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IL CUORE DI GESÙ

 

Riportiamo di seguito quattro meditazioni di don Alberione tratte dal testo Brevi Meditazioniper ogni giorno dell’anno, volume unico pag. 348-351, nelle quali egli parla del Cuore di Gesù. Essere devoti al Cuore di Gesù non significa ridursi ad una semplice e pia pratica di pietà; amare questo Cuore significa conformarsi ad esso amando ciò che esso ama.

Chi predilige il Cuore di Gesù

1. Il Cuore di Gesù dichiarò a S. Margherita Alacoque di prediligere fra tutte tre classi di anime: a) Chi è più umile e più si abbassa. Umile innanzi a Dio. In tutte le cose l’umile cerca Dio solo, come Sommo e solo Bene. In ogni disposizione piacevole o contraria l’umile si sottomette interamente al Signore. Umile innanzi agli uomini. Egli non disprezza alcuno sia pur difettoso, ignorante, povero: né nel parlare, né nei sentimenti interni, né nel tratto e comportamento. Umile innanzi a se stesso. Si abbassa per le sue colpe, riconosce i suoi difetti, apprezza i meriti, le buone qualità, l’autorità degli altri. Volentieri si mette all’ultimo posto; gode di non essere apprezzato; sfugge le lodi; ma è pronto a qualsiasi impresa se Dio la richiede. Gesù era umilissimo: ama le anime simili a Sé. b) Chi è più spogliato di tutto e ama la povertà. Il vero povero, secondo lo spirito, è contento della malattia,

della desolazione spirituale, delle privazioni nel cibo, nel vestito, nell’abitazione. Così Gesù nacque in una grotta, lavorò tutta la vita; nel ministero pubblico viveva di offerte, fu l’obbrobrio degli uomini, il disprezzato dalla plebe, spogliato degli abiti, abbeverato di mirra ed aceto. Le anime predilette da Gesù vengono condotte dal Maestro nella stessa Sua via. 2. c) Chi è più mortificato. Quando l’anima è morta a se stessa ed a ogni gusto, entra nell’intimità di Dio. Mortifica la memoria per non ricordare il male; la fantasia che non divaghi stoltamente; l’intelligenza che applica alle cose degne e di volontà di Dio; i suoi sensi esterni con tutto il corpo, moderando il cibo e il riposo. Chi ama Gesù Crocifisso, acquista come S. Gemma Galgani, S. Francesco d’Assisi, S. Paolo Apostolo un grande desiderio di rassomigliarGli. d) Gesù predilige l’obbediente. Questi con semplicità ed amore accetta quanto è disposto nelle cose piccole e nelle cose grandi. Non giudica, non cerca di sfuggire alle disposizioni. Rassomiglia a Gesù che si fece obbediente sino alla morte: e Gesù può disporre di lui secondo il Suo volere.
Esame – Entro in una categoria di queste anime predilette dal Cuore di Gesù? Le umili? Le povere? Le mortificate? Le obbedienti?
Proposito – Voglio studiare i gusti di Gesù e incontrare le Sue preferenze.

Preghiera – Maestro Divino, insegnatemi e attiratemi nella via delle Vostre predilezioni. Fate che io impari la Vostra umiltà; che io ami e cerchi la povertà; che mi mortifichi interiormente ed esternamente, che io ami in tutto la Vostra volontà.
Voi abbiate pietà di me! Voi potete infondermi i Vostri gusti e le Vostre preferenze. Abbiate misericordia della povera anima mia.


Il Cuore di Gesù mi ama!

