Home | Chi siamo | Cosa facciamo | Perché siamo nate | Spiritualità | La nostra storia | Libreria | Fondatore | Famiglia Paolina | Preghiere | Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata | Webmail | Mappa del sito

 

GESU' DI NAZARET

 

L’attesa che ha accompagnato la sua uscita e la grande risonanza avuta sui mass-media hanno fatto del libro di Papa Benedetto XVI “Gesù di Nazaret”, edito da Rizzoli, il best seller del momento. Il libro non è un atto magisteriale del Papa, ma è espressione della sua personale ricerca del “volto del Signore”. Frutto del desiderio di approfondire il Gesù presentato dai Vangeli come figura storica, reale, umanamente convincente e appassionante. Un primo sguardo sul mistero di Gesù richiama l’antica promessa di un nuovo Mosè, un nuovo profeta che parla con Dio faccia a faccia, che sa condurre l’umanità attraverso un esodo più radicale: la liberazione dalla schiavitù dei peccati. Gesù si prende sulle spalle il peso della colpa degli uomini e, immergendosi nelle acque del Giordano, anticipa la sua morte e risurrezione che Egli designa come il vero “Battesimo” da ricevere. Superata la triplice tentazione nel deserto ha inizio l’attività pubblica di Gesù con l’annuncio: “Il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo”. Il tema del Regno di Dio pervade tutta la predicazione di Gesù, dal discorso della montagna alla preghiera del Padre nostro e al racconto delle parabole, tutto è annuncio della Presenza di Dio Padre nel suo proprio operare ed essere. Così anche i segni evocati nel Vangelo di Giovanni: l’acqua, il pane, la vite e il vino, il pastore rivelano la vera identità di Gesù. Il discepolo e la Chiesa non fanno altro che ricordare fatti, parole, immagini guidati dallo Spirito Santo, ma la memoria è preludio per la comprensione, sospinge verso la “verità tutta intera”. Una verità percepita per grazia, come per la confessione di fede di Pietro,

o per rivelazione, come nell’evento della Trasfigurazione, ma sempre una verità che attende una adesione libera e personale. Papa Benedetto ci fa conoscere le molteplici interpretazioni fornite lungo i secoli, i contributi dati dalla teologia e dall’esegesi antica e contemporanea, riconosce l’importanza del metodo storico-critico, dimensione fondamentale dell’esegesi, ma anche i suoi limiti. Chi vuol comprendere la Scrittura nel rispetto dello spirito con cui è stata scritta deve richiamarsi al testo così come ci è stato tramandato, ma anche leggerlo nell’ottica della fede, tenendo conto della viva tradizione della Chiesa. E come la Parola di Dio non è ‘incatenata’, ma corre nel tempo e nello spazio, così nessuno ha mai potuto spegnere il fascino e il desiderio di comprendere quell’uomo chiamato Gesù di Nazaret.

Rosaria G.

 

torna su