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PENTECOSTE E VITA INTERIORE

 

Riportiamo due meditazioni tratte dal testo Alle Figlie di San Paolo 1929-1933, vol. I, pp. 310-313; 280-282. Nella prima don Alberione parla della Pentecoste, mentre nella seconda sottolinea lo stretto rapporto tra lo Spirito Santo e la vita interiore: “Se volete ascendere ai gradi più alti della vocazione – egli afferma – avete bisogno di una continua e grande infusione di Spirito”.

PENTECOSTE

La Chiesa esulta perché lo Spirito che il Divin Maestro aveva promesso con grazie e doni preziosissimi, lo Spirito Santo, la terza Persona della Santissima Trinità che dobbiamo oggi onorare, è disceso sugli Apostoli. La santa Chiesa celebra questa festa con grande solennità, ma si potrebbero assegnare allo Spirito Santo tante feste quante sono le sue particolari opere: l’ispirazione della sacra Scrittura, il mistero dell’immacolato concepimento di Maria Vergine, l’incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo, l’essere disceso sotto forma di colomba nel battesimo di Gesù; e ogni nostro anniversario: del Battesimo, della Cresima, della vocazione, della professione potrebbe essere per noi festa dello Spirito Santo. Egli ha infuso la grazia nei nostri progenitori Adamo ed Eva, egli comunica la vita santificante attraverso i sacramenti, è la vita nostra. Non una festa quindi, ma mille feste dovremmo celebrare ad onore della terza Persona della Santissima Trinità, ma almeno questa sia celebrata con grande solennità e con gran cuore. I. Chi è lo Spirito Santo? Iddio è uno nell’essenza e trino nelle Persone: “Andate, battezzate nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). Lo Spirito Santo è dunque la terza Persona

