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MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

 

La storia


La Madonna, dopo l’Assunzione al cielo, fu innalzata da Dio alla sublime dignità di Regina. Maria è veramente la Regina, la Sovrana del Paradiso e della terra. Da molti secoli i cristiani si onorano di invocarla Regina degli Angeli e dei Santi, Regina degli uomini e dell’Universo. La Madonna è stata innalzata a tanta gloria per la sua umiltà. Dinanzi a Maria – dice San Bonaventura – si inchinano le creature celesti, terrestri e infernali. Sulla terra  Maria fu la più umile delle creature, “la serva del Signore”, ora nel cielo regna di ineguagliabile gloria al di sopra di tutte.
Il titolo di Regina è dovuto a Maria Santissima per la sua dignità di Madre di Dio, Madre di Cristo Re. Se Gesù, in quanto Dio, è Re e Signore dell’Universo, anche la Madre di Lui, poiché partecipa pienamente dei diritti regali del Figlio, è Regina e Sovrana dell’universo.
Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura Maria Santissima viene preannunciata come la “Donna” vittoriosa che schiaccerà per sempre la testa del nemico infernale: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe:questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gen 3,15). La Madonna è la gloriosa Regina che il Profeta vide avanzare “fulgida come il sole, bella come la luna, terribile come schiere e vessilli spiegati” (Ct 6,10); è la “Donna” splendente che l’Evangelista Giovanni vide apparire nel cielo “vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1).
Fin dai primi secoli della Chiesa cattolica il popolo cristiano ha sempre creduto e venerato la Madonna come Regina del cielo. Gli antichi scrittori, fecero a gara nell’esaltare Maria “Vergine Augusta e Padrona, Regina, Signora” (S. Efrem). Sant’Andrea di Creta chiama la Madonna “Regina di tutti gli uomini, si trova al di sopra di tutte le cose”. Sant’Alfonso scrive: “Poiché la Vergine fu esaltata ad essere la Madre del Re dei re, con giusta ragione la Chiesa la onora col titolo di Regina”. Anche la Liturgia, nel corso dei secoli, ha innalzato a Maria Regina dolcissime preghiere: “Salve, Regina”, “Regina del cielo, rallegrati, alleluia”.

 


I Sommi Pontefici approvarono e incoraggiarono sempre la devozione del popolo cristiano verso la celeste Madre e Regina. Già nel secolo VII San Martino I chiamò la Madonna “nostra Signora gloriosa” e Gregorio II: “Signora di tutti i cristiani”. Benedetto XIV chiama Maria “Regina del cielo e della terra”. Spinto dalle numerose testimonianze dei Santi Padri, dei Teologi, dei Papi e dalla devozione del popolo cristiano, Pio XII istituì nel 1955, in forma solenne, “la festa di Maria Regina, da celebrarsi in tutto il mondo” (Enc. Ad coeli Reginam).

Il latino “regina”, come rex, deriva da regere, cioè reggere, governare, dominare. Dal punto di vista umano è difficile attribuire a Maria il ruolo di dominatrice, lei che si è proclamata la serva del Signore e ha trascorso tutta la vita nel più umile nascondimento. Luca, negli Atti degli Apostoli, colloca Maria in mezzo agli Undici, dopo l’Ascensione, raccolta con essi in preghiera; ma non è lei che impartisce ordini, bensì Pietro. E tuttavia proprio in quella circostanza, ella costituisce l’anello di congiunzione che tiene uniti al Risorto quegli uomini, non ancora irrobustiti dai doni dello Spirito Santo.
Tutti i cristiani vedono e venerano in lei la sovrabbondante generosità dell’amore divino, che l’ha colmata di ogni bene. Ma ella distribuisce regalmente e maternamente quanto ha ricevuto dal Re; protegge con la sua potenza i figli acquisiti in virtù della sua corredenzione e li rallegra con i suoi doni; poiché il Re ha disposto che ogni grazia passi per le sue mani di munifica regina. Maria è stata coronata col duplice diadema della verginità e della maternità divina:”Lo Spirito Santo verrà su di te e la virtù dell’Altissimo ti adombrerà. Per questo il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio”.
La liturgia ci invita a festeggiare Maria con il titolo di Regina il 22 Agosto e come Regina degli Apostoli il sabato prima della solennità di Pentecoste, proprio ad indicare che è stata la Madre di Gesù a custodire la chiesa nascente dal venerdì santo a giorno di Pentecoste, diventando così la Madre della Chiesa.

