il mese di maggio, chi studia bene le poesie di Maria, chi si mette sotto il manto di Maria, chi recita il santo rosario, chi elegge Maria per madre, chi la nomina protettrice negli studi, nell’apostolato, nei viaggi, ecc., chi cammina accanto a lei, chi legge volentieri le cose di Maria, chi ricorda sovente questa Madre. Ma è necessario fare tutto questo per avere il primo grado di divozione a Maria? No, ma chi è divoto di Maria di questi piccoli atti ne fa tanti. S. Alfonso M. de’ Liguori era divotissimo di Maria e quando morì gli trovarono in un sacchetto moltissime medaglie e l’Ave Maria scritta che sempre portava con sé. Vi sono figlie che incominciano i quaderni e li intitolano a Maria.
2. Vediamo ora il secondo grado, cioè imitare Maria. Imitare Maria a tavola, in ricreazione, nelle varie occupazioni della giornata; nella fede, umiltà, carità e pazienza, spirito di preghiera, cioè imitare Maria nelle virtù. Una figlia aveva preso la buona abitudine di dire: “Quid nunc et quomodo Maria? Che cosa farebbe Maria se fosse al mio posto?”. Non tratterebbe così una sua compagna, non starebbe così scomposta, la Madonna non cantava così. Vediamola inginocchiata che legge la Bibbia davanti a sua madre S. Anna, rimiriamola quando pregava. Che spettacolo! Vi sono figlie che sono tutte consacrate a Maria e quelle hanno vera vocazione, Maria l’hanno scelta per loro madre e le offrirono il fiore della loro castità. Fanno il proposito di essere di Maria nell’umiltà, nell’obbedienza, nella carità, ecc., Che esempio era Maria per le strade! Ammiriamo la modestia, l’umiltà, la fede, la pazienza che ebbe a vedere Gesù al Calvario, la sua crocifissione e morte. Che eroismo, che grandezza in una madre che vede il suo divin Figlio in mano ai manigoldi che lo maltrattano e lo fanno morire! Chi sono i veri figli di Maria? Quelli che le rassomigliano. Vi sono figlie che rassomigliano alla madre nei tratti, nei modi, ecc., ma quand’è che una figlia rassomiglia molto alla Madonna? Quando possiede questo grado. “Voglio praticare l’umiltà, la carità, lo spirito di Maria, come Maria e con Maria”: per entrare in questo grado la figlia deve scegliere una virtù che le piace di più, fare il proposito sulla tal virtù e poi esercitarla sotto lo sguardo di Maria. La virtù si pratica con Maria recitando il mistero adatto a quella virtù. Se si pratica la carità, recitare il secondo mistero gaudioso. Ma non basta, leggere ancora qualche cosa di Maria: Maria Regina degli Apostoli, il Mese di Maggio, Le Glorie di Maria, ecc., Al mattino consacrare a Maria la virtù che si praticherà e così pure l’esame di coscienza, questo è il secondo grado. È molto divoto di Maria chi esercita molto la virtù e a Maria non sono gradite le offerte di un cuore pieno di peccati. Chi vuole che i suoi doni siano graditi, sia pura ed abbia il cuore pieno di virtù come quello di Maria.
3. Vivere di Maria e con Maria. Ricordiamo la divozione perfetta del beato Grignion di Montfort: in Maria, con Maria, per Maria, da Maria. Ecco come si deve fare: per Maria, fare bene per piacere a Maria; con Maria, stare accanto a lei, sotto la sua protezione; in Maria, prendere le sue intenzioni. Questa divozione è specialmente per le novizie ed è loro dovere principale, ma non solo in noviziato si deve esercitare questa divozione; prima del tempo del noviziato bisogna impararla, fortificarla e poi andare avanti. La santa Madonna quando si prende cura di un’anima non la lascia, ma gliela insegna lei. Le insegna tante cose. Beati quelli che sono ammaestrati da Maria. Essa li guida per mano. S. Giovanni Berchmans aveva un amore ardentissimo verso la santa Madonna; egli quando andava a tavola prima di spiegare il tovagliolo diceva un’Ave Maria e così prima di addormentarsi alla sera. In ricreazione parlava sovente della santa Madonna e ne parlava con entusiasmo tale, che si accendeva tutto in viso ed i compagni tante volte cominciavano a parlare di Maria per il gusto di veder Giovanni che sembrava infuocato.