dell’augustissima Trinità, Dio come il Padre e il Figlio, eterno come il Padre e il Figlio, sapiente come il Padre e il Figlio, e a lui si attribuiscono le opere di amore. Il Padre crea il mondo, il Figlio illumina l’uomo donandogli sapienza e intelligenza, lo Spirito Santo dà la vita dell’anima. Al Padre [si attribuisce] l’esistenza, al Figlio la luce, allo Spirito Santo la grazia, la santità delle anime. Ogni Persona ha avuto un’epoca speciale e lo Spirito Santo ha presieduto alla fondazione della Chiesa e ne è la vita: ed ecco la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Gesù ha fondato la Chiesa, ma lo Spirito Santo la vivifica, la conferma nel giorno della Pentecoste. Ed ecco la Chiesa infallibile, indefettibile, madre di santi, maestra; ecco lo Spirito Santo che è la fortezza di diciassette milioni di martiri, che continua a suscitare nel cuore dei vergini l’orrore per il male e l’amore al giglio purissimo; ecco lo Spirito Santo che mette nell’anima la fede, che infiamma, dà la vocazione al sacerdozio, alla vita religiosa, chiama ai consigli [evangelici]: tutto questo ha origine dallo Spirito Santo. O Spirito di amore e di verità, noi ti invochiamo sugli innocenti, perché il giglio [della purezza] non venga mai scacciato dalla loro anima; sui fanciulli, perché si accenda nel loro cuore la vocazione; sul sacerdozio, perché soltanto con la tua fiamma troverà luce e potrà essere sapiente e santo; ti invochiamo su tutti e in ogni momento della vita, perché non ci manchi la luce e il calore spirituale. II Cantate: Qui propter nos homines, et propter nostram salutem descendit de caelis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto [Che per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato]. Ecco la via seguita dal divin Salvatore e Maestro Gesù: Incarnatus est de Spiritu Sancto. Lo Spirito Santo dà un’infusione particolare nella santa umanità di Gesù Cristo, per lui si opera l’incarnazione nel seno purissimo di Maria Vergine. Quando Gesù esce da Nazaret per incominciare la sua predicazione, è sempre lo Spirito Santo che l’assiste, e quando la voce del Padre si fa sentire compiacente sul Figlio suo, lo Spirito Santo discende in forma di colomba per dimostrare che quel lume di dottrina predicata da Gesù, proviene dallo Spirito Santo. Quando Gesù manderà gli Apostoli ad iniziare il loro ministero, lo Spirito Santo è lì ad illuminarli, fortificarli, a confermarli nella fede.
Se volete ascendere ai gradi più alti della vocazione, alla sublimità di essa, avete bisogno di una continua e grande infusione di Spirito Santo, perché l’amore alle cose divine, il distacco dalla terra, l’amore ai consigli evangelici è dono divino. Tutto deve essere in noi opera dello Spirito Santo: “Qui non ex sanguinibus, neque ex voluntate carnis, neque ex voluntate viri, sed ex Deo nati sunt” [I quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati]. No, non è volontà d’uomo, è lo Spirito Santo, è da Dio che si nasce. E quand’è che si nasce da Dio? Quando si nasce, come Gesù Cristo, dallo Spirito Santo. Nel nostro stato abbiamo molto bisogno dello Spirito Santo e in Casa il metodo educativo è venuto dallo Spirito Santo, quindi è nostro stretto dovere pregarlo tanto con il Gloria Patri, con il Veni Creator, con il Veni Sancte Spiritus. Sia tutto cantato con molto amore e quando arriviamo al Gloria e invochiamo lo Spirito Santo, chiniamo la testa in segno di riverenza e di adorazione. Pensiamo che tutte le opere buone ci vengono dallo Spirito Santo e invochiamo la santa Madonna perché ce lo mandi copioso, come copiosissimo l’ha ottenuto agli Apostoli. III. Lo Spirito Santo non solo anima e vivifica in generale tutto il corpo mistico della Chiesa, ma anima e vivifica noi stessi. La vita dei sacerdoti non è una vita naturale, essi non cercano né lode, né danaro, né piaceri nelle loro giornate di lavoro che sono lunghe e intense, essi cercano Dio, la gloria sua, le anime: questo non l’ha suggerito loro né la carne, né il sangue, ma lo Spirito Santo. Come un corpo senz’anima è cadavere e deve essere seppellito perché va in putrefazione, così un’anima senza grazia, senza Spirito Santo è morta e [corre il rischio di] essere seppellita nell’inferno. L’anima in grazia ha con sé lo Spirito Santo, e l’anima senza Spirito Santo è morta. “Come mai hai tanta audacia che osi rispondere a me – diceva il tiranno a quella fanciulla che aspirava e sospirava il paradiso – non sai che ti farò parlare a forza di tormenti?”. E la martire: “Coloro che hanno lo Spirito Santo, non sono essi che parlano, ma è Lui che parla per loro e se tu mi metterai alla tortura, se mi farai parlare con la forza, lo Spirito Santo discenderà in me tanto più abbondante a fortificarmi”. Ecco la vita della grazia! Allorché si commette il peccato, lo Spirito Santo è scacciato da noi; quando si fa il bene cresce in noi [la sua vita] e produce i suoi frutti, aumentando l’amore alla castità, all’ubbidienza, la fede, la speranza, la carità, un grande amore alla purezza e a tutto ciò che è perfetto, ci dà tutto quel complesso di virtù e di grazia che forma i santi. Chi sono quei santi che ascendono agli altari? Sono le meraviglie dello Spirito Santo, quelli in cui visse abbondantemente. Le anime che amano lo Spirito Santo sono le più sante.

