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I primi alberi in fiore, il tepore della primavera, le colline che si rivestono di erba e di profumi e si “cingono di esultanza”, tutto questo è occasione per contemplare la vita che rinasce, tutto è festa per gli occhi e per il cuore. Ci sembrava quanto mai indicato in questo mese, per la lettura e l’approfondimento circa la preghiera, il libro “Le cinque finestre del cuore. Pregare con i sensi”, scritto da Catherine Aubin, edito dalla Lateran University Press. Le ventisei meditazioni composte da Suor Catherine, docente di teologia sacramentale e spirituale, costituiscono un percorso che rende protagonisti i cinque sensi: l’udito, il tatto, la vista, il gusto, l’olfatto. Già l’apostolo Giovanni nella sua Prima Lettera sottolineava l’intensità e il coinvolgimento della corporeità nell’incontro con il Signore Gesù: “Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto, ciò che noi abbiamo contemplato e le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della Vita… noi lo annunciamo anche a voi”. Un’esperienza viva che ogni discepolo può fare e non solo attraverso la fede e la ragione. Con l’udito ascoltiamo la Parola di Dio, con il gusto assaporiamo il Pane di vita eterna, con l’odorato cogliamo il “soave odore” del sacrificio di Cristo, con il tatto tocchiamo il suo Corpo eucaristico, con la vista contempliamo il suo volto. Un tema che ricorre nella dottrina di molti maestri e Padri della Chiesa: essi sottolineano come anche il corpo, per mezzo delle sue facoltà ed energie, partecipa alla santificazione. Un corpo è spiritualmente sano quando tende verso Dio attraverso tutte le sue attività, e così diviene tempio dello Spirito Santo. Quando i suoi sensi sono in “buon ordine”, sono vie di contemplazione e strumenti dell’unione con Dio. San Gregorio di Nissa avverte anche che l’uomo è come una fortezza con cinque porte, i sensi, che devono essere ben |