Se uno ha fede ama la povertà, e la povertà più estrema, se uno non ha fede ama le comodità e le ricchezze. Se uno ha fede ama la vita comune, se uno non ha fede vorrebbe essere sempre attaccato alla gonna della mamma; dovete pensare che non siete come le figlie del mondo. Il Signore vi ha predilette e dei tre stati vi ha dato il migliore. Voi siete religiose e bisogna che facciate vita comune, vedendo tutto con occhio soprannaturale. Oggi chiedete l’aumento di fede.
2. Osservate i suoi comandamenti stando raccolte in Gesù: siate suore, liete sì, ma non chiacchierone. Una bottiglia che versa sempre, cosa fa? Rimane vuota. Così le chiacchierone. Invece le sante raccolgono sempre tutto. Bisogna che sia santa la mente, santo il cuore, santo l’interno. Altrimenti sarete come quella bambina che dopo aver rincorso le farfalle per una giornata, alla sera, nella scatola dove le ha messe non ha trovato, della loro bellezza, se non della polvere e del marciume.
3. Il cuore a Gesù! Guardatevi soprattutto dalla tiepidezza, il cuore sia acceso come quello di Gesù. Ricordatevi di amare Gesù con la mente come Verità, con la volontà come Via, con il cuore come Vita. Faremo il ritiro in questi giorni, se piacerà al Signore, e parleremo sulla passione principale. Pregate intanto e chiedete a Gesù fin da adesso quale è la fune che vi trascina lontane da lui. Dovete pensare che quella passione è il nemico, è la ladra che ci sta sempre attorno, anzi che abita la stessa nostra casa. Chi, sapendo di avere un ladro in casa, non si prende premura di allontanarlo e ucciderlo? Gesù Cristo Re ci benedica e ci faccia davvero suoi sudditi, con l’abbondanza del suo amore, in cielo con la beatitudine. Fissate in lui i vostri propositi, le vostre lotte, fissate gli esami di coscienza, le sante Comunioni, tutte le preghiere per vivere con lui e regnare in eterno con lui.
Beato Giacomo Alberione