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GESÙ, PAROLA
CHE SCENDE VERSO DI NOI

Pagina web di Maria

Nell’articolo iniziale di questa Circolare abbiamo riportato alcuni pensieri di Madre Teresa di Calcutta. Vogliamo ora ricordare un’altra “grande madre”, più vicina a noi, vicinissima: Maria Negretto. Quanto coraggio, quanto amore, ma soprattutto quanta fede in Dio, quanto abbandono in Lui per perseverare ormai da più di quarant’anni in terra di missione, in Cameroun, portando la presenza e l’amore di Dio a tantissime persone: grazie, Maria! Riportiamo uno stralcio dalla sua consueta lettera che manda prima di Natale ai suoi amici e collaboratori.

Eccoci ad aspettare un nuovo Natale, una rinascita del Cristo in ciascuno di noi! Sento che per il prossimo futuro ancora il Signore mi accompagnerà. Vi parlerò dei miei attuali e principali obiettivi per i quali sento il Signore vicino, della mia presenza in Africa, delle opere che porto avanti con Lui. Sì, la mia è una collaborazione con Dio,anzi aggiungo:

una comunione con Lui! È mio obiettivo prioritario lavorare coi miei collaboratori e figli per portare anch’essi a questa collaborazione con Dio. Portarli alla fede, al rapporto diretto con Dio, ad una vita serena, gioiosa e fruttuosa attraverso la comunione con Dio. Ecco un aspetto della mia attività di formazione verso di loro alla quale tengo molto! Sono chiamata ad annunciare la mia vita, la mia fede! Sono Paolina, sento l’annuncio come un dono ai fratelli, ma pure come un atto di onestà al carisma del nostro Beato Alberione, nel quale credo e al quale cerco di essere fedele. La mia vita, un continuo “cantico del Magnificat”. Questa è la mia vocazione o missione, datami da Dio fin dalla mia creazione: “l’Annuncio”. Ho avuto la mia conversione a 30 anni! Anche questo mio ritardo a scoprirmi lo metto nella Sua volontà, tra i Suoi doni. Avvenne nei primi anni di gioventù, mentre mi trovavo ad uno stage preparatorio alla missione di annuncio in Africa! Non mi rammarico di niente. Il Signore, come ora, ha sempre guidato i miei passi. Ho vissuto profondamente la collaborazione con Dio. Forti esperienze di fede e speranza in Lui. Tanti hanno fatto esperienza della mia umanità o hanno anche vissuto insieme a me. Lo posso fare poiché tanti mi ritengono la loro madre, la madre che sa accompagnare ed incoraggiare i suoi figli. Penso che l’unico vero libro composto da me è la mia vita (e dico questo senza alcuna punta di orgoglio!). Con San Paolo posso dire: “E voi siete diventati imitatori miei e del Signore”. Ho cercato di essere stata amorevole con voi, come una madre nutre ed ha cura delle proprie creature; voi miei destinatari vivi e concreti che siete amati e ai quali perciò affido il Vangelo, la Parola. Il Vangelo che si fa vita anche in voi. Testimoniando il Vangelo, la Parola, ci si forma un certo modo di pensare, si crea una cultura della fede, che è un modo di vivere, di pensare, di sentire. Parlare, amare, comunicare. Sì, vivere insieme tra diversi… La scala, il laccio è Dio, fede, speranza, carità. Ora voglio descrivervi le ultime opere iniziate e quelle in procinto di esserlo. Per assicurare sia il terreno che la continuità alla mia opera in Africa, ho creduto bene di chiedere l’autorizzazione per creare una Associazione a scopo filantropico. I miei quattro soci fondatori l’hanno chiamata “Associazione Maria Negretto”. Non mi dilungo a raccontarvi le varie e difficili pratiche per essere in regola e per aver il diritto di proprietà di 50 ettari di terreno fertile! Una Associazione che al quarto anno di vita, se funzionerà bene, diverrà una ONG locale. Ora con San Paolo posso anche dire che ho combattuto la mia buona battaglia ed ho avuto la “corona”... Sì, m’è costata parecchio soprattutto perché l’ho dovuta combattere in un Cameroun prevalentemente corrotto! Pur seguendo le leggi, ho dovuto difendermi. Madre Teresa diceva che dobbiamo sempre camminare ed anche correre verso chi ha bisogno e quando non possiamo più camminare, prendiamo in mano la canna. Ed è il mio caso, ora devo camminare aiutandomi col bastone. Grazie a Dio guido ancora e facilmente la mia RAV4 che mi è fedele. Lei sa dove portarmi e la gente che conosce i miei acciacchi sa che non posso scendere, si avvicina premurosa al finestrino per aiutarmi. Vi indico qui solo il titolo dell’ultimo progetto: “Accoglienza, formazione e reinserimento socio-economico dei giovani e degli ex detenuti minori delle Carceri Centrali di Bafoussam”.
Al villaggio non arriva l’elettricità. A breve inizierà la costruzione dell’abitazione per una trentina di giovani. Li ho tenuti 4 mesi con me, dovevamo conoscerci e soprattutto volevo togliere loro la paura verso la società che non li ha accolti all’uscita dalle carceri, società che li temeva chiamandoli ‘Piccoli Banditi!!’. Non sono affatto banditi; aiutandoli affinché fosse accelerato il loro processo giudiziario, hanno avuto un mese o massimo due di condanna… In questo caso chi è bandito? Sono loro o siamo noi che li abbiamo dimenticati là dentro per tre o quattro anni in attesa di processo? Continuo la supervisione al grande Centro e Laboratorio di Baleng. Purtroppo, invece, ho dovuto ridurre il numero dei pasti per l’alimentazione giornaliera dei detenuti abbandonati da tutti e che hanno fame. Seguo le adozioni a distanza per le scuole elementari. Già, al villaggio di Soukpen abbiamo dovuto creare una scuoletta almeno per i più piccoli essendo l’esistente a 7 km di distanza. Le azioni da portare avanti sono sempre tante! Non mi spavento, come sapete, sono testarda ed arriveremo a tutto ed a tutti. Vi lascio con un sincero abbraccio e con l’assicurazione del mio ricordo al Signore. Ciao, vostra Maria.

Maria N. (pag.Web di Maria)