1. Dice S. Paolo: “Vivo nella fede del Figlio di Dio, il quale mi amò” (Gal 2,20). Egli è il grande nostro Dio santo, potente, bello, sapiente.
Eppure mi ha amato; e mi ama più di tutte le creature, anche più della SS.ma Vergine. Quale grazia, quale onore, quale gioia! Amò me: Tanto piccolo; come una goccia d’acqua sperduta nel mare, così io tra tanti miliardi di uomini, di Angeli, di creature.
Sono il nulla; e come una goccia di rugiada su una foglia, svapora innanzi al primo raggio di sole. Tanto peccatore; piccolo e così ostinato peccatore; che ancora non cesso di disgustare e ribellarmi al mio Dio. Sono come un tumore da cui scaturisce marciume. Tanto cattivo; ero eletto ad una missione. Dio aveva dei disegni su di me; ed io li ho tante volte distrutti. Poteva rigettarmi e colpirmi; ma fu longanime ed ancora in questo momento mi invita al Suo Cuore: “Venite a me”.
2. Mi amò generosamente: moltiplicando i Suoi benefici; quasi sfidando la mia ostinazione nel peccare con una maggiore ostinazione a guadagnarmi con il Suo amore. Mi amò seriamente: “Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi”. Mi amò nonostante la mia pigrizia, freddezza, sporcizia morale. Mi amò generosamente: quale vantaggio poteva avere dal mio amore?
Eppure “Mi amò e diede la vita per me”. Mi amò e mi arricchì: è un grande onore essere amati, non da un grande, ma da Gesù Uomo
Dio! Sono tanto onorato quanto sono dal Figlio di Dio amato. È fortuna immensa: poiché Gesù dà ai Suoi amici tesori di sapienza celeste; fortezza in ogni difficoltà ed impresa; grazie e meriti per il Paradiso, eterno bene. È felicità: poiché i santi anche se poveri, infermi, disprezzati, erano pieni di gioia e mai avrebbero cambiato il loro stato con i ricchi, i potenti, i grandi della terra.
Esame – Amo come sono amato? Godo di essere da Gesù amato? Dimostro praticamente di amarLo? Con generosità? Con perseveranza?
Con umiltà? Proposito – Io voglio attingere tutto dalla fonte del Salvatore: qui solo, sempre e tutta la gioia.

Preghiera – Amabilissimo Cuore di Gesù, il mio cuore non è più degno di Voi; troppe altre cose io ho amate. Sento tanta pena e vergogna nell’offrirVi un cuore così misero, superbo, freddo.
Ma confido in Voi, e credo al Vostro amore. Accettate dunque, nel Vostro amore, il desiderio che ho di amarVi e di consacrarVi il resto dei miei giorni; e tutti i palpiti che ancora potrà dare il mio cuore.


Simboli del Cuore di Gesù

1. Gesù alla Sua confidente S. Margherita M. Alacoque mostrò il Suo Cuore. Mostrò un Cuore di carne. Un cuore vivo ed unito ipostaticamente al Verbo Divino, non un cuore morto.
Un cuore non semplicemente umano; ma il più santo, il più umile, il più pio. Un cuore il più bello, il più nobile, il più amabile. Un cuore di Sacerdote, di Maestro, di Re, di fratello.
Mostrò un cuore sormontato da fiamme. Indicano l’amore e lo zelo di Gesù. Amore accesissimo verso il Padre, amore accesissimo verso le
anime. Dall’amore nasce lo zelo, dall’amore vien nutrito lo zelo; lo zelo si spegne quando cessa l’amore.
Dice S. Agostino: “Chi non ama non zela”.
2. Mostrò un cuore circondato da una corona di spine. Queste indicano i peccati veniali, le negligenze, le freddezze, lo spirito mondano, le trasgressioni dei doveri quotidiani, le irriverenze al SS. Sacramento. Vi sono anime che offrono a Gesù fiori di virtù; e vi sono anime che Gli presentano molte spine acute; che Lo feriscono profondamente.
Mostrò una ferita aperta dalla lancia. Indica il peccato mortale che come una lanciata violenta aprendo il cuore darebbe la morte. I peccatori moltiplicano sacrilegi, bestemmie, disonestà, furti; non riflettono che questo è un crocifiggere nuovamente Gesù: “rursum crucifigentes Christum Iesum” [crocifiggono di nuovo Cristo Gesù, cfr. Eb 6,6]. Riparare, evitare il peccato; zelare e predicare la lotta al peccato.
3. Mostrò la croce, da cui era sormontato. Essa è il gran segno dell’amore di Gesù per noi. “Ci amò ed amò morire per noi”. Soprattutto
nel crocifisso vi è la speranza; vi è la salute, vi è la vita, vi è la risurrezione.
Tutti i nostri meriti, tutta la grazia, tutta la fiducia nostra dalla croce e per la croce. Essa è il gran prezzo della Redenzione.
Esame – Innanzi a questo Cuore Divino mi interrogo: il mio cuore assomiglia al Cuore di Gesù? Ho ancora trafitto questo Cuore con quotidiane e volontarie vanità? Ho riparato i peccati? ed ho evitato l’offesa a Dio?
Proposito – Mi riposerò spesso in questo Cuore, come in un asilo sicuro dalle tempeste e dagli inganni.

