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L’ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE !

 

Il mese di maggio che stiamo vivendo e che la tradizione ha dedicato a Maria, assume quest’anno una connotazione ancora più forte per la ricorrenza del 50° di Fondazione dell’Istituto.
Celebrare un anniversario significa ricordare, ringraziare, magnificare il Signore per le grandi opere che compie quando incontra la disponibilità delle sue creature.
Ogni creatura, per quanto piccola ed insignificante, con la sua stessa esistenza è chiamata a rendere testimonianza della grandezza, della bontà e della santità di Dio.
In questo da sempre Maria è modello per la Chiesa e per ogni credente, tanto che ogni giorno la preghiera si conclude sulle note del Magnificat. Ogni parola di questo “cantico” di Maria è ricca della fede di tutti i credenti, che, di generazione in generazione, l’hanno cantato, pregato, vissuto.
Meditare il magnificat significa trasformare la propria esistenza in preghiera sentendosi coinvolti in prima persona nell’universale storia della salvezza.
Anna Maria Canopi, nel suo libro L’anima mia magnifica il Signore, edizioni Paoline, ci propone una lettura sapienziale del magnificat nello stile della lectio divina.
Il commento spazia con semplicità e naturalezza nella intera Sacra Scrittura, partendo dalle principali figure di donne presenti. Esse testimoniano come, attraverso la debolezza, che si poggia sulla potenza di Dio, possa sbocciare una sorprendente fecondità.

Tante volte Israele nella lunga esperienza dell’Alleanza ha potuto constatare che la potenza del suo Dio era una potenza diversa. Una potenza che predilige i deboli, che svela la potenza del suo braccio nella sorprendente forza dell’amore, un amore che si riveste di debolezza, che si nasconde nella povertà.
Gesù Cristo, il Verbo fatto carne, è il vero braccio di Dio, steso dal Padre per radunare e ricondurre a casa i figli ovunque dispersi.
Sotto la mozione dello Spirito Santo, Maria chiama Dio con molti nomi: salvatore, onnipotente, santo, misericordioso... mentre il canto giunge alla conclusione, ecco emergere un nome nuovo che tutti li fonde in unità: Egli è il Dio fedele alle sue promesse.
Il cammino dell’umanità prosegue tra continue cadute, arresti, scoraggiamenti... ma sempre potrà far leva sulla fedeltà di Dio, far pressione sul suo cuore che “è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”.

Rosaria G.

 

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