Home | Chi siamo | Cosa facciamo | Perché siamo nate | Spiritualità | La nostra storia | Libreria | Fondatore | Famiglia Paolina | Preghiere | Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata | Webmail | Mappa del sito

 

MISSIONE ANCHE TU!

 

Non è mai cosa facile racchiudere in poche righe un libro, un tema o un personaggio, soprattutto quando si tratta, come in questo caso, di un gigante della carità: mons. Tonino Bello. A dire il vero non c’è proprio bisogno di parlarne: sono le sue stesse vibranti parole a risuonare e a renderlo presente, anche a sedici anni dalla sua scomparsa.
Le Edizioni Messaggero Padova hanno ideato una collana, Alfabeti, che raccoglie in tematiche distinte e a lui care, omelie, discorsi e incontri.
Tra i diversi e tutti interessanti titoli, proponiamo Missione anche tu! per cercare di vivere con autenticità questo Ottobre Missionario.
Con vibrante poesia e tenerezza, con coraggio e passione don Tonino invita la Chiesa e ogni credente, a riscoprire la radicalità della missione, obiettivo che non può essere raggiunto attraverso una raccolta, sia pur generosa, di denaro e di mezzi. Non basta l’intensificarsi della preghiera in una Giornata o un mese specifico, perché venga il Regno di Dio. Neppure può bastare l’invio di qualche fratello missionario. è urgente recuperare lo stile di Chiesa Missionaria. Inviata non ad “annunciarsi addosso”, ma a proclamare Cristo morto e risorto a un mondo che non lo conosce o non lo accetta o lo combatte, o, peggio, se ne infischia.
E ancora: la nostra Chiesa è curva su se stessa o si curva sul mondo?
Mons. Tonino attinge dal Magistero della Chiesa (Ad Gentes), e da quello dei vari pontefici (Christifidelis Laici, Evangelii Nuntiandi, Redemptoris Missio).

Altra parte del libro è dedicata al commento dell’icona biblica della Samaritana, indicata come immagine ideale della Chiesa missionaria, considerando i gesti che ella compie dopo l’incontro-dialogo con Gesù: “lasciò la brocca”, “andò in città”, “Disse alla gente: venite a vedere”.
“Consapevoli di tante nostre chiusure e timori, debolezze ed egoismi non possiamo che invocare il soffio dello Spirito sulle nostre vele:
Spirito Santo, donaci il gusto di sentirci estroversi, rivolti verso quel mondo che non è una Chiesa mancata, ma l’oggetto ultimo di quell’incontenibile amore per il quale la Chiesa stessa è stata costituita.
Soffia nelle vele perché lasciati gli ormeggi di questo piccolo mondo antico, un più generoso impegno missionario ci solleciti a partire.
Spalanca i cancelletti dei nostri cenacoli.
Aprici a fiducie ecumeniche”.

Rosaria G.

 

torna su