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IL PELLEGRINAGGIO A LOURDES

 

Non vedevo l’ora di partire per Lourdes, mi sembrava un sogno poterci andare! Dopo un periodo difficile della mia vita, avere l’occasione di partecipare a questo pellegrinaggio è stato veramente un grande dono per me; era la prima volta che ci andavo con le sorelle e proprio nel 50° di fondazione del nostro Istituto. Sono voluta partire nonostante un problema alle ginocchia che mi limita nel camminare.
Sono partita da casa il 31 ottobre in treno per Roma. Ho portato con me la valigia, uno zaino e nel cuore tanta gioia e gratitudine e anche il timore di non essere capace di vivere pienamente questi giorni di grazia. Non avrei voluto perdere o sprecare nulla. Portavo anche un sacco di intercessioni e suppliche da fare alla Madonna da parte della mia famiglia, degli amici, dei conoscenti.
Sul treno ho ricevuto la telefonata di una sorella (Anna Maria G.) che mi diceva che sarebbe stata ad attendermi alla stazione al mio arrivo. La gioia di incontrarla aveva superato tutta la stanchezza del viaggio. Entrando al pensionato, dove il nostro gruppo ha passato la notte, abbiamo incontrato Don Vito che aveva appena finito di parlare alle sorelle presenti e ci ha detto in breve ciò che aveva comunicato loro. Il nostro pellegrinaggio iniziava già quella sera: sulle orme di Bernadette dovevamo preparare il nostro cuore all’incontro con Maria.
Sabato 1 novembre alle 8.00 siamo partite dal pensionato per trovarci a Fiumicino con gli altri pellegrini dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Alle 11.15 siamo partiti e due ore dopo eravamo a Lourdes, dove c’era un bel sole tiepido ad accoglierci. Noi Annunziatine eravamo 40, comprese le giovani, 9 in tutto, che hanno partecipato con l’Istituto e avevamo tutte la sciarpa dell’Anno Paolino, come segno di appartenenza alla Famiglia Paolina.

Il pomeriggio abbiamo avuto la S. Messa nella Basilica dell’Immacolata detta anche Basilica Superiore e la visita alla Grotta per la via di Bernadette, poi la processione con le fiaccole, appuntamento serale che riunisce in preghiera tutti i pellegrini presenti a Lourdes.
Sul piazzale davanti alle tre Basiliche c’è la statua dell’Immacolata Incoronata. Ogni volta passandole davanti, qualcosa nel cuore mi faceva fermare lì ai suoi piedi a contemplare in silenzio la dolcissima Mamma e ogni volta era come ricevere una carezza da Lei. Davanti a Lei mi è venuto in mente il pellegrinaggio dell’anno scorso insieme al mio papà, ammalato, che è mancato 6 mesi fa; quando lo portavo in giro sulla sedia a rotelle c’erano due tappe d’obbligo: l’Incoronata e la Grotta. Era così fiero e grato di essere figlio della “sua Madonnina!”; diceva di essere un figlio ammalato, debole, ormai inutile per la società e quindi prediletto dalla Madre. Ho dovuto mettere un freno ai ricordi e, dicendo solo: “Grazie Mamma”, sono andata alla S. Messa. Ero un po’ stordita dall’atmosfera del luogo, dalla meraviglia per ciò che rappresenta e delle opportunità di conversione e grazia che vengono offerte a ciascuno. Alla Grotta poi c’era un qualcosa che mi attirava e bloccava e questo è successo tutte le volte che ci sono passata davanti. Dopo la visita all’interno mi sono seduta per un po’ su una delle panchine di fronte alla Grotta. Mi sono venuti in mente di nuovo i miei genitori, quanto amassero Gesù e la Madonna, come avessero da sempre insegnato a noi figli ad amare Gesù e Maria, quanto noi 10 figli fossimo stati fortunati ad avere dei genitori così ed anche quanto io avessi usato male e sprecato tanto di tutto il bene ricevuto. Non sono riuscita a trattenere le lacrime e proprio allora mi si è avvicinata una sorella (Anna Maria G.) che, conoscendomi, aveva intuito i miei pensieri e mi ha donato il suo abbraccio per sfogare liberamente il mio pianto. Siamo rimaste lì insieme in silenzio di fronte a Maria per un lungo momento; mi sono sentita consolata, capita e prima di rientrare per cena sono riuscita a dirle solo: “Mamma cara, grazie!”.

