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PREGHIERA
RAPPORTO D ’AMORE

 

Carissime sorelle, con un po’ di trepidazione e timore – dietro invito di don Vito – mi accingo a farvi partecipi della mia vita di preghiera. Non è facile per me aprire la mia anima, ma confidando in Dio mi sono decisa ad aprirvi il mio cuore. La preghiera è stata per la mia vita un punto essenziale fin dalla più tenera età. Ho imparato da mia madre a tenermi in contatto con Dio e la dolcissima Mamma Maria. Da diversi anni, però, avvertivo nella preghiera una certa insoddisfazione: percepivo che non era un vero rapporto d’amore con il mio Signore, ma una specie di “dovere”, di formule, senza che la mia anima entrasse veramente in rapporto con Lui. Avevo, e ancora ogni tanto riaffiora, una certa paura di Dio. Non capivo che così mi privavo della dolcezza del suo Amore e di una più intima comunicazione con Lui. E non mi rendevo conto che questa era una tentazione che voleva allontanarmi dalla preghiera e, di conseguenza, dal mio Signore. Ho chiesto per tanto tempo aiuto allo Spirito Santo, alla Madonna, a San Paolo e al mio Angelo custode di venirmi in aiuto: la risposta è stata chiara e lampante. Non avevo capito che la preghiera è un rapporto d’amore, il respiro dell’anima; è lo stupore di fronte all’immenso, infinito, misericordioso amore che il mio Papà ha nei miei confronti. È dire grazie a Gesù per la Passione, la Morte e la Resurrezione vissuti per la mia salvezza, povera e piccola creatura, ma preziosa ai suoi occhi. Mi ha aiutato la Lectio Divina fatta al mattino presto (dalle ore 5,00 alle 6,30). Tutto mi è sembrato nuovo e diverso: il Vangelo, le lettere di San Paolo. Non mi rendevo conto del tempo che passava e dovevo fare fatica a troncare per prepararmi a partecipare alla S. Messa delle 7,30. Mi ritrovo durante il giorno a parlare con Lui che sta alla mia destra. A “uscire” con Lui, a chiedergli consiglio, a

lodarlo, a ringraziarlo per tutto, a supplicarlo, a chiedergli che esaudisca, non i miei desideri, ma tutti quelli che ha nel cuore la mia dolcissima Mamma Maria. Nei periodi, e sono tanti e lunghi, in cui non lo sento, lo sento lontano o la sofferenza si fa sentire in maniera forte, immagino di stare seduta, come Maria, ai suoi piedi, e lì faccio tanti atti di fede, di amore, di abbandono alla Sua Volontà. Cerco di consolarlo per tutte le offese fatte da me e per quelle fatte da tutti i miei fratelli, e di ringraziarlo perchè ho tanto ricevuto da Lui ma così poco e male ricambio tanto amore. È bello sapere che abbiamo un Padre che ci avvolge con il suo Amore, la sua Tenerezza, il suo Perdono. Essere sicuri di questa mano che sempre ci guida, non ci lascia mai soli; anche se questa mano spesso ha un guanto di ferro, sotto c’è sempre la mano dell’Amato che vuole solo il bene del suo piccolo tesoro. Chiedamogli sempre, amate sorelle, che ci faccia diventare “Preghiera Vivente” e così cambierà la nostra vita e, anche se non possiamo fare grandi cose, con Lui e in Lui potremo cambiare quella porzione di mondo in cui viviamo.

un’Annunziatina

 

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