Un giorno venivano da passeggio ed all’improvviso un compagno si rivolse a Giovanni e gli disse: “Giovanni, l’ami tu la Madonna ? Ed egli incrociando le mani sul petto e con gli occhi rivolti al cielo, disse: “Oh, se l’amo la santa Madonna! Essa è mia madre!”. Questo santo giovane faceva tutto per Maria, come avrebbe fatto Maria, viveva alla presenza di Maria e tutto faceva per lei. Si può dire che una figlia che cammini alla presenza di Maria abbia una vera madre. Vi era una fanciulla tanto divota di Maria e diceva che in chiesa si faceva condurre da Maria e a letto si faceva mettere da Maria, essa faceva tutto con la santa Vergine. In paradiso noi staremo con Maria e là canteremo il Magnificat ed il Te Deum eternamente. Ciò che abbiamo meditato sia di nostro esame. Al primo grado ci siamo tutte, al secondo speriamo d’esserci, al terzo aspiriamo. Maria ci accompagni sempre, ci conceda questa divozione perfetta verso di lei e ci inviti al paradiso. La divozione alla santissima Vergine è un tesoro. Beata quell’anima che possiede questo tesoro: essa non sarà mai priva di grazia in qualunque pericolo e circostanza della vita, quest’anima avrà sempre la moneta per comperare da Dio qualunque grazia.
LA DEVOZIONE ALLA MADONNA
[...] La devozione alla Madonna è qualche cosa di molto profondo, più di quel che crediamo. La santa Madonna non solo pensa a ciò che è esterno, ma deve portarci le grazie spirituali interiori, deve darci Gesù. È da considerarsi che è proprio a Betlemme che ella dà Gesù agli uomini, perché è veramente [un aiuto per] la santificazione della nostra anima.
1) Che cosa significa questo?
2) Come dobbiamo pregare la Madonna? 1. Alla Madonna furono dati tanti titoli: salute degli infermi, stella dei naviganti, protettrice degli aviatori, ecc., titoli che si riferiscono a grazie materiali. Ma alla Madonna preme soprattutto la santificazione del nostro interno ed è chiamata perciò: mater purissima, e vuol darci la purezza; virgo fidelis, perché vuole accrescere in noi la fede; mater intemerata, perché schivò sempre i pericoli e vuole farli schivare anche a noi; speculum iustitiae, specchio di santità in cui rifulse ogni virtù e lo Spirito Santo diffuse in abbondanza straordinaria i suoi doni; sede della sapienza, perché fa vedere i beni dell’anima e del cielo nel loro giusto valore. È chiamata refugium peccatorum, perché vuole darci il dolore dei peccati; regina martirum, perché vuole darci la pazienza nel sopportare; regina apostolorum, perché da lei ci viene lo zelo; regina degli angeli, dei vergini, dei confessori, perché non ci fu nessun santo che non fosse devoto della Madonna. Con lei anche noi dobbiamo farci santi.
Maria non è solo [aiuto] per il corpo, ma soprattutto per l’anima. Si invoca la santa Madonna, perché dia la sanità al corpo, ma soprattutto all’anima. Si invoca la santa Madonna perché dia la sanità al corpo, perché protegga nelle tempeste, dia buon esito agli esami, al raccolto, ecc., cose tutte buone, ma la devozione alla Madonna è prima di tutto per le cose spirituali. La vita terrena finisce, ma ciò che è eterno è l’anima, i meriti, lo spirito. Per il corpo dobbiamo domandare certe cose e il divin Maestro ce l’ha insegnato: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, ma ha anche detto: “Cercate prima la santità e il resto verrà da sé”.
2. L’anima che ama la Madonna cerca le cose spirituali. Dobbiamo chiedere alla Madonna che ci dia la fede, il desiderio vivo del paradiso, che ci faccia intendere il valore della sofferenza, quanto è utile consacrarsi al Signore, il valore della purezza, della verginità che solo le anime scelte comprendono.
