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DONNE DAL CIELO

 

 


Estate, tempo di vacanze, di letture e di incontri, perchè allora non approfittare di questo “tempo benedetto” per incontrare, nella lettura, alcune figure di donne che hanno saputo compiere il viaggio più avventuroso che si possa intraprendere: quello dell’interiorità, alla ricerca del senso più vero dell’esistenza?
Paola Barni e Anna Ferrari, autrici di Donne dal cielo, edizioni Marietti, ci presentano in modo sintetico ma profondo, il ritratto di donne eccezionali, che, in modi diversi, hanno saputo dare, con le opere e con la vita, una personale interpretazione dell’Altro, dello spirituale, della bellezza.
La prima parte è dedicata alle mistiche come le sante Teresa d’Avila e di Lisieux, santa Ilde-garda, santa Gemma Galgani e Edith Stein, donne che hanno avuto un rapporto particolare con il Divino, senza per questo estraniarsi dai problemi di tutti i giorni, dai bisogni del prossimo.
Tra le mistiche troviamo anche Margherita Porete accusata di eresia e bruciata al rogo il primo giugno 1310, eppure il suo pensiero è circolato segretamente in decine di monasteri e confraternite, dal Medioevo fino ai nostri giorni.

Il secondo capitolo, “La bellezza del mondo”, è una breve galleria di ritratti dedicati a scrittrici, poetesse, saggiste, donne che hanno trovato nella letteratura la propria ragione di vita e hanno saputo spendere tutto in nome di questa missione. Emily Dickinson, Antonia Pozzi, Virginia Woolf, Jane Austen e se non tutte sono animate da uno spirito manifestamente religioso, tutte infondono di moralità le loro opere. Moralità che è prendere posizione e dare vita alla propria interpretazione del mondo, spendersi in prima persona per esprimere ciò che una sensibilità rara dettava loro.
L’ultima parte del libro è dedicata alle “Donne nel mondo”, donne che hanno fatto della loro vita un servizio, Madre Teresa, Giovanna d’Arco, Veronica Guerin, Annalena Tonelli, Hanna Arendt. Donne che hanno agito, costruito e lavorato per dar voce alla speranza di poter erigere, mattone dopo mattone, edifici di pace, di amore, di giustizia. Esse ci invitano a contrastare la dilagante tendenza al nichilismo disperante dell’uomo moderno, a mettere amore e attenzione nei piccoli gesti quotidiani, con le persone reali che ci stanno accanto, in una dimensione di dialogo e reciprocità, ma anche di fermezza.
Queste donne ci ricordano che dobbiamo essere “nel mondo ma non del mondo”, per servire l’Altro attraverso il rispetto e l’amore per gli altri, nella fedeltà alla propria missione di vita che sempre ci nobilita e ci rende uniche ed irripetibili.

Rosaria G.

 

 

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