Preghiera – Sacro Cuore di Gesù, io credo al Vostro amore. Sacro Cuore di Gesù, confido in Voi. Voi, o Gesù, avete presentato agli uomini il Vostro Cuore. Voglio offrirVi il mio, tutto il mio. Voglio darVi non un cuore freddo, ma un cuore acceso d’amore. Non un cuore dissipato; ma un cuore pio e raccolto. Non un cuore morto; ma un cuore vivo ed operante. Non un cuore superbo e vanitoso; ma un cuore umile e generoso. Voi me lo chiedete: “Fili mi, praebe mihi cor tuum” [Figlio mio, donami il tuo cuore]. Ed eccolo tutto, per sempre.

Amare il Cuore di Gesù

1. È via semplicissima, facilissima e brevissima per arrivare alla santità. Non occorre che sia sensibile questo amore; ma che sia pratico. L’amore al Cuore di Gesù distrugge in noi ogni affetto disordinato a cose od a persone; e suscita orrore per tutto quello che dispiace al
Signore. Il minimo peccato appare come il più grave male. Questo amore porta a compiere quanto desidera Gesù: fosse pure una cosa piccola; ed a compierla con diligenza, gioia, prontezza.
Questo amore eccita il desiderio di mortificarsi, di far penitenza, di compiere cose grandi per il Signore. Questo amore dispone alla preghiera, prepara le belle vocazioni, riempie l’anima di gioia anche nelle tribolazioni. Questo amore suscita gli apostoli, gli eroismi, il più vivo desiderio del Paradiso. Caccia i timori e le diffidenze.
2. L’amore a Gesù è una pianta che per crescere ha bisogno di clima ed alimenti adatti. Richiede mortificazioni. Il cuore nostro deve
preferire Dio a tutto: Dio è il Sommo bene. Non si può amare il Signore e nello stesso tempo amare ciò che a Lui dispiace. E quanto più il
cuore ama Dio, tanto più prova e gode di Lui, e si distacca da tutto ciò che non è Dio, né la Sua volontà.
Mortificare la curiosità per quanto non occorre sapere; mortificare gli occhi perché il cuore non venga guadagnato dalle vanità; mortificare
la lingua, udito, tatto; mortificare i sentimenti vani e sensuali; mortificare l’ira, l’invidia, l’orgoglio. La mondanità poco a poco spegne l’amor di Dio. Inoltre richiede raccoglimento: una santa solitudine per il cuore nostro. Riduce i desideri sino a cercare Dio solo ed il Suo santo
volere. Il raccoglimento porta a meditare, a pregare, a concentrarsi nei doveri quotidiani, che sono la volontà di Dio sopra di noi. Allora si
ama Dio, e da Dio si è amati.
Esame – Ascolto l’invito di Gesù. “Venite a me tutti quanti vi affaticate e siete afflitti: io vi ristoro e vi conforto”?. Dai frutti si conosce la
pianta: trovo io in me i frutti di un vero amore?
Proposito – Conserverò un abituale raccoglimento; e mortificherò il mio cuore nei suoi desideri.

Preghiera – Cuore Divino di Gesù, infiammate l’anima mia del Vostro santo amore. Esso è Vostro dono; ed io non cerco altro. Voi siete tutto il mio bene. Voi siete la mia pace e la mia fiducia, il mio sicuro rifugio. Fate che anche di me si possa dire: non è trattenuto da altre cose. Dà tutto, e nulla cerca fuori che Dio: in Dio riposa, in Dio è ricco, in Dio solamente vola, corre, esulta, è libero, è felice.

Beato Giacomo Alberione

 

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