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GESU' TRA VERITA' E FINZIONE

 

Visto lo scalpore e i dubbi che ha sollevato il romanzo Il Codice da Vinci di Dan Brown con il suo grande successo editoriale e con la messa in discussione di alcuni fondamenti della tradizione cattolica e vista anche la vetrina che gli sarà dedicata nei cinema con l’imminente uscita dell’omonimo film, abbiamo deciso di non lasciarci sfuggire questa occasione per offrire degli strumenti bibliografici utili ad intervenire nel dibattito e nelle polemiche che sicuramente sorgeranno. Per fare maggiore chiarezza ricordiamo alcune delle numerose e fantasiose affermazioni dell’opera di Brown. Il libro in questione mette in scena la caccia al Santo Graal, esso, secondo il romanzo, non è, come la tradizione ha sempre creduto, una coppa in cui fu accolto il sangue di Cristo, ma una persona, Maria Maddalena, la vera “coppa” che ha tenuto in sé il sang réal (in francese antico il “sangue reale”, da cui il Santo Graal) cioè i figli che Gesù Cristo le aveva dato. La tomba perduta della Maddalena è dunque il vero Santo Graal. Apprendiamo inoltre che Gesù aveva affidato una Chiesa che avrebbe dovuto proclamare la priorità del principio femminile, cioè il primato spetterebbe non a Pietro ma a sua moglie, Maria Maddalena, e che non aveva mai preteso di essere Dio. Qualcuno potrebbe obiettare che il romanzo, essendo un’opera di fantasia, non è tenuto a rispettare la verità storica, ma in realtà questo non è un thriller qualsiasi, per via dell’intreccio ricco di riferimenti culturali, artistici ed esoterici, di leggende spacciate per novità storiche e teologiche, nonché la presunzione dell’autore di poggiarsi su una base storica, presenta una vera e propria dottrina radicalmente anticristiana. Tutto ciò non può lasciare indifferenti i cristiani, chiamati a dar ragione della loro speranza, questo è il punto di partenza del curatore del primo testo che proponiamo: La frode del Codice da Vinci. Giochi di prestigio ai danni del cristianesimo a cura di Arturo Cattaneo e con

un contributo di Massimo Introvigne, edizione LDC. Nella prima parte del volume è riportata la relazione di Massimo Introvigne svolta il 27 novembre 2005 a Lugano, nella seconda sono offerti degli approfondimenti di esperti su alcune delle questioni del Codice che possono causare dubbi e sospetti sulla fede cristiana in genere e in particolare sulla Chiesa cattolica, per esempio sulla divinità di Cristo o il suo celibato, il ruolo dei testi apocrifi e gnostici. Con competenza e chiarezza si analizzano le fantasticherie storiche del libro, il ruolo femminile nella Bibbia e nella Chiesa e in modo particolare la figura della Maddalena. E a proposito di questa apostola, per completare la proposta di approfondimento, citiamo un libro nuovo, edito dalla San Paolo, dell’autore francese Régis Burnet: Maria Maddalena. Dalla peccatrice pentita alla sposa di Gesù. In questa sua opera sembrerebbe, leggendo il provocatorio sottotitolo, che l’autore voglia ribattere alle fantasiose interpretazioni di Dan Brown. In realtà il testo non è né una critica de “Il Codice da Vinci” né una vita edificante di santa Maddalena, più rigorosamente è un percorso che porta a descrivere come questa figura biblica è stata ripresa lungo la storia che va dal I al XXI secolo. Il punto di partenza sono spesso dati narrativi che provengono dai Vangeli o dalle trascrizioni apocrife, ma si sconfina poi nella mistica, nella pietà, nell’agiografia, nell’arte, nella letteratura religiosa e non solo, come dimostra l’autore americano, e nel cinema. Con Pietro, Paolo e Giovanni, la Maddalena fa parte dei santi più popolari della Chiesa primitiva e, del resto, ha il loro stesso rango di apostolo. Di fronte a questo accumularsi di testimonianze sulla santa di Magdala, la ricerca condotta in questo libro si sofferma soprattutto sulla figura contemporanea. Dopo aver evidenziato su quale substrato evangelico si fondino le rappresentazioni di Maria Maddalena (capitolo I) essa delimita i contorni della figura attuale: quali sono i tratti messi in valore (capitolo II) e quali sono i tratti rifiutati (capitolo III). Appare così più chiaro capire come le attuali strumentalizzazioni possano esser giunte ad una interpretazione tanto forzata quanto efficace di Maria

Maddalena col Graal (capitolo IV). L’autore sintetizza i passaggi che conducono a questa conclusione e dà in questo modo una chiave di decifrazione del Codice, delle sue grossolanità. Queste sono due delle numerose pubblicazioni che in questi giorni stanno arrivando sui banchi delle librerie. Altri titoli sullo stesso tema sono i seguenti: Processo al Codice da Vinci. Dal romanzo al film di Andrea Tornielli, edizioni Gribaudi; Il codice svelato. Le fantasie del Codice da Vinci e la realtà storica di Marco Fasol edito da Fede&Cultura; e infine Contro il Codice da Vinci. Le mistificazioni di Dan Brown e la verità cattolica di José Antonio Ullate Fabo, Sperling&Kupfer Edizioni. Possiamo così scegliere tra questi titoli quello che più riterremo adatto, ciò che rimane importante è, come ha affermato il vescovo di Lugano, non restare indifferenti ai milioni di persone che hanno letto questo libro e con tanta facilità sono stati colti ben che vada, da dubbi o peggio da certezze contrarie alla Chiesa senza porsi la domanda dove finisce l’invenzione e dove comincia la realtà. Quanti si sono lasciati sedurre acriticamente dalle tesi esposte nella pagine del Codice? C’è una frase di Chesterton che riflette bene la situazione odierna: quando la gente smette di credere in Dio arriva non a credere in niente, ma in qualsiasi cosa.

Maria luisa

 

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