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I RACCONTI DI PASQUA

 



La storia va dritta per la sua strada, molte volte con passo di belva. Lo sperimentiamo ogni giorno nel tempo che passa veloce, a volte troppo veloce, nell’età che inesorabile avanza.
La storia di Gesù invece viene a noi con passo di sole, egli avanza incontro a ciascuno con il passo dell’amico e del pastore, con passo di luce.
Come il sole, Cristo, ha preso il proprio slancio nel cuore di una notte: quella di Natale, la notte dell’Incarnazione, lo riprende in quella di Pasqua: notte in cui la carne del Verbo indossa una tunica di luce. Nelle nostre chiese e nei nostri cuori presto sentiremo risuonare i racconti evangelici della Risurrezione. Per vivere con ancor più intensità il mistero centrale della nostra fede proponiamo il libro, edito dalle Edizioni Paoline, I racconti di Pasqua.
Quattro autori, biblisti affermati e qualificati, Maggioni-Manzi-Ronchi-Vignolo, commentano le apparizioni del Signore risorto, i fatti avvenuti dopo l’annuncio che, la sera di Pasqua, si udì in Gerusalemme: “Il Signore è veramente risuscitato!”.
Veramente, e non apparentemente, come se fosse reso presente dalla nostalgia del suoi discepoli. Veramente, e non probabilmente, come se si trattasse di un’ipotesi per spiegare l’assenza del corpo nel sepolcro. Veramente, e non simbolicamente, come se la Pasqua fosse metafora del rinnovamento della natura e delle energie del cosmo.

Certo lo scandalo della Risurrezione ha scosso, interpellato, diviso i credenti tanto quanto lo scandalo della croce. Perchè proprio il Crocifisso, quindi un maledetto, uno scomunicato, è stato riscattato con la risurrezione, addirittura in anticipo sul destino di risurrezione universale, che Dio promette a tutti i giusti? Perchè, tra tantissimi morti, proprio solo lui?
Solo Gesù può risorgere come primizia perchè solo in lui si concentrano sinergicamente la fedeltà di Dio e finalmente la nostra, dando scacco matto al peccato e alla morte.
Nelle prime comunità cristiane sorsero altre attese e altri interrogativi riguardo la risurrezione dei morti e il ritorno glorioso del Signore, così fu necessario chiarire e istruire in merito. In modo particolare Paolo alla comunità di Tessalonica stigmatizza l’atteggiamento dei discepoli in tre suggerimenti: 1) ricordare fedelmente quanto Gesù disse: “Quanto al giorno e all’ora neppure il Figlio lo sa, ma solo il Padre”; 2) non lasciarsi rapire il cuore dalle cose mondane, ma dall’amore del Signore; 3) non vivere in modo disimpegnato il presente nell’attesa delle cose future.
Raggiunti dal sole del mattino di Pasqua, tutti siamo invitati a vivere dentro la storia da risorti, da discepoli che sempre “respirano il Cristo”, il Vivente che fa vivere!


Rosaria G.

 

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