LA VITA INTERIORE

La vita interiore è l’amore alle cose dello spirito, è la cura della propria anima. [Chi] ha veramente vita interiore, dopo la Comunione fa buoni propositi, ricorda e rinnova quelli fatti nell’ultima confessione, nel ritiro, negli Esercizi. Manca di vita interiore chi non fa propositi, chi non compie un vero lavorìo attorno alla propria anima. Non basta che dica molte preghiere, chi fa questo è soltanto e solo sulla via. Bisogna fare molto di più. La vita interiore è il lavoro per crescere nelle virtù, fare i propositi, l’esame di coscienza al mattino, a mezzogiorno, specialmente nella Visita e alla sera. E il domandarsi molto spesso: Come faccio? Vado avanti o indietro? È il dire in confessione: Questa settimana avevo il tal proposito, ho riportato tante vittorie e tante sconfitte, in alcuni punti non mi sono sforzata abbastanza, perché non ho pregato e non avevo la forza, ecc. Chi ha la vita interiore fa come faceva la santa Madonna: parla poco, riflette molto. Nel ritiro esamina tutto il mese, negli Esercizi confronta [il lavoro dell’anno], così pure ogni settimana. Lavora veramente il suo cuore, vigila sui suoi pensieri, richiama la fantasia, non si divaga facilmente su cose vane. È sempre piuttosto raccolta, anche quando è fuori, anche in ricreazione. Vigila continuamente sulla sua lingua, edifica chi ascolta, cerca sempre di portare il discorso su cose buone, cammina gravemente, parla con umiltà, non fa le cose per forza, per farsi vedere, ha pensieri molto seri. La vita interiore si manifesta nell’amore alle pratiche di pietà. [...] Chi ha la vita interiore, per quanto sta da sé, non lascerebbe mai la Messa, la Comunione, la meditazione, sa che al mattino si ricevono le grazie più belle, che Gesù Cristo si manifesta come verità nella meditazione, come via nella Messa, come vita nella Comunione.
Chi non ama la vita interiore dimentica facilmente le pratiche di pietà o le fa male. Per farle bene bisogna servirsi dei libri, così si segue la strada maestra, mentre chi non li usa è come chi va a zonzo, camminando nei boschi. Chi ha veramente la vita interiore non perde un minuto secondo di tempo in tutta la giornata, tanto meno in chiesa, sa sempre cosa chiedere al Signore, procura di dirgli tante cose, chi invece non l’ha non sa che cosa sta facendo. La vita interiore è lo sforzo abituale per acquistare virtù e santità. Quanta violenza si fa chi ha vita interiore, come si domina! Chi non l’ha invece, spesso lavora anche molto, ma tutto è esteriorità. “Prima l’anima”, diceva il Cottolengo. Chi non ha vita interiore ha molte cose da dire e da fare, ma non pensa all’anima, ha sempre voglia di essere prima tra le altre. Chi ha la vita interiore ama molto il nascondimento, sta buona ed esercita le virtù del cuore, il fervore interno. La vita interiore produce vere virtù interne e fa [acquistare] meriti veri. Maria è il modello delle anime interiori. Non vale amare solo le cose esterne, talvolta anche l’apostolato è tentazione, ma il Signore provvede, e l’essere molto esteriori non ci fa fare alcun merito. Chi invece ha la vita interiore è forte nell’occasione, non si lascia attirare, accetta qualunque obbedienza, è paziente. [Queste anime] che occhiate danno alle immagini della Madonna! Progrediscono, ottengono presso Dio, sono semplici, rette, tutto per loro è [occasione di] merito nelle ventiquattro ore del giorno, la maggior parte dei meriti li acquistano con la pazienza. La bontà nelle anime di vita interiore non si conosce subito, ma si manifesta poi. Le piante sembrano secche, ma poi si rivestono di foglie, ed è allora che si conoscono le secche dalle fruttifere: chi ha la vita interiore porta molti frutti e li aumenta sempre. Ci si accorge all’esterno di chi mangia e digerisce bene, e ha energia, [mentre] chi digerisce male impallidisce, ha poca forza. Chi ha vita interiore, che bei propositi fa! Scrive le prediche e fa sempre bene i propositi. Nella meditazione si riconosce se c’è vita interiore, se si fanno i propositi e si ricordano, e i nostri propositi ne sono un’applicazione. Con tanta carta che continuamente maneggiamo, non ne troviamo un pezzo per notare i nostri affari di coscienza? Nel giorno del giudizio che vergogna proverà l’anima che ha peccato! Tutto passa, solo la vita interiore rimane. Il solo apparire, accomodare, è astuzia umana che fa colpo, ma passa. La vita interiore invece è fatta di propositi, di esami, di amore al catechismo, all’istruzione religiosa, alla meditazione, alla Messa, ecc. Anche chi ha poca intelligenza può intendere il senso della vita interiore. L’anima ha bisogno di una persona che la guidi e la formi. Io temo molto l’esteriorità perché è un inganno. S. Bernardo diceva al Papa: “Tutte le tue occupazioni come Papa meriterebbero di essere maledette, se tu non facessi l’esame, la Visita, ecc...”. Il vostro padre [S. Paolo] prima è vaso di elezione e poi dottore. Se volete che Dio si prenda cura delle vostre cose esterne, cercate prima il regno di Dio, abbiate cura di voi stesse, badate prima di tutto alla vostra anima. Spesso l’anima ha fame e sete, stenta, è tisicuccia, e non la si cura. Per essere esaudite, esaminiamoci, e affidiamo a Maria i nostri propositi. Fatevi sante, state raccolte, buone, che Gesù trovi nella casa nuova un giardino di gigli, di rose, di viole.

Beato Giacomo Alberione

 

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