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DAMMI LA TUA LUCE
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Dalla preghiera la luce La vocazione di ciascuno di noi è un sigillo che, impresso dallo Spirito Santo nel nostro cuore, occorre continuamente scoprire, accogliere, coltivare. Questa meravigliosa scoperta la si fa immergendosi in un clima di preghiera che ci consente di sintonizzarci sulle “frequenze d’onde” di Dio. I santi sono, per noi, segni tangibili di persone che sono riuscite a sintonizzarsi in perfetta armonia con la Volontà di Dio e il Beato Giacomo Alberione ne è un esempio. Egli, si è lasciato invadere profondamente e per tutta la vita, dalla luce divina, dandoci l’esempio di cosa voglia dire, in concreto, essere fedeli alla volontà del Padre, fino a poter dire, al termine della vita terrena, con Gesù: “Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito”. Una meravigliosa storia d’amore La vocazione di ciascuno, altro non è che una stupenda storia d’amore, unica ed irripetibile, un dono che coinvolge due persone: un Soggetto Unico, Immutato, Eterno, che è Dio; l’altro soggetto, piccolo, debole e fragile, che è ciascuno di noi, povera creatura, piccola onda che spesso viene sballottata qua e là dagli eventi della vita. Per mantenerci saldi nella fede Don Alberione ha sempre invitato i suoi figli, e tra questi anche ciascuna di noi, a mettersi alla scuola di Gesù Maestro Via, Verità e Vita; egli stesso ci esorta dicendoci che a scuola uno va per imparare: “Per imparare è necessario usarci forza: imparate! Ecco quindi la scuola, ecco quindi lo studio. Imparare tutto quello che è necessario per corrispondere alla nostra vocazione. Imparare!...Vi sono persone che dopo un anno che stanno nell’Istituto quasi non le riconosceresti più: e altre che invece pare vadano indietro. Imparare!... Imparare ogni giorno di più: per tutta la vita; fino al termine vi è qualcosa che possiamo apprendere… Imparare!...” Semplicemente una cosa: imparare dall’Amore! Dobbiamo prendere coscienza che siamo destinatari di un eterno sguardo d’amore da parte di Dio, uno sguardo che accompagna ogni attimo della nostra vita, della nostra giornata, dunque dobbiamo comprendere che Dio davvero ci ama di un amore |
infinito: “Prima ancora di formarti Io già ti conoscevo”; “Ti ho amato di amore eterno”; “Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni”; e… di queste parole d’amore, che sono autentiche verità, potremmo, citarne all’infinito. Cambiare prospettiva Dobbiamo allora lasciarci guardare da Dio, ascoltare la Sua voce, ogni giorno crescere nella fede e, come ci consiglia il nostro Don Alberione, crescere nei pensieri soprannaturali: santificando la mente, la volontà, il cuore; essere davanti a Dio come dei fiori che sbocciano, accarezzati dalla luce e dal calore del sole, riconoscendo che questo calore e questa luce promanano solo ed esclusivamente dal nostro Gesù, Maestro Divino, che, chiamandoci alla sua sequela, ci ha chiamate a percorrere le vie che conducono all’eterna felicità, vie, talvolta, misteriose, ma certamente direzioni obbligatorie che ci permettono di camminare, di avere e di vedere la vera luce: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. In cammino con Don Alberione Volendo seguire le indicazioni del Maestro, volendo camminare ricalcando le sue orme, non possiamo che ripercorrere le vie della preghiera di tutto l’essere, come ci suggerisce Don Alberione, metterci in cammino di preghiera, mezzo efficace attraverso il quale possiamo ascoltare meglio la voce di Dio, ed incamminarci sui suoi sentieri. L’abbandono totale di Don Alberione: “Mi arrendo… Tutto, solo, sempre te, ed in te, e per te” fa emergere in noi questo bisogno di Dio: “L’anima mia anela a te, o Dio”, tanto da far sgorgare dal profondo del nostro cuore, e poter far nostra, la preghiera che ha accompagnato un pezzo della nostra vita nel cammino del Donec Formetur Christus in vobis: “Maestro, la tua vita mi traccia la via, la tua dottrina conferma e rischiara i miei passi, la tua grazia mi sostiene e sorregge nel cammino al cielo. Tu sei il perfetto Maestro, che dai l’esempio, insegni e conforti il discepolo a seguirti”. Dare tutto noi stessi La nostra santità, ci dice ancora Don Alberione, dipende da quel donare tutto di noi stessi a Dio “Tutto: ecco la grande parola! Se ci diamo integralmente al Signore, se gli diamo… tutto ciò che abbiamo e quello che avremo, apparteniamo interamente a Dio”. “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà”. L’augurio che faccio a me e a tutte le sorelle è proprio questo: perdiamoci completamente ed esclusivamente in Gesù, lasciamoci avvolgere da questa luce d’amore che sgorga dal suo cuore facendoci adombrare, come Maria, dal soffio dello Spirito Santo, dal docile abbandono alla Sua Volontà che ci farà sempre più sue spose, sorelle e madri. “Dammi, o Maestro divino, la tua luce per conoscere te e per conoscere me. / La tua sapienza è infinita. / Tu mi desti il lume degli occhi. / Tu mi desti il lume della ragione. / Tu mi desti il lume della fede. / Tu dammi ancora il lume della gloria: / onde io possa contemplarti in eterno in cielo”. Vanessa |