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Tra pochi giorni nelle nostre case allestiremo il presepe, con la sua incantevole atmosfera di case, personaggi e scene in miniatura. Radunati con parenti e amici nelle case addobbate a festa, vogliamo lasciarci guidare, nella contemplazione e nelle relazioni, da Maria, Madre del Divin Salvatore. Leggere il libro di Ermes Ronchi, Le Case di Maria, edito dalle Paoline, è come intraprendere un viaggio attraverso le case che Maria ha abitato nel corso della sua esistenza. Un viaggio attraverso l’umanità di Maria, nella sua vita reale fatta non di privilegi ma di virtù nascoste, fondata non sullo straordinario ma sul feriale. Le “case di Maria” sono in realtà Maria stessa. Raccolta e ospitale, le due caratteristiche proprie di ogni casa, ella sarà “casa di Dio”. Creatrice di relazioni, Maria, nelle sue case, trasmette un’arte di vivere e insegna a non smarrire la polifonia dell’esistenza e degli affetti.
Il primo passo da compiere è quello dell’ascolto, per far sì che il Signore parli ed operi internamente. Questo è quanto contempliamo nel mistero dell’Incarnazione, nella casa degli inizi. Poi via, in fretta a casa di Elisabetta e Zaccaria: a casa di profeti. Il ritorno e l’inizio del cammino con lo sposo, nella casa dei dubbi e dei sogni dove scopriamo la grandezza di Giuseppe nella capacità di amare senza possedere. Betlemme, la casa del pane e poi per trent’anni Nazaret, la casa del silenzio, del lavoro e del riposo, casa dove si parla al cuore. Al compimento della vita di Cristo, il Calvario, casa dell’eclissi del sole, dove da una maternità ferita risorge una maternità moltiplicata. Alla fine, che poi fine non è: la casa riempita di vento, del Vento dello Spirito divino. Spirito d’amore che continua ad infiammare il cuore dei discepoli con il fuoco della missione e della carità, perché il viaggio continui: di casa in casa, di generazione in generazione.
Rosaria G. |