Come consueto, la Comunità di Taizé per sostenere i giovani anima un “pellegrinaggio sulla terra” che prevede, come tappa conclusiva, un incontro europeo di sei giorni, in cui riunisce diverse decine di migliaia di giovani, in una città dell'Est o dell'Ovest. Quest'anno abbiamo avuto la grazia di vederlo svolgersi in Italia, a Milano, nel mese di Dicembre. Questo pellegrinaggio non organizza i giovani in un movimento attorno alla comunità, ma li stimola ad essere creatori di pace, portatori di riconciliazione nelle loro città, paesi, parrocchie, con tutte le generazioni dai bambini agli anziani. Questo è uno dei frutti copiosi che ha portato la vita di Frère Roger, fondatore della comunità di Taizé. Ripercorrendo la sua vita si medita, ci si rallegra di ciò che Dio ha operato tramite lui, si può ricordare a noi stessi le doti ricevute e risvegliare il coraggio di rialzarci per contribuire al raccolto. E’ desiderio comune portare a termine una vita ricca di frutti.
Ecco perché questo mese vogliamo proporre come lettura tre testi che in qualche modo ci aiutano a conoscere meglio questa figura di testimone contemporaneo, sia per nostra edificazione sia come aiuto a tanti giovani che incontriamo alla ricerca di una vita piena e felice, ben sapendo che essa si realizza nella donazione a Dio e agli altri. Segnaliamo il testo biografico, corredato di fotografie, delle Edizioni Paoline: Frère Roger di Taizé. Una speranza viva, scritto da Christian Feldmann, ed inoltre due testi brevi, ma intensi, che mettono a nudo la spiritualità del fondatore di Taizé: Frère Roger di Taizé. Una fiducia molto semplice. Antologia dagli scritti, di Marcello Fidanzio (ED.), edizioni San Paolo e Dio non può che amare, dello stesso Frère Roger, edito dalla LDC. Frère Roger Schutz, fondatore e priore della Comunità ecumenica internazionale di Taizé (Saône-et-Loire, Borgogna, Francia), è nato il 12 maggio del 1915 a Provence, un villaggio del canton Vaud (Keystone, Svizzera). Roger Schutz è un giovane pastore protestante di venticinque anni quando nel 1940, alla ricerca di una casa, arriva nel sud della Borgogna in Francia, a Cluny.
Da alcuni anni porta con sé il progetto di creare una comunità nella quale sia possibile rendere concreta ogni giorno la riconciliazione. Vuole realizzare questo progetto laddove imperano la guerra e la disperazione umana. In piena guerra mondiale, si ferma nel paesino di Taizé, in Borgogna, a pochi chilometri dalla linea di demarcazione che taglia la Francia in due. Nasconde dei rifugiati politici, fra gli altri molti ebrei. Scrive: “L'Amore può abitare in me ed io posso abitare nell'Amore. Abitando nell'Amore divento io stesso abitazione, con porte e finestre sempre aperte per gli altri. Chi ama non resta mai solo”. A poco a poco, dei fratelli lo raggiungono e nel 1949, si impegnano per tutta la vita nel celibato, nell'accettare il ministero del priore, nella comunione dei beni materiali e spirituali. Se all'inizio i fratelli sono di origine evangelica, dei fratelli cattolici non tardano a raggiungere la comunità che riunisce oggi fratelli di una ventina di paesi diversi.
La comunità non accetta per sé nessun dono, nessun regalo; i fratelli non accettano neppure le eredità familiari. Si guadagnano da vivere, e per condividere con altri, solo col proprio lavoro. A partire dal 1950, dei fratelli vanno a vivere in posti particolarmente poveri del mondo, per esservi testimoni di pace ed essere accanto a quanti soffrono. Oggi, in piccole fraternità, dei fratelli vivono in quartieri poveri in Asia, Africa, America del Sud e del Nord, tentando di condividere le condizioni di vita degli abitanti. Frère Roger ha passato alcuni periodi in posti poveri attraverso il mondo. A partire dal 1962, nella più grande discrezione, alcuni fratelli, e anche dei giovani mandati da Taizé, vanno e vengono continuamente nei paesi dell'Europa dell'Est, per essere accanto a quelli che erano immobilizzati all'interno delle loro frontiere.
Dal 1957-58 i giovani accolti a Taizé sono sempre più numerosi. Dal Portogallo o dalla Svezia, dalla Scozia o dalla Polonia, e ancora dagli altri continenti, partecipano settimana dopo settimana agli incontri dei giovani che riuniscono partecipanti da 35 a 70 paesi diversi, arrivando certe settimane fino a seimila persone. Con gli anni, sono centinaia di migliaia i giovani che si sono succeduti a Taizé, attorno al tema: vita interiore e solidarietà umane. Alle sorgenti della fede, cercano di scoprire un senso alla loro vita, preparandosi a prendere delle responsabilità dove vivono. Dal 1966, delle suore di Sto André, comunità cattolica internazionale fondata 750 anni fa, abitano in un villaggio vicino e assumono una gran parte dell'accoglienza. Oggi, dappertutto nel mondo, il nome di Taizé evoca l'attesa di una primavera della Chiesa, una Chiesa che sia, al di là delle difficoltà presenti, terra di condivisione e di comunione, fermento di riconciliazione nel cuore della famiglia umana. Martedì 16 agosto 2005, durante la preghiera dei Vespri nella chiesa della Riconciliazione, davanti a duemilacinquecento persone,