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Il mese di maggio che stiamo vivendo e che la tradizione ha dedicato a Maria, assume quest’anno una connotazione ancora più forte per la ricorrenza del 50° di Fondazione dell’Istituto.
Celebrare un anniversario significa ricordare, ringraziare, magnificare il Signore per le grandi opere che compie quando incontra la disponibilità delle sue creature.
Ogni creatura, per quanto piccola ed insignificante, con la sua stessa esistenza è chiamata a rendere testimonianza della grandezza, della bontà e della santità di Dio.
In questo da sempre Maria è modello per la Chiesa e per ogni credente, tanto che ogni giorno la preghiera si conclude sulle note del Magnificat. Ogni parola di questo “cantico” di Maria è ricca della fede di tutti i credenti, che, di generazione in generazione, l’hanno cantato, pregato, vissuto.
Meditare il magnificat significa trasformare la propria esistenza in preghiera sentendosi coinvolti in prima persona nell’universale storia della salvezza.
Anna Maria Canopi, nel suo libro L’anima mia magnifica il Signore, edizioni Paoline, ci propone una lettura sapienziale del magnificat nello stile della lectio divina.
Il commento spazia con semplicità e naturalezza nella intera Sacra Scrittura, partendo dalle principali figure di donne presenti. Esse testimoniano come, attraverso la debolezza, che si poggia sulla potenza di Dio, possa sbocciare una sorprendente fecondità.
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