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LA SECONDA CHIAMATA.
IL CORAGGIO DELLA FRAGILITÀ

 

 


Ogni volta che siamo invitate a ricordare il momento unico ed elettrizzante della nostra vocazione, emergono in noi sentimenti di gioia ed emozione unitamente alla gratitudine per le innumerevoli grazie con cui il Signore ha costellato il nostro cammino. Capita poi, senza sapere il come e il perché, che quella strada si fa ripida, i passi incerti, il respiro affannato: l’esperienza della nostra e altrui fragilità, mette a dura prova tutti gli slanci e i nostri buoni propositi.
È il momento di fare i conti con il tempo che passa, di prender coscienza dei cambiamenti interni ed esterni, di accettare i problemi della vita senza lasciarsene travolgere. Nel libro che proponiamo per questo mese, della editrice Monti: La Seconda Chiamata. Il coraggio della fragilità, voci diverse e insieme complementari, propongono riflessioni ed esperienze che possono nutrire il coraggio nell’affrontare le complesse sfide della vita e della vocazione personale. Segnaliamo alcuni tra i validissimi autori che hanno dato il loro contributo a questo testo.
Il Cardinal Martini considera le prove del nostro tempo guardando alla finestra di santa Teresa di Lisieux e richiama le metafore con cui la santa della piccola via descriveva la sua crisi di fede e di speranza: “Nelle tenebre fitte che oscurano l’anima, immersa in una bruma spessa che impedisce di vedere il panorama e di orientarsi...
Non credo più alla vita eterna, mi sembra che dopo questa vita mortale non vi sia più nulla. Tutto è scomparso in me. Resta solo l’amore”. La sua testimonianza aiuta il consacrato, e il cristiano, nel vivere positivamente la prova della fede ridimensionando emozioni e sensazioni, a favore del primato certo della carità.


È nella preghiera fedele, ci ricorda Manicardi, monaco della Comunità di Bose, che si superano le insidie dei fallimenti, la tentazione di vivere degli esiti della pastorale, l’ansia logorante per il futuro. Nella preghiera fedele si diviene sempre più capaci di comunione e di intercessione.
Un altro prezioso contributo ci viene da René Voillaume, egli parla di una seconda chiamata, che è il ritrovamento della prima ed unica vocazione, ma ad un livello di maturità maggiore, passando attraverso il crogiuolo di molte vicende, distese negli anni spesi in missione.
Nella seconda chiamata ci viene chiesto di “portare” la nostra crescita , di parteciparvi con tutto quel che siamo, di non temere la lotta e soprattutto di non considerarla sbagliata, sorrette dalla certezza che “niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù”.
Ed è sempre l’apostolo Paolo ad interpretare la debolezza come spazio apostolico privilegiato in cui lasciar manifestare la potenza straordinaria del Signore Risorto. Il Signore ci conceda la grazia di poter riconoscere ed esclamare: “quando sono debole è allora che sono forte!”.


Rosaria G.


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