[La Madonna] ci faccia intendere il valore della povertà, dell’ubbidienza, fortuna così rara che le persone grossolane non vedono e reputano una disgrazia, come la povertà che Gesù è venuto a cercare nel presepio. Ci faccia capire come il dolore ha una grande missione in quanto ha redento il mondo e santificato le anime; che tutto passa quaggiù e... un po’ di terra uguaglia tutto, tanto per chi ha indossato dell’oro, quanto per chi ha portato povere vesti. Ma c’è differenza perché quell’anima che fu come la santa Madonna, vestita poveramente e nascosta, ora è in paradiso e l’anima superba è umiliata. La santa Madonna non diede al Bambino Gesù né oro né argento perché non ne aveva; ciò che le avevano portato i Magi l’aveva dato ai pastori tenendo per sé i calzari di legno, le sue povere vesti, e pose il bambino in una greppia, in poveri panni, e poi [lo nutrì] con povero cibo [abitando in] una stanzetta poverissima; ma che santità! Tutta la fortuna della Madonna fu riposta nel paradiso e nelle grazie celesti.
Oh, se il Signore volesse illuminarci e farci capire che sulla terra tutto passa ed è un niente, che è importante farci dei meriti e avere grazie interiori. Cos’è stato di quella persona così distinta? Molte persone [ora] ne accompagnano la bara in camposanto, ma giunti là, tutti la la sciano, non rimane che il becchino e qualche uccellaccio della notte. Ma non fu corteggiata ed ammirata? E gli amatori? L’hanno lasciata. Lì finisce tutto ciò che riguarda il corpo, ma lì comincia tutto ciò che riguarda l’anima. Dov’è ora quell’anima? Chissà! Invece quella povera fanciulletta semplice ed ignorante ora risplende in paradiso. La beata Bernardetta, fanciulla ignorante, che non aveva fatto neppure la prima Comunione, perché in quel tempo tardavano a darla, creduta nella famiglia un ingombro perché malaticcia ed incapace, che aveva un lettuccio fatto di quattro assi, una stanzetta povera dal tetto sgangherato, ed era mandata fuori quando era bello a raccogliere la legna lungo il torrente ove poi le apparve la Madonna, quella fanciulla di cui il mondo non si curava fu oggetto delle cure della Madonna. Ciò che il mondo rifiuta è grande davanti a Dio.
Anche Gesù Cristo fu rifiutato, ma la pietra buttata via divenne la pietra angolare, il caposaldo della Chiesa. La santa Madonna scelse quella fanciulletta perché purissima, innocente, ritirata, obbedientissima, poverissima, contenta del suo stato e di amare il Signore. Disprezzata dal mondo era prediletta da Dio. Le anime curate dalla Madonna sono le anime di santità interiore e le grazie che vuol dare la Madonna, non sono ninnoli o cose esterne, ma grazie di santità interiore. [...] Se siete umili, potrete intendere che cosa sono queste grazie e desiderare la santità interiore, ma se amate onori ed esteriorità, [alla fine] un po’ di terra coprirà tutto e vi troverete al tribunale di Dio povere e strappate da far pietà! Oh, se si potesse capire la grande fortuna di lavorare per il paradiso! Disgraziati coloro che cercano i beni del mondo, mentre il Signore ha detto: “Non cercate i beni del mondo”. Credete, i vermi roderanno il corpo, la ruggine consumerà l’oro, ma la santità risplenderà in cielo senza fine.
Non cercate l’onore del mondo, ma quello degli angeli; credete che in paradiso vi sono tante vergini che il mondo ha creduto stolte, ha tenuto in dispregio ed ora brillano come stelle. Cosa cercate voi? Le cose della terra o del cielo? Le cose del paradiso o del mondo? Le lusinghe, l’amore degli uomini o di Dio? Cercate che Dio sia contento di voi? Siete sante dentro o solo eleganti di fuori? Lavate l’esterno del bicchiere o purificate anche l’interno? Piacete agli uomini o a Dio? Siete tranquille a vivere o a morire? Quella figlia che muore su un povero letto, in una poverissima stanzetta, se ne va in cielo ricca di meriti, portata dagli angeli e altri angeli si affacciano dal cielo domandandosi: “Quae est ista quae ascendit de deserto, affluens innixa super dilectum suum?”. Chi è costei a cui la Madonna va incontro e Gesù stesso scende dal suo trono di gloria per incontrarla? È una vergine che ha cercato solo Gesù nel mondo, ed ora si appoggia al braccio del suo sposo “circumdata varietate”. Che risolvete? Scegliete fra Dio e la terra, le cose spirituali e il mondo. Oh, se foste le cinque vergini prudenti! Piangete la vostra stoltezza e desiderate il cielo.
Beato Giacomo alberione