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GESÙ, PAROLA
CHE SCENDE VERSO DI NOI
una comunione con Lui! È mio obiettivo prioritario lavorare coi miei collaboratori e figli per portare anch’essi a questa collaborazione con Dio. Portarli alla fede, al rapporto diretto con Dio, ad una vita serena, gioiosa e fruttuosa attraverso la comunione con Dio. Ecco un aspetto della mia attività di formazione verso di loro alla quale tengo molto! Sono chiamata ad annunciare la mia vita, la mia fede! Sono Paolina, sento l’annuncio come un dono ai fratelli, ma pure come un atto di onestà al carisma del nostro Beato Alberione, nel quale credo e al quale cerco di essere fedele. La mia vita, un continuo “cantico del Magnificat”. Questa è la mia vocazione o missione, datami da Dio fin dalla mia creazione: “l’Annuncio”. Ho avuto la mia conversione a 30 anni! Anche questo mio ritardo a scoprirmi lo metto nella Sua volontà, tra i Suoi doni. Avvenne nei primi anni di gioventù, mentre mi trovavo ad uno stage preparatorio alla missione di annuncio in Africa! Non mi rammarico di niente. Il Signore, come ora, ha sempre guidato i miei passi. Ho vissuto profondamente la collaborazione con Dio. Forti esperienze di fede e speranza in Lui. Tanti hanno fatto esperienza della mia umanità o hanno anche vissuto insieme a me. Lo posso fare poiché tanti mi ritengono la loro madre, la madre che sa accompagnare ed incoraggiare i suoi figli. Penso che l’unico vero libro composto da me è la mia vita (e dico questo senza alcuna punta di orgoglio!). Con San Paolo posso dire: “E voi siete diventati imitatori miei e del Signore”. Ho cercato di essere stata amorevole con voi, come una madre nutre ed ha cura delle proprie creature; voi miei destinatari vivi e concreti che siete amati e ai quali perciò affido il Vangelo, la Parola. Il Vangelo che si fa vita anche in voi. Testimoniando il Vangelo, la Parola, ci si forma un certo modo di pensare, si crea una cultura della fede, che è un modo di vivere, di pensare, di sentire. Parlare, amare, comunicare. Sì, vivere insieme tra diversi… La scala, il laccio è Dio, fede, speranza, carità. Ora voglio descrivervi le ultime opere iniziate e quelle in procinto di esserlo. Per assicurare sia il terreno che la continuità alla mia opera in Africa, ho creduto bene di chiedere l’autorizzazione per creare una Associazione a scopo filantropico. I miei quattro soci fondatori l’hanno chiamata “Associazione Maria Negretto”. Non mi dilungo a raccontarvi le varie e difficili pratiche per essere in regola e per aver il diritto di proprietà di 50 ettari di terreno fertile! Una Associazione che al quarto anno di vita, se funzionerà bene, diverrà una ONG locale. Ora con San Paolo posso anche dire che ho combattuto la mia buona battaglia ed ho avuto la “corona”... Sì, m’è costata parecchio soprattutto perché l’ho dovuta combattere in un Cameroun prevalentemente corrotto! Pur seguendo le leggi, ho dovuto difendermi. Madre Teresa diceva che dobbiamo sempre camminare ed anche correre verso chi ha bisogno e quando non possiamo più camminare, prendiamo in mano la canna. Ed è il mio caso, ora devo camminare aiutandomi col bastone. Grazie a Dio guido ancora e facilmente la mia RAV4 che mi è fedele. Lei sa dove portarmi e la gente che conosce i miei acciacchi sa che non posso scendere, si avvicina premurosa al finestrino per aiutarmi. Vi indico qui solo il titolo dell’ultimo progetto: “Accoglienza, formazione e reinserimento socio-economico dei giovani e degli ex detenuti minori delle Carceri Centrali di Bafoussam”. Maria N. (pag.Web di Maria) |