Non potevamo certo concludere questo anno, dalla connotazione “sociale” per noi annunziatine, senza considerare e parlare della nostra, “cara e tenera Madre Maria”. A noi cara, perché sappiamo di poterle sempre affidare la vita e le nostre fatiche apostoliche? Certamente sì! Perché nella preghiera e sotto il suo manto possiamo trovare consolazione nelle prove e nelle delusioni? Anche! Ma, cara, soprattutto perché ancora una volta, nell’approssimarsi del Santo Natale, troveremo Gesù come lo trovarono i pastori e i Magi: tra le braccia di Maria. Donna di confine tra il Primo e il Nuovo Testamento, scelta e annunciata fin dalla fondazione del mondo per un compito unico nella storia della salvezza. A lei viene affidato il Figlio di Dio.
Mons. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, nel libro “Maria la Donna”, edito da Cantagalli, offre spunti di riflessione sui misteri della vita di Maria. Il libro è nato dal desiderio di approfondire la sua personale esperienza di affidamento alla Vergine, a lui consigliato fin da giovane, e che ora, a sua volta, raccomanda soprattutto ai giovani, come autentica consolazione d’amore.
Nel testo vengono via via approfondite la fede e la disponibilità di Maria, la grandezza e l’umiltà, le virtù familiari e la sua fedeltà fino alla compassione ai piedi della Croce. Assunta al cielo è partecipe del destino del Figlio e anticipo di quel che sarà il nostro.
La tenerezza materna con cui Maria non ha mai cessato, lungo la storia, di sostenere il suo popolo, l’ha condotta a visitare in modo speciale i suoi figli in tanti luoghi del mondo. Lourdes è certo uno dei più suggestivi e dei più frequentati. |
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