Non ero sempre in piena forma a causa delle ginocchia, ma senza bisogno di chiederlo trovavo sempre una sorella accanto ad aiutarmi e così è stato anche in altri momenti particolari per me. Il primo giorno c’è stato qualche momento in cui ho avuto difficoltà sempre a causa delle ginocchia, così per spostarmi più tranquillamente, almeno per le funzioni più lunghe, mi hanno proposto di usare una sedia a rotelle. All’inizio non ero molto entusiasta della cosa perché non era facile per me accettare sia la sedia a rotelle che l’aiuto delle sorelle, mi sembrava essere umiliante per me e troppo faticoso per loro. Questo credo sia stata un po’ la mia parte di offerta, di purificazione e anche di tanta gioia perché ho sentito le sorelle veramente sorelle.
Domenica 2 novembre al mattino abbiamo avuto la S. Messa alla Grotta e poi c’è stato il ‘percorso giubilare’ a cui purtroppo non sono riuscita a partecipare fisicamente. è piovuto tantissimo tutta la mattinata e, chi più chi meno, ci siamo prese una bella lavata... una bella purificazione dal cielo, no? Dopo un pranzo veloce sono andata con una sorella (Mirella) alle piscine. Era la prima volta che ci andavo ed è stata un’esperienza unica e bellissima. Sono sicura che qui la Madonna si rivela, parla, consola, consiglia ognuno secondo la sua necessità.
Prima della cena, in una sala dell’albergo, abbiamo avuto un incontro solo noi Annunziatine con Don Vito. Egli ha tirato un po’ le fila dei due giorni passati e ci ha dato alcuni pensieri che ci hanno aiutato a pregare, a ringraziare, a meditare, ad ascoltare in silenzio. Ci ha invitato a trovare momenti di solitudine con Maria, a stare in ascolto, a dare la possibilità alla Madonna di parlarci, a sentire le sue proposte; a ringraziare Dio che si è rivelato attraverso Maria, a pregare per i fratelli, per i peccatori, per chi è lontano. Poi ha sottolineato che pregare il Rosario è stare con Maria per contemplare insieme a Lei Gesù, ed è anche comunione, serenità, gioia, pace insieme a Maria; infine ha ricordato come la Madonna avesse chiesto a Bernadette di bere alla fonte, di lavarsi, di baciare la terra...: “Se c’è fede Maria ci benedirà; Lei ascolta la nostra preghiera a suo tempo”.

La giornata successiva è iniziata con la Liturgia Penitenziale nella Basilica dell’Immacolata seguita poi dalla Via Crucis sulla collinetta; al rientro alla Basilica i nostri sacerdoti si sono messi a disposizione per le Confessioni. Ho sentito che non doveva essere solo un elenco di colpe, mancanze, omissioni, infedeltà come è successo tante volte... Nell’attesa ho aperto il libretto del pellegrinaggio alla pagina dell’esame di coscienza e al primo punto ho letto: quale posto ha Dio veramente nella nostra vita? Mi sono fermata qui. Ho sentito forte dentro di me che questo era ciò che mancava nella mia vita. Ciò che dovevo fare da subito, con assoluta priorità, era mettere Dio veramente al primo posto nella mia vita. Ho avuto la certezza che questo fosse il motivo per cui il Signore mi aveva fatta arrivare a Lourdes: arrivare a Lui passando dal Cuore di Maria. Sapevo che non avrei risolto tutti i miei problemi, i malanni, i guai e sarei rimasta sempre coi miei limiti, paure, difetti ed il mio caratterino, ma con Dio veramente al primo posto nella mia vita, tutto avrebbe avuto un altro senso, tutto si sarebbe messo nella giusta dimensione anche se tante volte non lo avrei capito. Sono riuscita a confessarmi con una grande gioia e mi sono sentita libera. Quella libertà che può venire solo da Gesù, da Lui che non si lascia mai vincere in misericordia e amore! E mi è uscito solo: “Grazie, grazie, grazie all’infinito”. Ho sentito il bisogno di ritornare alla Grotta dalla Mamma e mi sono messa di fronte a Lei a continuare il mio grazie.
Dopo cena, c’è stato un momento speciale per il nostro gruppo di Annunziatine accompagnate da Don Vito: con le fiaccole accese siamo andate tutte assieme alla Grotta, abbiamo fatto l’Atto di Consacrazione a Gesù e Maria, abbiamo recitato il S. Rosario, abbiamo cantato insieme e tutto quasi sottovoce per non disturbare gli altri pellegrini in preghiera. Nonostante ci fosse un’aria fredda, quella sera si era creata un’atmosfera bellissima; i nostri cuori avevano un calore che nemmeno il fuoco o il sole avrebbero potuto darci e che veniva da quella Grotta, dalla Madre Dolcissima. Calore che ci ha fatto sentire più unite nella preghiera e nella nostra preziosa vocazione di Annunziatine, calore che ci dava una marcia in più, calore da portare alle nostre sorelle, alle nostre famiglie, agli amici, ora che il pellegrinaggio si stava concludendo.

Anna Maria B

 

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