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I Giubilei
della Famiglia Paolina

 

Album
Il 29 giugno a Roma ho avuto la gioia di festeggiare il mio giubileo, insieme agli altri membri di tutti gli Istituti e le Congregazioni della Famiglia Paolina. Alle 9,30 ci siamo trovati tutti nella sottocripta del Santuario “Regina degli Apostoli” e, dopo aver pregato davanti al corpo del Beato don Alberione, la processione di tutti i giubilari con le lampade accese si è snodata, al seguito del Superiore Generale don Silvio Sassi e dei Concelebranti, fino ad arrivare alla cripta dove è incominciata la Celebrazione Eucaristica. I canti erano guidati dalle Pie Discepole, mentre noi giubilari eravamo seduti intorno alla mensa. Nell’omelia don Silvio Sassi, oltre a prendere in considerazione le letture della solennità dei Santi Pietro e Paolo, si è rivolto ai festeggiati: “Tutti i festeggiati e noi con loro, dobbiamo, come Pietro, rientrare in noi stessi e scoprire la presenza di Dio nel dono della vita, della fede e della vocazione che abbiamo ricevuto. Oggi desideriamo ringraziare la Provvidenza per quanto ha operato in ognuno di noi, nelle diverse Istituzioni paoline di cui facciamo parte e per tutto il bene che, con l’aiuto di Dio, abbiamo compiuto per gli altri con la nostra testimonianza di vita ed i nostri apostolati convergenti.

Sappiamo che molti pregano incessantemente per noi e questo è importante quando la preghiera è fatta come apostolato da coloro che non possono più, per vari motivi, compierne degli altri. Come Paolo, che ha offerto a Dio la sua esistenza e la sua predicazione come una libagione, anche noi dobbiamo invocare dallo Spirito una coscienza sempre più chiara e profonda per comprendere il tempo e le opere di tutta la nostra esistenza come una liturgia che vive la propria fede missionaria con uguale intensità nella contemplazione e nell’azione apostolica. Nel Vangelo Gesù affida per intero la sua opera di salvezza a Pietro edificando su di lui la Chiesa di Cristo. Anche a tutti noi Dio chiede di essere suoi collaboratori e la nostra appartenenza alla Famiglia Paolina rafforza la necessità di vivere una fede missionaria con una evangelizzazione che diventi missionaria. Don Alberione ci lascia in eredità che tutto e tutti, nella vita paolina, devono ispirarsi all’apostolato pastorale, cioè fare qualcosa per gli uomini di oggi, soprattutto per coloro che non credono. Lo specifico della pastorale della Famiglia Paolina è l’attenzione ai destinatari, uomini di oggi.” Durante la processione offertoriale alcuni giubilari hanno portato i vari doni all’altare accompagnati dai bei canti del coro. La comunione a noi giubilari è stata impartita dallo stesso Don Sassi e ciò è stato per me un motivo in più di commozione per l’appartenenza alla Famiglia Paolina. Al termine della Celebrazione il Superiore Generale ha fatto gli auguri a noi tutti affinché viviamo sempre con la fede nel Signore Risorto. La gioia dello stare insieme è stata tanto grande ed è durata ancora con lo scambio di auguri reciproci e con le varie foto. Anche noi Annunziatine con don Vito siamo state invitate a pranzo dai Paolini, con tutti i giubilari degli Istituti Aggregati; ci ha onorato della sua compagnia anche il Superiore Generale don Silvio Sassi. È stato bello ed emozionante condividere la nostra appartenenza alla Famiglia Paolina anche con questi momenti di conviviale gioiosità. Il giorno dopo, con un po’ di tristezza per il distacco dalle sorelle che stavano in Casa Annunziatine, sono rientrata in Sardegna, portando però nel cuore la gioia di aver vissuto una giornata indimenticabile e con l’intima convinzione che questo bel dono, che il Signore nella sua bontà mi ha fatto, mi aiuterà sempre più nel cammino spirituale e nell’amore fraterno alle sorelle del mio gruppo, poiché credo che, solo amandoci vicendevolmente, possiamo avere quelle vocazioni che da troppo tempo, ben 27 anni, non abbiamo più nel nostro gruppo.

Vanna C.