Maria Regina degli Apostoli

Ci lasciamo guidare da don Alberione nel comprendere perché Maria è Regina, ed in particolare perché Regina degli Apostoli, come ci ha spiegato nel libro dal titolo “Regina degli Apostoli”.
Secondo il Fondatore “Il titolo Regina Apostolorum sta a capo di tutti i titoli. […] Anzi, si può dire che conviene meditare con attenzione, per non pensare quasi ad un errore: tutto quello che ebbe Maria, fu per diventare apostola. La stessa maternità la ebbe per darci Gesù: è il suo apostolato. Per darci Gesù, non solo come quando ella lo presentò ai pastori e ai magi, ma per continuare a darlo a tutti gli uomini, poiché il Figlio di Dio incarnato l’ha costituita mediatrice e distributrice della grazia, quindi della salvezza”.
La devozione alla Regina degli Apostoli non è una novità introdotta dal Primo Maestro, egli ribadisce: “non siamo della gente che inventa una devozione, ma ritorniamo alle origini del Cristianesimo; così, come quando divulghiamo il Vangelo, non facciamo una novità, perché questo è stato l’ufficio degli Apostoli – e continua – Maria è la Regina degli Apostoli per tre motivi: Ella ha e compie tutto quello che hanno e compiono e compiranno tutti gli apostoli insieme. Di più: ha e compie un apostolato che eccede e supera tutti gli apostolati insieme. Ancora: ha e compie “l’ufficio” di formare, guidare, sostenere e dare frutto e ricompensa a tutti gli apostolati. […] Maria poi è Regina Apostolorum in quanto suscita tutte le vocazioni; in quanto prepara gli animi, le persone a ogni apostolato; in quanto interviene con la sua grazia in tutte le opere di apostolato”.
Avere una Madre, che per divino favore, è potente ed è regina, pone noi, suoi figli, in una condizione molto favorevole. Annota sempre don Alberione: “In quanto Maria è Regina, ciò che appartiene alla Regina è pure dei sudditi. Un popolo è tanto più potente quanto più lo è il sovrano. Fortunati noi che abbiamo una Regina così grande: “alta più che creatura”; i suoi beni ed i suoi poteri sono tutti per noi: ella li usa a favore dei sudditi e dei figli. Maria è divenuta la speranza di tutti: del peccatore, dell’infermo, del giusto, del povero, del naufrago: di tutti. Ella è chiamata l’onnipotenza supplichevole”.
Scrive in merito San Pier Damiani: “Quando Maria si presenta al Trono di Dio, non lo fa tanto per supplicare, quanto per esporre la sua volontà: poiché non si appressa come serva, ma come Madre e come Sovrana”. A Maria si fa questa dichiarazione: “Quanto può il Signore per natura, tu lo puoi per grazia”. Un altro scrittore mariano afferma: «Sebbene gli Apostoli per la discesa dello Spirito Santo siano stati illuminati su tutte le verità, tuttavia la Santissima Vergine le comprendeva assai più profondamente. Ella era piena delle divine verità, come della divina grazia, come delle divine virtù. L’Angelo la salutò “piena di grazia”, si congratulò perché il Signore era con lei, cioè Maria era a Lui unita per la carità. Gesù Cristo per lo Spirito Santo insegnò più a Maria che agli Apostoli, e tuttavia ad essi aveva detto: “Egli vi insegnerà tutto, vi suggerirà tutto”».

Il primo Maestro spiegando il nuovo quadro della Regina Apostolorum chiarisce qual è l’apostolato della Madonna: dare Gesù al Padre, agli uomini, al cielo. “Ha dato Gesù Cristo alla terra; in Lei Dio si è magnificato, divenendo anche Uomo e Salvatore degli uomini. Ella, nel nostro quadro, riassume l’idea dell’Eucarestia fatta col suo verginale sangue; offre il frutto suo benedetto, Gesù, lo presenta come tenendo con soavissimo amore un’Ostia vivente, santa, gradita a Dio. Lo ha dato anche al Padre che per Gesù Cristo riceve una gloria nuova, infinita. Mostrò Gesù ai pastori, chiamati i primi alla culla del Salvatore, rappresentando il popolo umile, erede delle divine promesse, che accolse il regno di Dio, con la semplicità del fanciullo.  Mostrò Gesù al popolo gentile, rappresentato dai Magi, venuti alla culla di Betlemme, primizie delle genti che avrebbero un giorno costituito il nerbo della Chiesa Cattolica. […] Mostrò Gesù agli Egiziani, cui lo portò esule, eseguendo altissimi disegni e realizzando le antiche profezie.
Lo mostrò a Nazaret esemplare perfetto di vita privata e di virtù ad ogni uomo ed a ogni secolo; ove lo crebbe in sapienza, età e grazia. Là divenne il Divino Modello in tutte le virtù individuali, domestiche, sociali, religiose, civili. […] Lo mostrò agli Apostoli nelle nozze di Cana ove, facendo sonare l’ora di manifestarsi, intercedendo, fece operare il miracolo della conversione dell’acqua in vino e per essi la fede passò al mondo. Lo mostrò crocifisso, salvezza al mondo intero, sul Calvario, ove l’inferno tremò perché sconfitto: esultarono i giusti dell’antico tempo ai quali il cielo fu aperto; si baciarono in fronte la giustizia e la pace; i tempi nuovi ebbero il sigillo della carità che si immola per l’amato. Lo mostrò al Padre riconsegnandolo al cielo nel giorno dell’Ascensione: il corpo con doti gloriose; le ferite risplendenti; un costato aperto per lasciare sfuggire due raggi d’amore a Dio ed alle anime; sole di gloria per il paradiso, forza onnipotente per tutto attrarre a sé; capo in cui sarebbero incorporate le anime. Diede per la sua preghiera lo “spirito di Gesù” agli Apostoli ed alla Chiesa nascente. Ella ci mostrerà Gesù al nostro ingresso in paradiso: a Lui , a Lei ci prostreremo per baciare le mani da cui tante grazie sono discese a noi”.
Come Maria Regina degli Apostoli, ogni Annunziatina è chiamata a compiere il proprio apostolato, che consiste nel dare Gesù, nel darlo a tutti, senza distinzione; nel diffondere la Sua Parola, il Suo Amore, la Sua Misericordia, senza sosta e con ogni mezzo, crescendo ogni giorno nella certezza che siamo tutti sotto il manto della Madre di Dio e Madre nostra.
Prendendo coscienza dei nostri limiti, delle nostre mancanze e della poca volontà, ma confidando sempre di più in Maria, diciamo con le parole di don Alberione: “Ho dovuto piangere di riconoscenza al Signore d’averci messi sotto la protezione di questa Madre, Maestra, Regina, così bella, così buona, così potente. Ho anche dovuto molto dolermi di avere tanto ritardato a promuovere più popolarmente il culto e la devozione a questo titolo. Almeno, ora, cercheremo far più presto! Ella è la madre di tutte le nostre (vocazioni) e dell’intera nostra vocazione! Stampiamo, diffondiamo; preghiamola! La nostra Madre… Deo gratias! Deo gratias!”.

Claudia P.

Bibliografia:
1) Don Alberione, Maria Regina degli Apostoli
2) Il nuovo quadro della Regina Apostolorum dal “San Paolo”, Bollettino SSP N. 15, Maggio 1935.

 

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